lunedì, Giugno 21

Malaysia tra ansia e scandali Si teme che la scena politica nazionale possa diventare violenta a favore dell'estremismo islamico

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Il fermo controllo della politica malese da parte dell’UMNO certo non si sfalderà nel corso di una notte ma il malcontento generale cresce vistosamente man mano che lo scandalo bancario e finanziario continua a farsi evidente. L’immagine del partito di governo quale difensore dei valori islamici e guardiano a salvaguardia dei valori nazionali di trasparenza ed eticità nella vita pubblica diventa sempre più appannata a fronte della gran massa di denaro che si è movimentata illegalmente sul conto corrente personale del Premier Najib, anzi, secondo più recenti indiscrezioni, pare che le fonti investigative (e conseguentemente i media) affermino che quello che finora s’è rilevato è solo la punta dell’iceberg e che le masse di denaro spostato in modo indebito ed a fini personali sarebbero anche di entità maggiore rispetto a quanto stimato all’inizio dello scandalo.

Resta ora da vedere come reagirà l’Occidente, finora l’UMNO non ha accumulato una particolare esperienza nel maneggiare il contrasto delle opposizioni e quindi permane il clima di dubbio su tali capacità. E Najib si ritroverebbe in una condizione di particolare isolamento, unitamente con tutta la sua famiglia, nel caso in cui sia scalzato dal suo ruolo di potere. In buona sintesi, si potrebbe delineare una situazione di scarsa capacità di gestione del dissenso politico, il che – in effetti – è proprio il principale timore che si diffonde tra le potenze occidentali e in tutti coloro che finora hanno investito in Malaysia. Certo, tutto potrebbe essere meno improntato al rischio di potenziale violenza nella scena politica della Malaysia nel caso in cui il Premier Najib si dimetta ma evidentemente avrebbe troppo da perdere e nessuno crede che possa dimettersi restando poi senza alcuna copertura giuridica verso azioni legali oltre che politiche da parte delle opposizioni.

Nel caso in cui Najib si dimetta si delineerebbe una situazione molto diversa dagli sviluppi assunti in Thailandia (e che hanno condotto alla dittatura militare), le nubi nere che si vanno via via addensando nei cieli politici della Malaysia potrebbero disperdersi e si potrebbe procedere alla ricerca di una soluzione politica di compromesso per evitare di esacerbare la vita nazionale. Ma -nel caso in cui Najib decida di proseguire nella lotta e contrastare duramente le opposizioni- nulla potrebbe cancellare appieno il rischio di veder replicare quello che è accaduto in Thailandia. La scena globale e planetaria guarda tutto questo con particolare attenzione. La Malaysia è una di quelle Nazioni ‘cerniera’ dove il dialogo con il mondo islamico è diventato ormai una prassi coltivata con una grande opera culturale, prima ancora che religiosa. Nel caso in cui la Malaysia sprofondi nel baratro della lotta politica incontrollata, potrebbero affacciarsi entità terze ed esterne che avrebbero tutta la volontà di spaccare la scena malese ed approfittarne a favore di fenomeni estremistici o persino terroristici.

 

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