venerdì, Maggio 7

Madia: pancione non è (ancora) politicamente corretto image

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Ricordo ancora con un certo fastidio quella mattina di tanti anni fa. Sto portando mio figlio alle elementari quando lui mi guarda e mi fa: «Sai che le mamme stanno a casa a curare i bambini? Perché allora tu vai a lavoro?». Gli chiedo: «E chi te l’ha detto?». E lui: «L’ho letto sul libro di scuola». Provo a spiegargli che le cose sono cambiate, che il lavoro è dignità, che servono anche i soldi per mangiare, che maschi e femmine adesso sono uguali, che poi c’è la passione ma il tempo stringe. Lo saluto e lo lascio davanti a scuola con la solita frase: «Buona giornata, cucciolo, ci vediamo domani mattina!» perché quando torno a casa dall’ufficio alla sera lui dorme di già. 

Il necessario preambolo è  per dire che tutti questi indici puntati su Marianna Madia, che firma da Ministro col panicione di otto mesi, mi fanno oggi come allora soavemente, femminilmente, girare le balle.

Pare che gli italiani tutti abbiano infatti deciso che è lei, la Marianna, l’anello debole del nuovo Governo. Lei è da qualche giorno universalmente individuata come la scema del villaggio, nel migliore dei casi. La ragazzina raccomandata da Walter Veltroni e Massimo D’Alema, nel peggiore. Come apre bocca, è una critica. Ha detto: «Quando ho saputo dell’incarico stavo guardando Peppa Pig col mio bambino» ed è diventata lo zimbello dei giornalisti. Ieri uno di loro cinguettava: «La Madia è arrivata, dev’essere finita Peppa Pig». Andrea Scanzi ha preso spunto per demolire il Governo tutto: «Nuova classe politica drammaticamente esilissima». Neanche avesse detto: «Stavo posando nuda per un calendario».  I bulli hanno fatto comunella, a destra come a sinistra. Su ‘MicroMegaPiegiorgio Odifreddi (‘Odio-freddi’ l’ha ribattezzato qualcuno) ha urlato addirittura: «Vergogna!». Le colpe di Marianna? Ha rubato? Ha preso mazzette? Ha evaso il fisco? Ha fatto la cresta sulle spese? Ha finto una laurea che non ha? Che si sappia, almeno per ora, no. Ma è pronipote di un fascista, è stata fidanzata con il figlio di Giorgio Napolitano e il suo papà è un attore, amico di Gianni Minoli. Uno scandalo un po’ striminzito, ma che fa. «Vergogna!» Madia, vergogna!

La colpa peggiore della Ministra, però, è proprio nel suo pancione. E qui, oltre che destra e sinistra ci si è messo di mezzo tutto il genere femminile, già un po’ inverso per il fatto che la ragazza abbia l’aria della sciampista piovuta a palazzo Chigi per caso, sia discretamente carina e stia decisamente antipatica alle più. Le critiche all’incintitudine ministra vanno dal: «Vuole fare come gli uomini, e chi si occuperà del suo bambino?», a «salterà troppi giorni di lavoro per stare con il neonato», dall’ «ecco, ora lo abbandonerà a una baby sitter», a  «noi madri normali non possiamo permetterci le baby sitter». Comunque sia, è una mamma snaturata, una pessima mamma e una pessima Ministra. Scrive Laura Preite su ‘La Stampa‘: «Tutte pronte a criticare Marianna Madia mentre diversa fu la reazione – quasi di giubilo –  quando avvenne lo stesso in Spagna (a essere incinta era la ministra alla difesa Carme Chacòn). Forse il Governo Zapatero piaceva di più di quello Renzi? Mi stupisce l’aggressività con la quale ci si scaglia contro queste giovani ministre donne. Non vanno bene: troppo truccate, troppo giovani, anche troppo incinte. Nessuno si è sognato di far pesare a Delrio che i suoi impegni di Governo lo allontanano dai suoi nove figli – sì nove – chi se ne occuperà? E di Renzi, tre figli piccoli?». Ecco, sottoscrivo. Un figlio non è una malattia invalidante. Due figli nemmeno. Partorirai con dolore, i bambini comportano rinunce sono frasi fatte di un tempo passato, di chi non ci vuole tra i piedi ed è ora che anche le donne se ne rendano conto. Sta a noi trovare la quadratura del cerchio, senza deludere nessuno, senza approfittare dalla situazione, senza accumulare assenze nei due luoghi, casa e lavoro, famiglia e professione. Come diceva quel tale, ‘Yes, we can’. Le Wonder woman esistono, eccome. Lo è anche Marianna Madia? Chi lo sa. Ma diamole almeno una chance.

 

 

 

 

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