sabato, Maggio 21

Maldive contese tra giganti Nella realtà geopolitica, le Maldive sono strategicamente molto importanti, al centro di una contesa tra i due giganti asiatici, India e Cina, e con l'affaccio degli Stati Uniti, e le ambizioni di Israele

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Maldive, paradiso delle vacanze dei ricchi, un gruppetto di splendide isole a gravissimo rischio di scomparire, inghiottite dalle inondazioni causate dal riscaldamento globale. Questo sono, nell’immaginario dell’Occidente, le Maldive. Non molto altro. E invece no, nella realtà geopoliticale Maldive sono un gruppo di 26 atolli distribuiti su 90.000 chilometri quadrati nell’oceano Indiano, che si estende dalla punta meridionale dell’India fino oltre l’equatore, a cavallo di importanti linee di comunicazione marittime, strategicamente molto importanti, al centro di una contesa tra i due giganti asiatici, India e Cina, e con l’affaccio degli Stati Uniti, e le ambizioni di Israele. Nella recente visita del Ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, a Malé, per incontrare il suo omologo maldiviano, Abdulla Shahid, questo si è palesato molto chiaramente.

L’economia maldiviana, nel contesto della quale il settore del turismo è il più importante in assoluto, generando il 60% della valuta estera della Nazione, ha subito un duro colpo durante il Covid, e il debito del Paese, già alto, si è ulteriormente aggravato. Con un PIL di 4,9 miliardi di dollari, il Paese ha accumulato un debito nei confronti della Cina tra gli 1,1 e 1,4 miliardi di dollari. E proprio sulla cooperazione economica ha incentrato il suo viaggio il Ministro cinese. Il quale ha fatto una radiografia di quanto la Cina ha fatto nel Paese. «In qualità di partner di cooperazione globale e amichevole, la Cina sostiene le Maldive nell’accelerare il suo sviluppo economico e sociale e nel migliorare la sua capacità di sviluppo indipendente», ha affermato Wang Yi. E poi ha fatto il lungo elenco della attività condotte. «Abbiamo portato avanti il progetto di ristrutturazione e ampliamento dell’aeroporto internazionale di Velana, mentre il completamento del China-Maldive Friendship Bridge ha risolto le croniche difficoltà di viaggio del popolo maldiviano. Abbiamo costruito più di 10.000 unità abitative per la parte maldiviana e aiutato decine di migliaia di famiglie maldiviane a migliorare le proprie condizioni di vita. Nell’ambito del G20, abbiamo attivamente facilitato l’alleggerimento e la sospensione del debito per le Maldive, rappresentando tre quarti della sospensione totale del debito internazionale delle Maldive». E il futuro, secondo il Ministro, sarà in linea con il passato «Durante questa visita, stiamo lanciando una nuova serie di progetti di assistenza e cooperazione con le Maldive per dare impulso alla rivitalizzazione economica del Paese. I fatti hanno dimostrato che la costruzione congiunta della Via della Seta Marittima da parte della Cina e delle Maldive serve gli interessi comuni dei due popoli».
Però le ambizioni cinesi si scontrano con il ruolo forte dell’India. E le Maldive, secondo gli analisti di Dezan Shira & Associates, tendono a mettere l’una contro l’altra, Cina e India, per godere dei risultati della competizione.

La Cina ha stabilito relazioni bilaterali con le Maldive nel 1972. Da allora, i cinesi hanno gradualmente aumentato gli investimenti alle Maldive e mantenuto un rapporto cordiale con i diversi governi maldiviani. Dal 1985, le aziende cinesi hanno iniziato a entrare nel business dei contratti di progetto alle Maldive. Eppure, nonostante i molti investimenti della Cina, i molti fondi prestati, «sono le società indiane che generalmente hanno acquisito le infrastrutture più grandi e i progetti di sviluppo». In termini di produzione, prima della pandemia, «nel 2019 le Maldive hanno esportato solo 30,4 milioni di dollari in Cina», mentre la Cina «ha esportato 338 milioni di dollari di prodotti».
Durante la visita di Wang, sono stati firmati cinque accordi. Tra questi, l’Accordo di cooperazione economica e tecnica sulle sovvenzioni, di circa 63 milioni di dollari da utilizzare per progetti sociali, di sussistenza e infrastrutturali; e poi accordi relativi al ponte dell’amicizia Cina-Maldive e a un progetto di desalinizzazione dell’acqua di mare.

