martedì, Settembre 21

Maometto e la montagna Berlusconi image

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Non sappiamo ancora se il tentativo, promosso con giovanile,  encomiabile risolutezza da quello che è indiscutibilmente l’uomo nuovo della politica italiana, e cioè il neo Segretario Pd Matteo Renzi, di dare agli italiani una nuova legge elettorale avrà esito positivo. Ma di certo si possono già dire molte cose sotto l’aspetto generale.

La prima è che non siamo abituati ai leader coraggiosi, e indubbiamente Renzi lo è. Mi viene da sorridere quando settori un po’ disorientati di opinione pubblica lo accusano, così per sentito dire, di essere ‘democristiano’. Alzi la mano chi riesce a nominare uno solo tra i mille capi e capetti democristiani del passato che abbia dimostrato la stessa  velocità di pensiero e di esecuzione di Renzi, e non sulla nomina di un portaborse ma su questioni di rilevanza nazionale.

La seconda è che è avvenuta, comunque vadano a finire le cose, una cesura di grande importanza nel modo di fare politica dal versante progressista. Talmente importante che alcuni, non pochi, contestano questo approccio alla sua radice, ritirando a priori al conducente la patente ‘di sinistra’. In cosa consiste questo approccio? Sostanzialmente nel partire, al di là della condizione di pregiudicato di Silvio Berlusconi, dalla considerazione che fosse assolutamente prioritaria la rimozione urgente di quel blocco, granitico e viscido al contempo, che impedisce alla politica italiana di trasformare il Paese in una democrazia finalmente compiuta, basata sull’alternanza delle forze al potere.

Se Maometto non va alla montagna, sia Maometto ad andare da lei, insomma, dimenticando, con un atto di suprema  umiltà e maturità politica, le innumerevoli malefatte perpetrate da un uomo e da una formazione creata a sua immagine per tanto tempo.

La base di questo atto consiste, a mio parere, nel superamento di una convinzione tuttora fortemente radicata nella base che genericamente si colloca nell’area di sinistra. La convinzione che Berlusconi abbia col tempo sapientemente modellato, potendo contare su una potenza economica e mediatica quasi illimitata, il suo docile e ingenuo elettorato, facendone una massa acritica e fanatica, disposta a chiudere gli occhi su qualunque  furfanteria o debolezza del Capo.    

Questa analisi, interessante e non banale, a cui ho creduto io stesso per lunga pezza, si è invece rivelata sbagliata. Consolatoria, fino a costituire l’alibi perfetto per una sinistra incapace di proporre un’offerta politica che fosse soddisfacente per la maggioranza degli italiani.

Questo l’ho capito nel tempo, parlando, incontrando, ascoltando decine e decine di persone, frequentando ambienti diversi, osservando quando se ne presentava l’occasione realtà differenti da quella metropolitana, nella quale si è abituati a un linguaggio e a un confronto politico giornaliero, spesso col risultato di allontanarsi dai temi  concreti, sui quali milioni di aventi diritto al voto basano le proprie decisioni in cabina elettorale.

L’elettorato berlusconiano è sempre esistito, in Italia, ed è quello che mai ha permesso a un partito di sinistra di diventare maggioritario nel Paese. Nel passato, sappiamo ormai benissimo che questo tipo di orientamento è stato pesantemente condizionato da fatti esterni, oscuri e dolorosi. Ma dagli anni novanta in poi, la battaglia politica è stata sostanzialmente libera da influenze esterne.

Che poi Berlusconi  abbia ammaliato e blandito i suoi elettori con le buone e le cattive è un fatto verissimo, ma è altrettanto vero che  la sua base è sempre stata oltremodo recettiva nei confronti delle sue proposte, perché è qui da noi una massa imponente di persone, storicamente da sempre presente e tendenzialmente maggioritaria .

Pertanto è Maometto che deve andare alla montagna, perchè senza la montagna non si governa e non si va avanti. Il che non vuol dire diventare come Berlusconi o i suoi seguaci, come paventano gli irriducibili, ma comprendere meglio una realtà altrimenti inamovibile, presentando soluzioni convincenti e in qualche misura condivisibili. Anche essendo coscienti che il pulpito, da cui si è preteso di impartire lezioni per tanto tempo, di crepe ne ha parecchie, risalenti ad una progettazione e una costruzione non certo priva di errori strutturali.

E’ stato muovendosi, andando in prima persona verso la montagna più screditata e infida che potesse esistere che la sinistra-Maometto ha dato finalmente dimostrazione di essere in grado di riprendere quell’ egemonia culturale e politica che tante volte ha rivendicato con toni e credenziali più consoni a un’opposizione che a una forza matura e pronta a dare un governo stabile e moderno al nostro paese.

 

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