sabato, ottobre 20

Manovra: cosa sta combinando Paolo Savona? Creare uno shock in Europa allo scopo di mutare e fare funzionare diversamente l’Europa, rafforzare la Banca Centrale Europea e creare un Ministero dell’Economia europea, cioè esattamente l’opposto di quanto vogliono i sovranisti Salvini e Di Maio

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Diamo per acquisito, con ogni dubbio, che la scelta dell’aumento del deficit al 2.4% sia una scelta corretta nell’interesse del Paese. Cosa c’è da dire? Il modo in cui ci si arriva; la trasmissione mediatica della scelta; il risultato operativo; le intenzioni reali della maggioranza, ma specialmente la reale funzione di Paolo Savona.
E dunque.
Quel rozzo e brutale personaggio pagatissimo, che minaccia coltellate e licenziamenti, li abbia o meno ottenuti, ha -per dir così e per usare il linguaggio prevalente in questi mesi- ‘ha vinto’. E lo dimostra portando in piazza gente urlante: questa sì, una vera piazzata, che sgomenta quando, poco dopo, al balcone di Palazzo Chigi (un luogo che dovrebbe essere sacro per un italiano che sia tale) sono comparsi dei giovinastri urlanti e discinti, che mostravano due dita delle mani alzate: l’indice e il medio … forse un errore o una allusione, volevano mostrare solo il medio: la perfezione, si sa, non è di questo mondo, perfino nemmeno di Luigi Di Maio. Perché il senso della loromanifestazioneera che avevano vinto, avevano ottenuti una vittoria storica: un deficit al 2.4% sul PIL per ben tre anni. Nessuno ha spiegato la vittoria su chi era avvenuta, ma tant’è, questa non è gente che spiega. Giustamente qualcuno commentava su Facebook dicendo che non si era mai visto uno Stato felice di avere un debito maggiore, ancora maggiore, anzi, di quello già mostruoso che ci affligge. Ma loro sono contenti: il diabetico Di Maio ha avuto lo stesso lecca lecca di Macron!
Ci si arriva dopo giorni di urli, di tweet, di messaggi, di dichiarazioni, di minacce, tutti tesi a dire che dello spread «Me ne frego» orgoglioso motto di Benito Mussolini riportato alla luce da Matteo Salvini-, delle regole europee anche, perché questa sarà (anzi, è) lamanovra del popolo’, perché serve a dare da mangiare ai più poveri, anzi a ‘abolire la povertà’. Nemmeno Gesù Cristo, o forse il ‘santino’ di Padre Pio dell’avvocato del popolo, che evidentemente insieme a Di Maio e Salvini, propende per la idolatria!
Sarebbe utile capire che altro è lo spread (un fatto incontrollabile, derivante dal mercato), altro le regole europee, ma sarebbe noioso, sono convinto che chi mi legga lo sa meglio di me.
Ma insomma, credo, bisogna aspettare e vedere con un minimo di calma. Non dico dare fiducia’ (avevo accettato di turarmi il nasoa persone che sembra ne meritino poca, ma attendere per vedere cosa effettivamente sarà fatto.
L’impressione, per ora è che, oltre alla ‘sterilizzazione’ dell’IVA, vi saranno di sicuro (vedremo in che misura e come e quando … perfino quando) il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza, una riduzione (o abolizione) della vituperata legge Fornero, e un bel condono fiscale (pare, fino a 500.000 euri, una bazzecola), definito pace fiscale, e una ‘flat tax’ per le partite IVA, cosa un po’ misteriosa, ma, ripeto, vedremo.

Devo essere chiaro: nulla da ridire in principio o quasi (i condoni sono un obbrobrio, perché ridicolizzano chi paga magari con sacrifici e lo inducono, giustamente, a non pagare la prossima volta), anzi, alcune di quelle misure sarebbero del tutto auspicabili, basterebbe solo il tentativo di alleviare la situazione dei più deboli, il punto reale è che, data la nostra situazione, noi abbiamo bisogno, bisogno vitale, di investimenti per aumentare il PIL e quindi dare lavoro e assumere proprio quelli che oggi potrebbero ricevere questa sorta di ‘mancia’. Queste misure che ho elencate, non mi pare che lo siano, ma bisognerà vedere cosa realmente e come si farà.
Non si può, però, non sottolineare che tutto ciò accade al culmine di tre mesi di attacchi continui e violenti contro una non meglio identificataEuropa’, come se l’Europa fosse la nostra nemica e non una organizzazione internazionale nella quale noi abbiamo un voto pari a quello degli altri e anche un vero e proprio veto.
Ma su questo non conta parlare più di tanto. Lo sappiamo cosapensanoe cosa vogliono i due dioscuri del Governo: distruggere l’attuale Europa e riacquistare pienamente (o quasi pienamente: ogni attività ha mille passi intermedi) la nostra sovranità ‘perduta’. Inutile anche solo cercare di spiegare quanto il progetto dell’Europa sia, comunque lo si voglia immaginare, l’unica reale speranza di crescita (e quindi di ‘ricchezza’) per i nostri Paesi, Italia in testa. Un sovranista pensa che se può fare quello che vuole, tutto andrà meglio. Il che vale per gli Usa e forse per la Russia, ma certamente non per un Paesepiccolocome l’Italia: piccolo e per di più in disarmo, visto che la gran parte delle nostre migliori aziende sono ormai fuggite all’estero. Ma, anche su ciò, i due hanno idee poche e confuse, ma decise: contano le piccole imprese, solo quelle … che, però, vivono solo perché siamo in Europa.
Ma ripeto, su ciò non mi pronuncio oltre, non sono un economista. Posso solo stupirmi che il sedicente premier dica a ripetizione che queste misure non sono ‘contro’ l’Europa. Basta aprire un libro di storia qualunque per sapere che quando si dice così, si sta preparando la guerra, ma anche qui, tant’è.

