domenica, Novembre 28

M5S: Grillo licenzia Conte, ma cosa accadrà ora? L’ex Premier aveva detto di non avere un ‘piano B’, ma è certo che ce l’abbia e riguarderà la formazione di un suo partito

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Il colpo di scena che non ti aspetti. Ieri Grillo ha buttato fuori Conte dal progetto di rifondazione del Movimento Cinque Stelle. Questo dopo che il giorno prima l’ex premier si era prodotto in un raffinato discorso in cui aveva chiesto a Grillo ‘pieni poteri’.

I giochi sembravano fatti, i pontieri all’opera ed era stato annunciato un video di replica immediato che è arrivato però il giorno dopo con effetti dirompenti. Grillo ha definito Conte incapace dal punto di vista politico e managerialePoi ha riaperto a Davide Casaleggio e a Rousseau per l’elezione di un direttivo capace di guidare il movimento fino al 2023.

Conte il giorno prima aveva detto di non avere un ‘piano B’, ma è certo che ce l’abbia e riguarderà la formazione di un suo partito. In effetti questa è la mossa più probabile. Il pdC, partito di Conte, potrebbe spaccare il Movimento perché quasi tutti gli eletti sono al secondo mandato e potrebbero lasciare il comico genovese.

A quel punto, il pdC si posizionerebbe vicino al Pd, in area moderata, e lo stesso Conte potrebbe poi puntare ad un ingresso nel Partito democratico che, tra l’altro, ha votato in passato.

Ma tra il dire e il fare…; alla Camera l’ex premier potrebbe già ora fare un suo gruppo che dreni fondi, ma al Senato ha bisogno di un simbolo.

Grillo invece tenterebbe un recupero dei vecchi valori, ma questo sarà difficile da realizzare rimanendo a sostenere Mario Draghi. Ad esempio, il ritorno di Alessandro Di Battista è subordinato all’uscita dal governo e per questo Enrico Letta guarda con apprensione al travaglio dei Cinque Stelle che potrebbe portare ad instabilità nell’esecutivo.

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Sull'autore

Giornalista professionista e scrittore. Laureato in Fisica. E’ stato anche deputato della Repubblica.

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