giovedì, Maggio 6

Malaysia in allerta durante il Ramadan

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Bangkok – Quando l’estremismo terrorista chiama a raccolta e preannuncia attentati bisogna necessariamente stare attenti. Una minaccia d’attentati durante il mese di digiuno, in una Nazione sinceramente votata all’Islam qual è la Malaysia ha creato non poche tensioni soprattutto nelle strutture preposte alla sicurezza nazionale. Questo è stato il motivo per il quale il Governo centrale ha disposto la collocazione di 40.000 unità in più tra le Forze di Polizia sull’intero territorio nazionale, in special modo nei cosiddetti ‘punti sensibili’ da intendersi non solo in qualità di sedi istituzionali o simboli iconografici della Nazione ma anche nei principali centri abitati e in tutti i big mall e centri commerciali dell’intero Paese.

Il numero delle unità di Polizia che quest’anno si dedica alla protezione dei civili e si adopera al meglio delle proprie possibilità per prevenire attentati è superiore di molte decine di migliaia in più rispetto allo scorso anno, questo per fare intendere che le minacce di alcuni gruppi di miliziani estremisti fatte in occasione del mese di digiuno non sono affatto passare inosservate.

La Malaysia ha così cancellato le ferie di tutti i poliziotti durante il cosiddetto periodo Hari Raya Puasa, fatto confermato poi anche attraverso i media nazionali dall’Ispettore Generale della Polizia, Khalid Abu Bakar. Forze di sicurezza sono stanziate già da tempo nella zona orientale di Sabah al confine con le Filippine e lungo i confini della Malaysia con la Thailandia del Sud.

Nel caso delle Filippine è dovuto ai combattimenti tra l’Esercito del Governo Centrale delle Filippine, sostenuto dagli Stati Uniti, contro i miliziani recentemente affiliatisi all’ISIS che hanno avviato scontri durissimi nella zona di Marawi. Nel caso della Thailandia – invece – si tratta di tenere sotto controllo una zona caratterizzata da alta tensione a causa della presenza molto forte di miliziani e separatisti nelle Provincie di Yala, Pattani e Narathiwat dove da lungo tempo sono in atto scontri e sono attuati attentati sanguinari, soprattutto dopo la più recente sospensione dei colloqui di pace tra le rappresentanze islamiche indipendentiste e separatiste del Sud e il Governo centrale della Thailandia dal 2014 sotto guida dei militari che hanno preso il potere con un colpo di stato. Sia che si tratti di rappresentanza locale ISIS sia che si tratti di fenomeni terroristici locali, la Malaysia ha ritenuto opportuno innalzare il livello di allerta durante il mese di digiuno più che nel resto dell’anno. Lo scorso anno, solo il 10 per cento delle Forze di Polizia disponibili -che sono in prevalenza musulmane-malesi – furono autorizzate a potersi assentare per licenze vista l’occasione religiosa nazionale.

A proposito dei miliziani, l’Ispettore Generale della Polizia ha affermato ai media nazionali che il pensiero degli estremisti è quello per il quale il mese di digiuno del Ramadan – il mese più sacro e caro ai musulmani – viene visto come il periodo ideale per scatenare attacchi al fine di uccidere e ferire quante più persone possibili. «Essi ritengono che possano ricevere molti onori e ricompense divine conducendo attacchi durante il Ramadan. L’ISIS ritiene che il Ramadan è un buon mese per loro per attuare quelli che loro chiamano attacchi jihaidisti, questo è il motivo per cui abbiamo ritenuto opportuno innalzare il livello d’allerta».

Il periodo delle celebrazioni Hari Raya Puasa è di fatto la festività più estesa per l’intera Nazione a gran maggioranza musulmana, la quale ha una popolazione di 32 milioni di abitanti nel suo complesso. Milioni di malesi tornano a casa per le festività pochi giorni prima dell’Hari Raya Puasa, riempiendo bus e stazioni ferroviarie. Tutte le principali strade ed arterie autostradali sono intasate da un intenso traffico automobilistico, in primis dentro e nei dintorni della Capitale Kuala Lumpur. Quest’anno la data conclusiva dell’Hari Raya Puasacade il 25 Giugno, segnando allo stesso tempo anche la fine del mese di digiuno.

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