martedì, Novembre 30

Mar Cinese Meridionale: Filippine-Cina 1-0 Il Tribunale dell'Aja si pronuncia contro Pechino e il suo 'bullismo'

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Bangkok – La campagna social degli attivisti tra Twitter (soprattutto) e Facebook (meno usato in Asia) andava avanti da un po’, il pronunciamento dell’Alta Corte presso il Tribunale dell’Aja ha scatenato una ridda tra i frequentatori social come era facile aspettarsi. Il Tribunale dell’Aja ha stabilito che le pretese territoriali cinesi nel Mar Cinese Meridionale soprattutto nella controversia con le Filippine (ma questo apre il fianco a pronunciamenti che non potranno non essere similari con tutte le altre entità nazionali coinvolte in quello scacchiere dell’Asia/Pacifico) non hanno alcun fondamento giuridico, oltretutto il Tribunale dell’Aja ha anche chiarito che le costruzioni edificate dalla Cina, come l’isoletta artificiale creata ex novo nel Mar Cinese Meridionale è parte dei comportamenti ed atteggiamenti assunti di recente dalla Cina oggetto di una dura reprimenda internazionale.

Il movimento social si è dato parecchio da fare, nelle Filippine ha coniato l’hashtag #CHexit parafrasando il Brexit della Gran Bretagna, dove -in questo caso- si prospetta la volontà sempre più diffusa in Asia di indurre la Cina a più miti pretese nel Mar Cinese Meridionale ed ha restringere le proprie presunte aspirazioni territoriali, tutti si son dati appuntamento sotto la sede del Consolato di Manila in protesta con cartelli inneggianti alla fuoriuscita della Cina da tutta la zona. «La Cina deve smetterla di angariare i vicini», nella versione scritta sui social si è scelta una linea meno paludata, «Cina fuori dal territorio delle Filippine», #CHexit, «Il Mar Filippino Occidentale non è roba che vi riguarda», la protesta filippina più o meno ha sempre assunto questo tono da tempo, soprattutto dal 2003, quando ha presentato un reclamo ufficiale internazionale presso il Tribunale dell’Aja che ha visto il pronunciamento di pochi giorni fa.

Il reclamo filippino presso l’Aja crea ora un precedente di non poco conto nella questione di vecchia data del Mar Cinese Meridionale, è stato il primo ad essere presentato ed è quello che ora apre una serie di precedenti presumibilmente tutti sfavorevoli nei confronti della Cina stessa. Oltretutto le Filippine sono tra i più fidati alleati nell’arco Sud Est asiatico ed asiatico più in generale a fianco degli USA ed ora la Cina dovrà necessariamente rivedere i propri comportamenti poiché il rischio di escalation – dopo il pronunciamento avverso dell’Aja – assume i connotati di un rischio potenzialmente sempre più complesso da gestire. Tutte le argomentazioni storiche presentate dalla Cina sono state respinte dal Tribunale dell’Aja che ha disconosciuto qualsiasi tipo di retaggio storico in tali pretese territoriali, è esattamente questo il punto di partenza fondamentale per il quale il «successo» ottenuto dalle Filippine oggi diventa un precedente giuridico e legale fondamentale anche per Brunei, Indonesia, Malaysia, Taiwan e Vietnam, tutti Paesi che hanno parecchi conti in sospeso nei confronti della Cina e del suo atteggiamento improntato ad un certo bullismo in quel quadrante geopolitico.

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