martedì, Ottobre 26

Marchini, leader di un nuovo centrodestra? field_506ffb1d3dbe2

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La bagarre del centrodestra sembra non avere fine e con il volta gabbana di Silvio Berlusconi prima ai vecchi alleati, Giorgia Meloni e Matteo Salvini, e poi a Guido Bertolaso il duello per il Campidoglio si fa sempre più aspro. Nella giornata a ‘Radio Anch’io‘ si sono susseguiti gli interventi dei leader di quelle che attualmente rappresenterebbero le fazioni di destra del paese con una Giorgia Meloni che, da aspirante prima cittadina della capitale, riferendosi all’inquilino di Palazzo Grazioli, dichiara: «Noi siamo per il centrodestra moderato non inciucisista. FI vuole andare a rafforzare un governo infame». In suo sostegno arriva anche l’intervento dell’alleato Matteo Salvini che attacca direttamente Berlusconi: «Berlusconi dice tante cose, io sono tifoso milanista mi ha detto questa estate che avevamo uno squadrone e che avremmo giocato come il Barcellona e chi è tifoso sa come siamo messi. Gli va la gratitudine per tutto quello che ha fatto. Ma il tempo passa per tutti e non puoi dire sempre le stesse cose per 20 anni». Ma l’ex Cavaliere proprio non ci sta ed alle domande dei giornalisti radiofonici replica così alle accuse dei neo avversari: «Un nuovo patto del Nazareno? Nulla di più lontano dal vero, noi dobbiamo porre fine al governo di Renzi, un governo illegittimo e abusivo che è contro il voto del popolo. Noi dobbiamo mettere fine all’emergenza democratica quindi una decisione su Roma non cambia questo atteggiamento» aggiunge: «Non c’è un centrodestra vincente senza di noi, sarebbe solo di testimonianza e per vincere invece dobbiamo ritrovare i voti dei moderati. In altre città andiamo divisi ma si tratta di amministrative e se restiamo divisi non c’è possibilità di vincere le politiche e rischiamo di consegnare il paese al governo di sinistra. Divisi perdiamo» e sull’assetto di Forza Italia (FI) tranquillizza il suo elettorato: «In Forza Italia non accadrà nulla. Ieri ho riunito il vertice del partito e alla fine si sono convinti dopo aver ascoltato le mie spiegazioni». Ospite successivamente al programma ‘La Telefonata‘ Berlusconi risponde chirurgicamente alla richiesta sul perché non avesse scelto di appoggiare il suo ex ministro alle politiche giovanili: «Per governare una città complessa bisogna che ci sia qualcuno che abbia un’esperienza gestionale. Lei è una politica di professione». Non ameno la Meloni rincara la dose in questo dibattito senza fine ed ai microfoni di ‘Skytg24‘ lancia un’appello ai votanti di FI: «Faccio un invito a sostenerci. Lo dico soprattutto agli elettori di Forza Italia: immagino ce ne siano tanti che non sono particolarmente contenti di tornare a fare gli inciuci con Renzi. Poiché loro sono gli unici a poter convincere Berlusconi del fatto che sta sbagliando strada, lo facciano anche con il voto». Il nuovo prescelto dell’ex Premier, Alfio Marchini, dal canto suo mantiene i toni pacati e in un’intervista rilasciata a Paola di Caro per il ‘Corriere della Sera risponde così al quesito che gli fine posto sulla fine del centrodestra dopo la decisione persa da Berlusconi: «Lo ha giustamente detto la Meloni che il vecchio centrodestra è morto. Aggiungo: è tempo di andare oltre, lasciando che il civismo ossigeni i partiti. E di una cosa sono certo: la scelta di Berlusconi non è stata contro alcuno, ma per aprire nuovi sentieri lungo i quali ricostruire il legame tra politica e cittadini» e alla domanda riguardante Guido Bertolaso, oramai presenza evanescente di queste amministrative, afferma: «Lo ha giustamente detto la Meloni che il vecchio centrodestra è morto. Aggiungo: è tempo di andare oltre, lasciando che il civismo ossigeni i partiti. E di una cosa sono certo: la scelta di Berlusconi non è stata contro alcuno, ma per aprire nuovi sentieri lungo i quali ricostruire il legame tra politica e cittadini». Se la destra discute e s’accapiglia c’è chi come l’esperto di sondaggi Nicola Piepoli riporta tutti alla realtà annunciando un colpo di scena: «A Roma il quadro cambia radicalmente e la destra aumenta le sue possibilità di vincere» dichiara l’analista all’agenzia di stampa ‘Ansa‘ riferendosi alla staffetta Bertolaso-Marchini: «La destra ora può vincere ma deve lavorare parecchio» prosegue: «ci sono due aree di destra concorrenti che sono entrambe al 20% circa. Il terzo è Giachetti (..) Raggi è fuori gioco, nel senso che è più alta» afferma Piepoli sostenendo che prima di questa mossa «la vittoria della Raggi era assoluta» e adesso: «La battaglia  è diventata tra persone serie: sono saliti i migliori, quelli che possono veramente dare qualcosa alla città».

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