martedì, Ottobre 26

M5S: picchiatori mediatici field_506ffb1d3dbe2

0

Boldrini 

 

Piove. Sembra che sarà questo il nostro Purgatorio quotidiano chissà per quanti altri giorni. Io lavoro a testa bassa e, per questioni di aggiornamento di una pagina FB aziendale, consulto compulsivamente i giornali.

Aspetto i barbari, come la poesia di Costantino Kavafis che mi risuona nella mente?

 ‘Che cosa aspettiamo così riuniti sulla piazza?

Stanno per arrivare i Barbari oggi.

Perché un tale marasma al Senato?

Perché i Senatori restano senza legiferare?

E’ che i barbari arrivano oggi.

Che leggi voterebbero i Senatori?

Quando verranno, i Barbari faranno la legge.

Perché il nostro Imperatore,

levatosi sin dall’aurora, siede su un baldacchino

alle porte della città,

solenne e con la corona in testa?

E’ che i Barbari arrivano oggi.(…)

 

***

E perché, all’improvviso,

questa inquietudine e questo sconvolgimento?

Come sono divenuti gravi i volti!

Perché le strade e le piazze si svuotano

così in fretta e perché rientrano tutti a casa

con un’aria così triste?

E’ che è scesa la notte e i Barbari non arrivano.

E della gente è venuta dalle frontiere dicendo

che non ci sono affatto Barbari…

E ora, che sarà di noi senza Barbari?

Loro erano comunque una soluzione…

 

Quelle news che mi scorrono sotto gli occhi e generano vere e proprie zuffe virtuali nell’agorà di Facebook mi dicono, invece, che i barbari sono già fra noi.

E non passano inosservati – né cercano di farlo, non hanno contezza di pudore intellettuale – esibendosi nel pieno fulgore della loro becera rozzezza.

Non voglio schiacciare il discorso sull’anodina critica a quel pecoraio pentastellato che ha insolentito dal pubblico Twitter – possibile che rimanga impunito? – la Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, tal Claudio Messora.

In un Paese ‘normale’, civile, basato sulla lotta politica urbana, un simile screanzato sarebbe isolato in una monade, un vero lebbroso dello spirito.

Costui, invece, circola libero, armato e pericoloso a vomitare ignominie (peraltro, sgrammaticate) a scopo intimidatorio, perpetrando un vero e proprio terrorismo verbale.

E c’è stato anche qualche giulivo mentecatto che ha condiviso il suo abominevole Tweet. Naturalmente non c’è stato nessuno fra i suoi correligionari a stigmatizzarlo. Giusto quattro senatori del M5S hanno preso le distanze, con un comunicato stampa ripreso dall’ANSA:

«I senatori del Movimento 5 Stelle, Lorenzo Battista, Laura Bignami, Monica Casaletto e Luis Alberto Orellana si dissociano dagli attacchi alle istituzioni comparsi sul blog e da parte dello staff comunicazione. ‘Il confronto con l’avversario e il rispetto per le istituzioni devono essere valori imprescindibili della vita politica. Stigmatizziamo con fermezza ogni forma di violenza e di aggressione sia verbale che fisica» dicono.

Ergo, era l’ambasciatore del comune sentire di quest’armata eticamente stracciona che il loro domatore ha sguinzagliato contro un Paese già in rovina col manifesto intento di dargli il colpo di grazia.

Il loro gioco è stato facile, raccattando l’insofferenza e l’esasperazione generalizzate, la frustrazione, il senso di impotenza, frutti maledetti di uno sfascio politico senza precedente, nadir di una necrosi dell’intero sistema.

Si baloccano in niet senza alternative ed in filibustering privo di costrutto che trattengono sotto la melma tutto quanto si cercava di salvare dal fango.

Si muovono sul palcoscenico politico come veri e propri picchiatori mediatici, mimetizzando le missioni di killeraggio in una nuvola di caos deliberato.

Insomma, chi osserva attentamente le loro azioni e quelle del loro capo pregiudicato (anche lui… perché credete che sia ineleggibile?), può intravedere una trama di sconvolgente cinismo, di saprofitismo sui guai dell’Italia per impadronirsi del potere.

Si può giungere persino ad ipotizzare che ci sia un livello superiore a quello che corrisponde al duo Barba & Capello e che sia il vero regista dell’operazione.

Credete che io caschi nella trappola della dietrologia? Può darsi; ma ci sono mille impercettibili indizi nella direzione di un Grillo controfigura di qualcun altro: ad esempio, i comportamenti apparentemente ciclotimici che mostra e che potrebbero stare ad indicare l’esistenza di un ‘padrone’ lucido, intenzionato a tenere la testa dell’Italia sotto fino all’asfissia, fino a che ha un palpito di vita.

Ha ragione il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, peraltro anche lui fatto bersaglio di questa Grande Manovra di defenestrazione a forza di insulti, ad affermare che ogni giorno c’è nuova spazzatura.

In realtà, il terreno in cui coltivano i loro improperi sia deliberati sia random, in un mix velenoso, questi manipoli di sicari armati di media, è stato purtroppo adulterato peggio della Terra dei Fuochi da coloro che hanno condotto la vita politica italiana a livelli di corruzione mai toccati prima (o forse sì, ma senza cotanta evidente spudoratezza).

E il poco invidiabile record, appena ieri rivelato in sede Ue, che ci vede al top della corruzione in Europa, con 60 mld di euro annui (un vero… giro d’affari!), ovvero la metà di tutto questo mercato, mi vien da dire ‘nero’, nell’ambito della Ue non è altro che lo specchio di tale situazione ormai cancrenosa.

I barbari grillini trovano gioco facile perché parlano il linguaggio della gente che ha abdicato alla cultura (non è stato Grillo a dire che con la cultura non si mangia, bensì uno squallido ministro dell’Economia…), alla convivenza civile, all’attenzione verso gli altri, preferendo la più facile via dell’aggressività, del dispregio, di un egocentrismo esasperato e corrosivo come acido muriatico.

Con la cultura non si mangia ed i libri vanno messi al rogo, come per un revival dell’Index librorum prohibitorum, roba da Santa Inquisizione e da Concilio di Trento; ma il Verbo di Beppe ha davvero la stessa aristotelica forza (Ipse dixit) di una Chiesa cattolica arroccata nell’autodifesa contro la Riforma protestante?

Il web utilizzato per dare la linea (ed ora si scopre anche il ricorso alla Programmazione Neuro Linguistica…) ai giannizzeri è davvero la bandiera del Deus vult?

Come ha detto il Presidente della Repubblica, anche domani assisteremo alla produzione industriale di altri insulti spazzatura… Una Terra dei Fuochi di scorie di reietti umani dall’Alpi al Lilibeo…

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->