lunedì, Settembre 20

Marchini, la buona fede e il pericolo mortale

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Sui muri di Roma continuano tristemente a campeggiare i manifesti di Guido Bertolaso, candidato Sindaco prima della conversione dell”eretto di Arcore’ sulla via di Alfio Marchini. Una svolta copernicana che va molto al di là della indubbia genialità e profitto della mossa di Silvio Berlusconi. Ché se i vecchi messaggi da un lato inducono a riflettere sulla caducità delle cose umane, dall’altro ci sbattono dritto in faccia la portata odierna, ma soprattutto in prospettiva, della ‘rivoluzione di Arfio’.

Abbiamo già cominciato ad affrontare la questione in ‘Il diavolo probabilmente’ ne ‘il Contrappunto’ del 2 maggio 2015. E via via che si procede la pericolosità del bel candidato Sindaco mostra ancor di più tutte le sue facce. E tantopiù perché lo riteniamo in buona fede e pieno di buone intenzioni. Di cui sono lastricate le strade dell’Inferno. E siccome Roma da tanti punti di vista è già un bell’Inferno di suo, per non parlare del Paese tutto… La vincente progressione che porta Marchini verso il ballottaggio ed una possibile, forse probabile, affermazione finale nonostante la forte prevalenza odierna della candidata del Movimento Cinque Stelle, ricicla e legittima tutto. Non solo e non tanto Francesco Storace ed Alessandra Mussolini (che già…) ma chi accanto, e sopra, e sotto Storace e la Mussolini sta. Tanto per cominciare ed in campagna elettorale, figuriamocene da ora la proiezione a tutti i livelli una volta alla guida del Campidoglio.

La salvifica ‘ideologia del minestrone’ per cui nella zuppa si può infilare qualsiasi cosa tanto il tutto riscatta la parte, la sindrome di Mida che trasforma in oro qualunque cosa tocchi sono pericolose tentazioni. Destinate al fallimento pratico, ma forse, contemporaneamente al successo e successivi successi elettorali. Ancor peggio: così la minestra andata a male può dare il colpo finale e quasi fatale ad un ‘fisico’ provato come quello dell’Italia. E Mida non fece una bella fine. Perché, sia chiaro, solo incidentalmente stiamo parlando di elezioni locali. Oggi Roma, domani, un domani molto prossimo, l’Italia.

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