sabato, Maggio 15

Marchini consegna a Renzi la testa di Marino Politica: il punto

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«Perché di fronte a un sindaco che chiede un confronto in un luogo trasparente e pubblico come l’Aula», si domanda stupefatto Ignazio Marino, «le forze politiche utilizzano ogni strumento possibile, anche burocratico, comprese le dimissioni di massa, per impedire un confronto dove ci si guarda negli occhi?». Visto che a Marino «sfugge», parole sue, il «motivo» di tutto ciò, il quesito andrebbe girato, tra gli altri, ad Alfio Marchini, il costruttore romano già avversario del marziano nel 2013 che, dimettendosi insieme all’unico consigliere della sua omonima Lista per fare numero insieme a quelli Pd (25 più 1, lui, dimessosi direttamente negli uffici del Campidoglio e non insieme al ‘volgo’), ha permesso lo scioglimento legale del Comune di Roma mandando a casa Marino e facendo, di fatto, un favore a Matteo Renzi, impantanato nelle sabbie mobili del caso Roma insieme al commissario capitolino Matteo Orfini.

Oltre al ‘marchiniano’ Alessandro Onorato e ai 19 Dem, hanno sottoscritto il documento ‘sfolla Marino’, di fronte ad un notaio nella sede consiliare di via del Tritone a Roma, anche Daniele Parrucci di Centro Democratico, Svetlana Celli della Lista Civica Marino, l’alfaniano-berlusconiano Roberto Cantiani e i due fittiani Ignazio Cozzoli e Francesca Barbato. Atto poi protocollato in Campidoglio dal segretario generale. Il dato politico che emerge è che i consiglieri Pd alla fine hanno votato con la destra pur di liberarsi di Marino.

Fonti ben informate riferiscono di un Marchini euforico che, di fronte ai dubbi di ‘voto di scambio’, nega il patto segreto con Renzi («voglio rimanere fuori da questi giochini, a me interessa Roma»), si scaglia contro «i vecchi partiti» che «sono dovuti venire da me, e io sono diventato l’uomo decisivo, oggi li ho nel taschino» e spergiura che «mai mi metterò con nessuna area, né di destra né di sinistra» perché «sarei pazzo a scegliere proprio ora!». Ma Beppe Grillo accusa il Pd, sconvolto da «faide interne», di voler prendere tempo per «evitare le elezioni tutti a costi» perché secondo i sondaggi il M5S è primo partito a Roma. Prosegue a Chianciano il XIV Congresso del Partito Radicale. Oggi è stato il giorno della relazione del Segretario Rita Bernardini.

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