Wang ha poi chiesto alle Maldive di ratificare quanto prima l’accordo di libero scambio del 2017, al fine di creare condizioni favorevoli affinché i prodotti e i servizi delle Maldive entrino nel mercato cinese. L’accordo è stato bloccato a causa dell’opposizione dell’India: le Maldive sono un membro del South Asian Association for Regional Cooperation (SAARC) e Nuova Delhi «ritiene che prodotti cinesi più economici danneggerebbero il commercio delle Maldive con l’India, Dubai e Singapore, e con esso l’influenza politica e commerciale regionale».
Le Maldive, concordano gli osservatori regionali, «sono attualmente sotto l’influenza politica dell’India, è improbabile che in questa fase il governo cerchi di abbandonare il suo commercio regionale e i suoi legami politici per mettere tutte le uova in un paniere cinese», anche considerando che le forze politiche filo-cinesi al momento sono all’opposizione. «Le prossime elezioni si terranno nel 2023 e ci si può aspettare che siano controverseIl modo in cui la Cina gestirà le Maldive, data l’influenza dell’India, sarà un aspetto regionale chiave -motivo per cui Wang ha anche suggerito la creazione di un ‘Forum Cina-Oceano Indiano’ per includere tutti i Paesi della regione.

La natura della relazione Maldive-India è dinamica e complessa.
L’India non è stata uno dei primi Paesi a riconoscere le Maldive dopo la sua indipendenza, nel 1965, e il primo Paese ad aprire una missione a Malé. La svolta cruciale nelle relazioni tra i due Paesi arrivò nel 1988, quando l’India rispose a un tentativo di colpo di Stato contro l’ex Presidente Maumoon Abdul Gayoom lanciando l’operazione CactusGayoom implementò le relazioni con l’India, ma iniziò a guardare anche in direzione della Cina, al tempo potenza emergente nell’Oceano Indiano.
Nel 2008 alla presidenza arrivò Mohamed Nasheed, il quale era un pro-India. «
Nel 2009, Maldive e India hanno firmato un accordo di cooperazione nel settore della difesa, secondo il quale l’India avrebbe installato 26 radar su tutti gli atolli per un collegamento senza interruzioni con il comando costiero indiano, la Marina indiana e la Forza di difesa nazionale delle Maldive (MNDF) per svolgere attività di sorveglianza e pattugliamento congiunte», ricostruisceThe Diplomat‘ «Nuova Delhi ha anche accettato di fornire alle Maldive un elicottero Dhruv e di aiutare a creare un ospedale militare da 25 posti letto nella catena di isole, tra gli altri meccanismi di cooperazione concordati. Ciò ha portato le Maldive nella rete di sicurezza indiana. Eventi come lo tsunami del 2004 e la crisi dell’acqua potabile alle Maldive nel 2014, che hanno portato a risposte rapide e positive dall’India, hanno ulteriormente contribuito a consolidare la posizione di Nuova Delhi come fornitore di sicurezza della rete e primo soccorritore nella regione dell’Oceano Indiano».
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Le relazioni tra India e Maldive si sono inasprite durante il periodo al potere di Mohammed Waheed Hassan e Abdulla Yameen, poiché entrambi i leader erano favorevoli a Pechino». Ma senza arrivare mai allo scontro, anzi. Questo perchè, «sebbene Yameen avesse avuto una posizione anti-indiana durante la campagna elettorale, una volta al potere, ammorbidì la sua retorica sull’India». Durante la sua presidenza, è stato firmato il Piano d’azione indo-maldiviano per la difesa e il Primo Ministro indiano Narendra Modi ha affermato che le Maldive sono tra i partner più stretti dell’India.
«Iniziative come il progetto Greater Malé Connectivity, la formazione dei dipendenti pubblici maldiviani in India, i servizi delle navi mercantili, il rafforzamento delle capacità e la formazione dell’MNDF e progetti infrastrutturali come il Gulhifalhu Port Project e lo stadio di cricket Hulhumalé, sono tra i tanti progetti intrapresi dall’India alle Maldive».

«L’impegno tra i due Paesi si basa sulla politica Neighborhood First dell’India eIndia First‘ delle Maldive. In particolare, nell’ambito della difesa, le due Nazioni hanno un rapporto estremamente stretto basato sulla comprensione della necessità di proteggere lo spazio dell’oceano Indiano dalle minacce sia convenzionali che non convenzionali». Le due Nazioni tengono regolarmente esercitazioni congiunte.
«Nel 2020, l’India ha fornito alle Maldive un aereo di sorveglianza marittima Dornier, che dovrebbe aumentare gli sforzi per tenere d’occhio i movimenti delle navi cinesi nelle acque regionali».
Per l’India, l’Oceano Indiano è della massima importanza. «Dal 2014, dopo l’ascesa al potere del governo Modi, l’India ha adottato un approccio proattivo nel consolidare il suo ruolo di leader nell’Oceano Indiano dando priorità alla diplomazia e alle iniziative marittime. Ciò avviene sullo sfondo della crescente assertività cinese nell’oceano Indiano e del crescente interesse di varie potenze nell’oceano Indiano in generale e nelle Maldive in particolare».

