sabato, Maggio 8

M5S: forse abbiamo un problema

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Siamo solo all’inizio, chissà tra un paio d’anni! Verrebbe da dire.
Il modo in cui un gruppo funziona al suo interno è predittivo di come tenderà a funzionare ciò che da esso scaturisce. La politica è maestra in questo senso.
I vecchi dicevano che il frutto non cade mai lontano dall’albero, ma se lo dico così nessuno mi prende sul serio.

Le diffuse e ripetute turbolenze, con tanto di processi sommari dove gli avvocati non sono ammessi (come in quelli vaticani) ed espulsioni brutali, fanno pensare che all’interno del Movimento 5 Stelle comincino a manifestarsi limiti strutturali, probabilmente difficili da correggere in corsa. Qualcosa che riguarda, almeno per ora, il funzionamento interno, ma che tenderà a contaminare altri ambiti a mano a mano che esso incorporerà quote di potere sempre più grandi che, per come sembrano muoversi i gusti attuali dell’elettorato, potrebbero includere anche alte cariche di governo ossia la guida del Paese.
Non sono tra quelli che pensano ad eventuali pericoli per la democrazia, qualora il Movimento devesse conquistare la maggioranza in Parlamento, proprio perché la democrazia possiede di suo alcuni anticorpi e alla lunga elide gli eccessi.

Qualcuno sostiene che la nostra democrazia è fragile, potrei opporgli che resistere per quasi vent’anni alla mostruosa anomalia berlusconiana, non mi pare segno di debolezza. È vero che c’era un 30% di elettorato quasi imbesuito, ma è altrettanto vero che gli altri non se la bevevano fino in fondo.

Il M5S immagina proposte e comportamenti che di sicuro possiedono un forte impianto pro-sociale e spesso sono condivisibili, ma tra i sogni e la realtà ci sono alcuni ostacoli non piccoli.
Innanzi tutto non siamo in un film di Frank Capra, dunque i buoni sentimenti, i valori civili e la preparazione non cadono dal cielo, così dobbiamo ritenere improbabile che invadano i cuori e le menti delle persone per il semplice fatto che sono elette nelle liste del Movimento. Certe cose vanno costruite o cercate altrimenti la pratica dell’espulsione e del giudizio sommario diventerà più intensa di quanto non fu la ghigliottina nel periodo del Terrore durante la Rivoluzione francese. Non dimentichiamo che il M5S avrà un solo colpo in canna, se delude può chiudere bottega, non avendo la possibilità di rigenerarsi come i partiti, quindi una serie di incidenti legati al personale politico potrebbero essere letali. Quando si demonizza il presente e ci si presenta con qualche messianismo di troppo per il futuro, le attese diventano elevatissime.

Premetto che da osservatore e da cittadino considero positivamente la presenza del Movimento 5 Stelle nelle aule parlamentari, il nostro ambiente politico è mediocre, popolato di individui grotteschi, felliniani. Difficile dare torno a Beppe Grillo (che ogni tanto chiamo Beppe Hubbard) quando ritiene, cito a memoria, pazzesco che Matteo Salvini sia un leader o che Renato Brunetta e Maurizio Gasparri siano dei parlamentari. Il sistema, inoltre, è bloccato tra una destra ancora oggi padronale e un campo progressista frammentato fino all’irresponsabilità e autolesivo.
A fronte di simili premesse, è ovvio che un soggettoalienopuò aiutare il sistema a evolvere. Ma c’è un altro elemento che rende potenzialmente auspicabile la presenza del M5S del Movimento, ossia il fatto che esso costituisce oggi l’unico ponte in grado di traghettare cittadini comuni nelle stanze del potere, sebbene coi limiti predetti, by passando il filtro (sporco e intasato) dei partiti e dei loro leader, timorosi della concorrenza e portati a circondarsi di individui controllabili che non creino complicazioni. Questo non è vero solo per Forza Italia, dove il fenomeno raggiunge, sia qualitativamente che quantitativamente, dimensioni patologiche, ma coinvolge anche il Pd di Matteo Renzi. Da quei filtri passano solo amici e fedelissimi, con qualche lodevole eccezione, ad esempio le possibili sorprese che possono ribaltare i pronostici in alcuni collegi alle primarie del Pd.
Dunque, niente pregiudizi verso il M5S, ma se il ‘duo consolle’, dico Casaleggio e Grillo, permette alcune perplessità ci sarebbero, e se invece di arrabbiarsi ogni volta che qualcuno mette becco, loro e i cani della Rete ne prendessero nota per migliorarsi saremmo grati.
Soltanto imparando a gestire le relazioni interne come si fa tra persone normali potranno dare un futuro al Movimento, quindi un contributo al Paese. Quando parlo di persone normali mi riferisco a chi la mattina si alza per camparsi la famiglia e non si può permettere di fare teatro digitale.

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