martedì, Aprile 13

Malesia, il Governo rilancia l’economia con il biotech

0

La Malesia è sede di alcune delle più antiche e diversificate foreste pluviali presenti sul pianeta. Tenendo presente che circa la metà di tutti i prodotti farmaceutici derivano da piante, batteri e funghi e che molti rimedi sono a base di erbe, il Governo della Malesia sta contando sulle biotecnologie per farle diventare un fattore chiave dell’economia del Paese. Il paese ha anche una ricca storia della medicina tradizionale, seguendo non solo le tradizioni indigene, ma anche quelle cinesi e indiane. Così, molte aziende malesi e internazionali stanno cercando di sfruttare il vasto potenziale economico della sua ricca biodiversità e le sue esperienze in medicine tradizionali per la produzione di nuovi prodotti per la salute.

La Biotropics Malesia Berhad, una società di biotecnologie locale, esporta la stragrande maggioranza della sua produzione negli Stati Uniti, come ad esempio l’estratto di Tongkat ali, una delle molteplici piante officinali presenti sul territorio malese e che ha numerosi benefici: grazie alla Biotropics è ora disponibile nei negozi di salute e farmacie in molti Paesi in forma purificata come un integratore nutrizionale che apporta benefici quali l’aumento di energia e di fertilità. Le aziende straniere, una volta ricevuto il prodotto, lo riconfezionano poi con il proprio marchio.

Tengku Adnan Tengku Shahrir, CEO di Biotropics, ha detto che i prodotti dell’azienda sono stati inizialmente ispirati dalla tradizione e dalle tribù locali, unite poi al contributo di professionisti del settore. L’azienda impiega le popolazioni tribali per procurarsi le materie prime per poi incorporare gli ultimi ritrovati dalla scienza per realizzare i loro prodotti e garantire la qualità che l’azienda possiede.

 

 

 

 

(video tratto dal canale YouTube di CCTV News)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->