«Il punto di svolta nelle relazioni sino-maldiviane è arrivato nel 2013 dopo che Abdulla Yameen è salito al potere. Per coincidenza, questo è stato anche l’anno in cui Xi Jinping è diventato il Presidente cinese e pochi mesi dopo ha lanciato l’ambiziosa BRI. L’anno successivo, Xi visitò le Maldive ed esortò il Paese a unirsi alla Via della Seta Marittima. Le Maldive sono diventate così la seconda Nazione dell’Asia meridionale, dopo lo Sri Lanka, ad approvare formalmente la BRI. Successivamente, le due Nazioni hanno firmato un accordo di libero scambio»
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Da quando Ibrahim Mohamed Solih è salito al potere, nel 2018, dopo aver sconfitto Yameen nelle elezioni presidenziali di quell’anno, l’India ha avuto la priorità sulla Cina». Per altro il rapporto con l’India è così strutturato e multidimensionale che è impossibile che nel breve tempo possa essere sostituito.

E però «la posizione geostrategica delle Maldive nell’Oceano Indiano e la sua vicinanza a Diego Garcia ha fatto sì che anche gli Stati Uniti riconoscessero il valore strategico delle Maldive. Nel settembre 2020, Stati Uniti e Maldive hanno firmato un accordo di difesa, il primo che Malé abbia firmato con qualsiasi Paese oltre all’India. Considerata la vicinanza tra l’India e gli Stati Uniti, l’India ha accolto favorevolmente questo accordo, anche perchè la maggior parte delle clausole è allineata all’interesse indiano, che include la lotta all’estremismo violento, il coinvolgimento nell’assistenza umanitaria e nella risposta ai disastri, il sostegno all’ordine basato sulle regole nelle acque internazionali.
A Malè, poi,
in ottobre è arrivato l’allora Segretario di Stato Mike Pompeo, prima visita di un diplomatico di quel livello in 16 anni. Una visita che si è inserita nel quadro di una Cina sempre più attiva per imporre la sua influenza nella regione dell’Oceano Indiano.
Le Maldive attraverso questo accordo con gli USA hanno inteso mostrare la loro statura e posizione sia nella regione dell’Oceano Indiano che nel regno dell’Indo-Pacifico, hanno altresì mandato un messaggio di autonomia a Pechino, mentre gli USA iniziavano a impegnarsi con tutti gli Stati litoranei dell’Oceano Indiano per dare forma alla loro strategia indo-pacifica. Le Maldive possono essere una base importante per USA e India insieme per tenere a bada la Cina nell’oceano Indiano.
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n occasione dell’accordo, oltre all’apertura dell’ambasciata USA a Malè, si parlò anche della possibilità di una base militare USA nell’arcipelago. Secondo alcuni osservatori in otticadifensivanei confronti dell’IndiaNell’arco di tre decenni l’India dovrebbe essere la seconda economia più grande del mondo sostituendo gli USA «e nelle relazioni internazionali le cose cambiano molto velocemente. Per salvaguardare i propri interessi nazionali, gli amici possono diventare nemici quando si sentono insicuri. Ci sarà un momento in cui l’India incomberà alla grande, ed è qui che le Maldive diventeranno un vantaggio per gli Stati Uniti a lungo termine e, in una certa misura, una preoccupazione strategica per i primi», affermava al tempo Vishakh Krishnan Valiathan, assistente di ricerca presso il Center for Land Warfare Studies (CLAWS) di New Delhi.

Negli ultimi mesi, la campagnaIndia Out‘, guidata dall’ex presidente Yameen, ha preso piede. Una campagna della quale l’India sembra non preoccuparsi più di tanto. Gli «sforzi per minare i legami indo-maldiviani, sembra che abbia fatto il contrario. Alti funzionari del governo maldiviano, compreso il Presidente, hanno ribadito il loro desiderio di strette relazioni con l’India». Avendo una relazione straordinariamente forte con l’India, gli sforzi per indebolire le relazioni potrebbero in realtà averle rafforzate, affermano gli analisti dell’Observer Research Foundation. I quali, per altro, sottolineano -con soddisfazione- le azioni repressive del governo contro la campagna di Yameen.

Le elezioni presidenziali del prossimo anno decideranno gli equilibri di potere interno tra filo-cinesi e filo-indiani, «ma India e Maldive condividono un legame speciale che non può essere comprato dalla Cina», secondo ‘The Diplomat‘. Anche perchè sia le Maldive che l’India sono consapevoli della crescente importanza difensiva dell’arcipelago nei confronti della Cina e del suo ruolo nel contesto della strategia americana nell’indo-pacifico.
Tanto strategica la posizione delle Maldive, da attrarre anche Israele. Secondo i media israeliani Israele starebbe lavorando per accordi con Nazioni a maggioranza musulmana dell’Oceano Indiano, anche se si dice che nessun annuncio sia imminente, e in prima fila ci sarebbero proprio le Maldive, che non tollerano la pratica pubblica di alcuna religione diversa dall’Islam e non concedono la cittadinanza ai non musulmani. Le relazioni diplomatiche sono sospese dal 1974, anche se ci sono in essere accordi di cooperazione nei settori del turismo, della salute, dell’istruzione e della cultura. Ora l’onda lunga degli Accordi di Abramo potrebbe arrivare fino alle Maldive. 

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