lunedì, Aprile 19

Malesia e la discussa legge sulle fake news Tra i trasgressori sia chi lavora nel settore dell'editoria digitale, sia chi diffonde le notizie false tramite social media

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Diffondere fake news potrebbe costare molto caro, almeno in Malesia. E’ stata approvata infatti dalla Camera bassa del Parlamento malese la proposta di legge che prevede sanzioni pecuniarie sino a 500.000 ringgit (oltre 100.000 euro al cambio) e detentive sino a sei anni.

La normativa definisce le fake news come notizie, informazioni, dati e rapporti che sono parzialmente o completamente falsi. Possono essere rappresentate da storie scritte, video e contenuti audio. La platea dei trasgressori è ampia e comprende sia chi lavora nel settore dell’editoria digitale, sia chi diffonde le notizie false tramite social media.

Ma non mancano le polemiche. Secondo i detrattori infatti le vere motivazioni che hanno portato alla normativa contro le fake news sono da ricondurre alle vicende che coinvolgono il Primo Ministro Najib Razak. Obiettivo, secondo i critici, sarebbe mettere a tacere il dissenso a prima delle elezioni elettorali, che si terranno entro agosto, censurando i report relativi allo scandalo del fondo sovrano malese 1MDB. In realtà il fondo era stato istituito nel 2009 dal Primo Ministro con lo scopo di promuovere lo sviluppo della Nazione, ma è stato impiegato anche per coprire spese personali.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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