mercoledì, Aprile 21

Mali, Prodi: 'Terrorismo nasce dalla guerra in Libia'

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L’assalto terroristico a Bamako in Mali fa capire che tutto il mondo è una polveriera, pronta ad esplodere. E il terrorismo di matrice islamista è pronto ad approfittare di ogni possibile spazio. «I gruppi terroristici sono legati fra loro, non è possible che queste cose avvengano senza dei collegamenti organici tra diverse fazioni», il commento di Romano Prodi, che è stato inviato speciale dell’Onu in Mali e Sahel. A SkyTg24 l’ex premier parla proprio del problema di un possibile collegamento tra i vari gruppi terroristici nel Paese, proprio come accaduto durante il suo mandato: «Andai a parlare in Egitto con l’allora presidente Morsi, dei Fratelli Musulmani, e la sua preoccupazione era che l’intervento francese potesse unire i terroristi del Sahel con quelli del Sinai». E sull’arrivo del terrorismo in Mali è chiaro: «Lo sviluppo del terrorismo in Mali è conseguenza della guerra in Libia, grande errore della Francia». Un conflitto nato dall’intervento francese e che ha portato all’aumento dei gruppi terroristici, che si sono poi diffusi nell’area proprio grazie alla disgregazione dell’esercito libico: «I veterani hanno svuotato gli arsenali di Gheddafi e le armi si sono diffuse ovunque».

Per Prodi poi il problema attuale è la mancanza di coordinamento tra i vari Paesi, soprattutto in termini di prevenzione: «È inconcepibile che la Francia non voglia partecipare a un cammino verso l’intelligence comune europea. C’è una struttura a Bruxelles e la polizia francese non ne sa nulla. Se è così, andiamo nella direzione opposta». Una storia comunque, quella del Mali, legata già in passato al terrorismo, quello dei Tuareg. Una storia raccontata dal video della BBC News.

 

 

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