sabato, Maggio 15

Malaysia tra ansia e scandali Si teme che la scena politica nazionale possa diventare violenta a favore dell'estremismo islamico

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Bangkok – Per alcuni osservatori di cose di Geopolitica, vi sono numerose somiglianze tra il ‘caso’ Thailandia e la Malaysia, soprattutto in merito all’involuzione che i due Paesi stanno vivendo negli ultimi tempi, simulacro di uno sviluppo che avrebbe potuto essere e finora non è stato o non è più. La Malaysia, in realtà, la si ritiene sull’orlo del precipizio politico, specialmente dopo le rivelazioni dello scandalo che ha coinvolto il Primo Ministro Najib Razak, frangente nel quale sono apparsi tutti i difetti tipici delle società asiatiche, in primis la corruzione, Razak infatti pare abbia usato la coercizione e l’arma della corruzione anche e non solo per mettere da parte una notevole quantità di denaro all’estero e trattenendo relazioni oscure con governi occidentali al fine di sostenere i propri interessi personali. Non più di un anno fa Najib Razak era definito ‘un morto che cammina’ subito dopo la sua ammissione di aver accumulato denaro a fini personali sul proprio conto corrente bancario, fatto acclarato e documentato da certificazioni ed atti resi pubblici in un modo incontrovertibile quanto mai in precedenza non solo nella storia della Malaysia ma da sempre. Manifestazioni di piazza furono immediatamente inscenate ed una folla numerosa e vociante ha urlato tutta la propria rabbia contro un Premier che aveva tradito la fiducia del proprio popolo, persino gli alleati politici più fidati hanno dovuto voltare le spalle al Premier diventando – di fatto – acerrimi nemici, come è accaduto anche con l’ex Primo Ministro Mahathir Mohamad che lo aveva sempre sostenuto fino ad allora.

Il caso di Najib riecheggia la crisi politica, con le dovute differenze. In Thailandia, infatti, il capo dell’opposizione porta la scena politica nazionale alla paralisi attraverso manifestazioni di massa mettendo così il leader di turno in difficoltà, paventando casi di corruzione, persino il colore adottato per identificare la propria posizione politica – il giallo – è lo stesso sia per la Thailandia sia per la Malaysia. Ma qui finiscono le rassomiglianze, a differenza della Thailandia – infatti – in Malaysia tutta questa situazione fa spazio alla diffusione del radicalismo politico ma soprattutto religioso. Tutto questo è particolarmente pericoloso in una Nazione – la Malaysia – dove spesso il patriottismo e l’Islam sono stati considerati (e sono considerati) una unica unità. Lo stesso Najib s’è ritrovato a rivestire posizioni che andavano dal moderatismo in ambito islamico dove si predicava l’armonia ed un nuovo modello di sviluppo economico moderno ed inclusivo allo stesso tempo, fino a giungere alla fase più recente, caratterizzata da un ruolo politico autocratico, basato sulla fiducia della componente religiosa. Questo spostamento politico ha nuovamente messo in ansia gli osservatori internazionali, i quali ritenevano che la Malaysia avesse abbandonato il clima delle tensioni sociali e religiose, essi ritengono -infatti- che con Najib tutto questo sia purtroppo ritornato in vita e con tutto ciò ha ripreso quota anche la preoccupazione internazionale nell’epoca dei fondamentalismi che stanno squassando il Pianeta.

Oggi ci si chiede, quindi, se il Paese sia pronto a fermare la crescita della turbolenza politica al proprio interno. Le recenti informazioni e notizie sul Primo Ministro Najib purtroppo non giungono in soccorso di alcuna pacificazione nazionale, pagamenti massicci e senza alcuna autorizzazione governativa sono stati variamente scoperti e confermati. Si prevede che le opposizioni scenderanno in piazza e molto presumibilmente si tratterà di manifestazioni parecchio turbolente e rabbiose. Il partito di Governo, la Organizzazione Malese Nazionale Unita UMNO continua a difendere il proprio Premier ma lo fa più per difesa d’ufficio che per convinzione, d’altro canto è comprensibile: man mano che il conto corrente di Najib si caratterizza sempre più con questi scandali, la sua posizione diventa sempre meno difendibile.

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