Però, il nostro Ministro dell’Economia per un mese e più ha ripetuto e fatto ripetere con ‘fermezza’ che, data la situazione, oltre un deficit del 1.6 % sarebbe stato disastroso e pericoloso andareBene, poi il colpo di scena. I ‘verticicontinui, cui non partecipava Giovanni Tria, ma (se ho ben capito) partecipava talvolta Savona. Poi, l’ultimo, tra i dioscuri, Savona e Tria -sì direte voi anche Giuseppe Conte, vero, ma anche i segretari, le segretarie, ecc.- dal quale, a sorpresa, ‘esceil 2.4%, con notizia di telefonata di Sergio Mattarella a Tria (per non farlo dimettere? l’interessato, ieri, attraverso il quotidiano di Confindustria ha smentito che abbia pensato di dimettersi) e apparizione al balcone delle dita di cui sopra.
Domanda, anzi domande.

Se è vero che Tria crede realmente che, «nell’interesse della Nazione», come ha detto testualmente, quel deficit era il massimo sostenibile, non si capisce perché, se non altro per difendere il suo onore di professore universitario, cioè di studioso non di politico, non si sia dimesso. Potrei dire: io lo avrei fatto, ma è facile, io non ero lì. Posso, invece, accettare che non si dimetta per evitare di pregiudicare ulteriormente la situazione, come gli avrebbe chiesto Mattarella. Ma, a parte che non vedo cosa sarebbe cambiato, visto come sono andate le cose, se non si dimette dopo quella che è una evidente sconfitta vuol dire che accetta di fare d’ora in poi l’esecutore di ordini del duo, come e più dell’avvocato del popolo.
Sarebbe molto bello, e utile per il Paese, sapere come stanno le cose e cosa Tria ne pensa: sì, utile, per il Paese, che almeno saprebbe da chi passa realmente se non la decisione, almeno il controllo della politica economica, e non mi sembra cosa da poco!

L’altra domanda è: Savona?
Come ho già detto, io, forse per ingenuità e incompetenza, non credo che Savona voglia la distruzione dell’Europa e dell’Euro. Cigni neri e piani B a parte, uno che dice che si dovrebbe rafforzare la Banca Centrale Europea e creare un Ministero dell’Economia europea, per mutare e fare funzionare l’Europa, oppure, e forse la differenza non è solo semantica, mutare e fare funzionare diversamente l’Europa per rafforzare BCE e creare il Ministero, non dovrebbe essere contro l’Europa … se no, che fa funzionare diversamente?!
E dunque, a meno che le cose dette da Savona siano solo menzogne, e francamente non ci credo nemmeno per un minuto, a me sembra una persona più che seria, l’unica possibilità è proprio questa: creare uno shock (non in Italia, ma in Europa!) proprio allo scopo di realizzare quel risultato, puntando sul timore generalizzato che salti tutto –avevo già avanzato l’ipotesi che proprio Savona potesse essere colui che salva la tenuta dell’Italia nella UE.
Se fosse così, il gioco sarebbe pericoloso e difficile assai, ma affascinante, e, se fosse così, capirei perfettamente che non lo si dica e non si possa dire. Però, mi permetto di suggerire, un qualche segnale va dato, tanto più che se il suo ‘gioco’ venisse scoperto, non credo proprio che Di Maio (principalmente) e Salvini ne sarebbero contenti. Ma, prima o poi, se quelgiocoesiste saràscoperto’, e allora, me lo si permetterà, avere preparato un terreno di consenso potrebbe tornargli utile, perché sul fatto che questa ‘Europa Bubacentrica’ ha fatto il suo tempo e ha prodotto tutti i vantaggi (perché ne ha prodotti, non scherziamo, eh!) e i danni possibili, ma che vi siano molti in grado di volerne e desiderarne una modifica in senso, -diciamolo chiaramente- federale è tutto da dimostrare, e quindi quel consenso andrebbe costruito, politicamente, specialmente in Italia.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.