giovedì, Maggio 6

Ma quanto mi costi field_506ffb1d3dbe2

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Quanto aumentano gli stipendi ogni anno? Francamente lo ignoro.

D’altra parte di stipendi ne sono rimasti così pochi che il dato sarebbe del tutto irrilevante.

Quello che intuisco, viceversa, proprio perchè si tratta di vita vissuta, sono gli aumenti di tutto il resto. Parliamoci chiaro: ogni anno qualcuno ne approfitta dell’atmosfera festaiola di fine anno per far passare più o meno in sordina aumenti di ogni genere. Si sa che di anno in anno la vita è più cara perchè ogni anno succede così, nessuno ne fa un dramma e quindi… accade.

Per prima cosa spostarsi sarà più caro a causa degli aumenti dei pedaggi autostradali, con un incremento della spesa media per famiglia di oltre 80 euro annuali. A seconda della tratta, i rincari vanno dal 4 al 15%. Aumenti che, secondo le associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori: “risultano di gran lunga superiori al tasso di inflazione e avranno pesanti ripercussioni su tutti prezzi“. Come a dire che qualcuno, su questa storia degli aumenti di inizio anno che ormai sono diventati una consuetudine, ci sta facendo la cresta.

Costerà di più spostarsi anche per un ulteriore aumento della benzina. Si parla di un aumento di 4 centesimi al litro, che verranno tuttavia investiti per un nobile scopo: sostenere il cinema. Come se pagare oltre 8 euro per vedere uno spettacolo non fosse già abbastanza oneroso.

Costerà di più avere una casa. Il Governo sta valutando una modifica alla normativa sulla Tasi che permetterà ai Comuni di aumentare fino al 3,5 per mille sulla prima casa e all’11,6 per mille sulla seconda il prelievo. Si tratta di una misura ritenuta necessaria per garantire ai Comuni quegli 1,5 miliardi di euro che servono per far quadrare i conti.

Ai Comuni quindi servono soldi, ai cittadini sembra quasi di no, dal momento che si possono permettere il lusso di possedere un’abitazione. Senza contare la beffa di togliere l’Imu per aumentare la Tasi e tassare allo stesso modo, di fatto, le famiglie.

Oltre a possedere un’abitazione, costerà di più viverci. Costerà di più l’energia elettrica perchè l’autorità per l’energia ha fatto sapere che, per ora in alcune zone e su base volontaria, introdurrà un prezzo per l’energia basato non tanto sui consumi, ma sui costi di produzione e distribuzione.

Tirarsi su con un caffè o una bibita zuccherata dopo questa impennata di aumenti? Ci costerà, quest’anno, secondo le stime, circa il 6% in più.

Consolarsi sfogandosi con una lettera ad un amico? Poste Italiane ha già fatto sapere se che si riserva la facoltà di aumentare il costo della posta prioritaria, quella con il peso compreso nella fascia più bassa di prezzo, fino a 95 centesimi a invio, contro i 70 attualmente in vigore,

Anno nuovo, vita nuova? Macchè.

Anno nuovo, tasse nuove, piuttosto. Per il resto rimane la solita vita: lavoro (per chi ce l’ha) e una pressione fiscale che secondo alcune fonti arriverebbe fino al 75%. Perchè ora lavoriamo o cerchiamo un lavoro non tanto per costruire una vita, una famiglia, per toglierci qualche soddisfazione, ma per far ripartire un’economia. Per la famiglia, per la casa, per acquistare un’auto, per fare una vacanza ci sarà tempo. Quando andremo in pensione, magari, se mai ci andremo.

Nonostante ci venga promessa una diminuzione della pressione fiscale nell’anno che è appena iniziato, dal momento che la pressione fiscale viene calcolata in base all’incidenza della tassazione sul prodotto interno lordo e non sulle tasse effettive pagate dai cittadini, come credono in molti, non è affatto detto che a un decremento della pressione fiscale corrisponderà una diminuzione della tassazione. Le parole sono chiare, tuttavia ingannano chi crede che questa promessa equivalga a pagare meno tasse.

Ci mette in guardia in proposito la Cgia di Mestre, che evidenzia come la pressione fiscale sia già diminuita dello 0,1% a fronte di un incremento del gettito fiscale di oltre 6 miliardi di euro.

Attenzione quindi alle promesse a cui si decide di credere.

Anche per chi ancora dovesse, dopo aver pagato tutto, avere qualche soldo in banca come cuscinetto contro i tempi duri non si prospetta una situazione rosea. Sparisce l’imposta di bollo fissa di circa 30 euro, ma ecco che aumenta l’imposta sugli strumenti finanziari diversi dai conti correnti, quali polizze vita, fondi pensione e tutto ciò che dovrebbe garantire un futuro a noi o ai nostri cari. Su questi strumenti l’imposta passa dall’1,5% al 2%.

Un amico, quando facciamo conti assieme, dopo un po’ che ragioniamo mi invita sempre a tirare una riga e vedere a che punto siamo arrivati. Sarei veramente curiosa, a questo punto, di tirare anche in questo caso questa riga e vedere che cosa ne viene fuori.

Al di là delle percentuali, dei termini che sembra vogliano dire una cosa e invece ne significano un’altra, sono i conti della serva quelli che interessano alle persone comuni. Solo che questi conti della serva non li ho purtroppo trovati in chiaro ancora da nessuna parte. Che sia un caso?

 

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