mercoledì, dicembre 19

Macron-Gentiloni, rapporti più forti con il Trattato del Quirinale Ben Cardin: 'Interferenze Russia sulle elezioni italiane'. Putin smentisce: 'Provocazioni fatte apposta per distruggere i legami fra i nostri due Paesi'

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«Continueremo a fare grandi cose con l’Italia. Continueremo a procedere con le ambizioni tra i nostri due Paesi e con le ambizioni europee». Queste le parole di Emmanuel Macron dopo l’incontro con il premier italiano Paolo Gentiloni a Roma. Tra i due Paesi c’è una «comunanza di storia», ha ribadito il presidente francese, che poi ha continuato: «C’è un rapporto franco-tedesco strutturale e all’origine dell’Europa. Quando Francia e Germania non riescono a mettersi d’accordo l’Europa non può andare avanti. Ma quel rapporto non è esclusivo. Il legame con l’Italia ha un’altra storia, legami culturali, un’amicizia speciale e specifica. E non è in concorrenza né inferiore ma perfettamente complementare con quello franco-tedesco. Il rapporto è forte a tutti i livelli e abbiamo voluto dargli una forma nuova con il Trattato del Quirinale».

Macron ha reso omaggio anche al lavoro dell’Italia sui migranti: «L’Italia ha fatto un ottimo lavoro nel 2017, cui rendo omaggio, per ridurre la destabilizzazione causata dal fenomeno migratorio. Ha tutto il mio rispetto per il lavoro condotto». Poi i complimenti a Gentiloni, che con «la sua azione in Italia e in Europa ha consentito di avviare una nuova dinamica».

«Con la Francia abbiamo rapporti importanti, storici e straordinari», ha detto il premier italiano. «Credo sia molto importante che alle relazioni storiche tra Italia e Francia abbiamo deciso di dare una cornice più stabile e più ambiziosa con l’idea, già emersa nel vertice di Lione e che in questo incontro abbiamo messo a fuoco, di mettere al lavoro un gruppo di persone per un Trattato bilaterale italo-francese. Cooperiamo da sempre in modo straordinario ma siamo convinti che possa rendere ancora più forti e sistematiche le nostre relazioni».

Rimanendo all’Italia, ha alzato un polverone il rapporto sulle ingerenze russe internazionali redatto dallo staff del senatore democratico Usa Ben Cardin, che nelle tre pagine dedicate all’Italia ‘punta il dito’ sui 5 Stelle e la Lega Nord: «Con le elezioni in arrivo nel 2018, l’Italia potrebbe essere un obiettivo per l’interferenza elettorale del Cremlino, che probabilmente cercherà di promuovere i partiti che sono contro il rinnovo delle sanzioni europee alla Russia per l’Ucraina». «E’ un bugiardo», ha subito replicato all’Ansa la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.

Poi anche una nota del Cremlino a smentire il tutto, prima che in serata intervenisse lo stesso Vladimir Putin: «Noi abbiamo buoni rapporti con l’Italia e per noi questo rapporto con lo Stato italiano è importante, non avrebbe nessuno senso rovinarlo. Queste sono provocazioni fatte apposta per distruggere i legami fra i nostri due Paesi. Noi abbiamo buoni rapporti sia con i partiti politici che con i servizi segreti italiani, con i quali abbiamo discusso di cooperare nella sicurezza digitale». «Tali affermazioni paranoiche danneggiano non solo le relazioni bilaterali russo-americane, ma anche gli Usa stessi», ha detto anche il portavoce di Putin, Dmitri Peskov.

Niente nuovo referendum. E’ chiara Theresa May, che tramite un suo portavoce, ha escluso categoricamente la possibilità di indire un nuovo voto sulla Brexit. «Sarebbe un tradimento agli elettori», fa sapere. Mentre l’ex leader dell’Ukip e paladino della Brexit, Nigel Farage, su Twitter scrive: «Forse, dico forse, dovremmo tenere un secondo referendum sulla Brexit. Metterebbe fine alla questione per una generazione una volta per tutte».

In Catalogna, i leader indipendentisti Jordi Sanchez e Jordi Cuixart in carcere da quasi 3 mesi a Madrid hanno ‘abiurato’ davanti al gip del tribunale supremo spagnolo che deve decidere se scarcerarli affermando che il referendum del 1 ottobre è stato solo ‘simbolico’. Fonti poi vogliono che i due dirigenti abbiano anche detto al giudice di non essere per una ‘via unilaterale’ verso l’indipendenza.

Intanto la presidente uscente del Parlament di Barcellona, l’indipendentista Carme Forcadell, ha annunciato di avere rinunciato alla candidatura alla propria successione nella nuova legislatura catalana.

Passiamo alla Tunisia, dove la terza notte di scontri ha portato a 328 arresti, oltre a 21 agenti di polizia feriti e 10 autoveicoli delle forze dell’ordine danneggiati. Le accuse nei confronti dei giovani arrestati sono di furto, devastazione e saccheggio di beni pubblici. Gruppi di violenti hanno incendiato nella notte il distretto della sicurezza e il domicilio di un agente a Thala, nel governatorato di Kasserine e tentato di saccheggiare un centro commerciale a Ezzahra. A Cité Ibn Khaldoun nei pressi di Tunisi, Tebourba, Hammam Lif, Thala, Beja, El Agba, Siliana, Kasserine, Citè Ennour, Sousse ed altre località si sono registrati scontri, sassaiole e blocchi stradali.

Problemi anche a Gaza, dove un dimostrante palestinese è stato ucciso da militari israeliani durante incidenti avvenuti ad est di El-Bureij, a ridosso dei reticolati di confine con Israele. Nei disordini due altri palestinesi sono stati feriti.

Chiudiamo con Julian Assange, perché la Gran Bretagna ha rifiutato di riconoscergli lo status di diplomatico dell’Ecuador, respingendo così la richiesta fatta dal governo di Quito, che intanto ne ha accettato la cittadinanza. Lo ha riferito un portavoce del Foreign Office, secondo cui il caso del cofondatore di Wikileaks, rifugiato dal 2012 nella sede diplomatica del Paese sudamericano a Londra, si può risolvere solo se quest’ultimo decide di uscire e affrontare la giustizia.

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