martedì, Settembre 21

L’uomo che poteva essere Pannella field_506ffb1d3dbe2

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Marco Pannella ha ottantacinque anni abbondanti, essendo nato a Teramo, Abruzzo, il 2 maggio 1930. E quello che più colpisce è la sua ‘inesausta militanza’, cioè la volontà di continuare a costruire politica, riflessione, e soprattutto fatti ed azioni concrete. In maniera peculiare, a volte metodologicamente insopportabile ma coerente, continua a ‘produrre’ interlocuzione con la ‘polis’, la ‘città’, e con i cittadini. Un unicum, più che un caso raro.

 

Viene da chiedersi, dopo i suoi primi ottantacinque anni, chi è ‘l’uomo che poteva essere Pannella’, quanto cioè in lui essere, dover essere e poter essere coincidano. Domanda fondamentale per ciascuno, che tira in ballo questioni non da poco come l’incontro tra es ed io e altre bazzecole del genere. Ché Pannella ha realizzato tante cose, aperto tante strade, iniziato tante prospettive che ci si interroga cosa avrebbe potuto essere se alcune di queste fossero state più approfondite e perseguite. Che abbia un grande avvenire dietro le spalle, per mutuare il titolo dell’autobiografia di Vittorio Gassman, o abbia scavato cento buche profonde un metro (come il grande attore aveva inizialmente pensato quel libro dovesse chiamarsi), o che piuttosto abbia creato solide basi su cui edificare, in ogni caso ha costituito un ‘serbatoio’ di possibili indicazioni operative cui attingere. Da parte di tutti, ed anche di se stesso.

 

L’ultima iniziativa è ‘in nome’ del Partito Radicale, da non confondersi con Radicali Italiani che ne è soggetto subordinato, ma qui andiamo in territori gnoseologici su cui forse pochi seguirebbero, e su querelle interne legate alla ‘sconfitta’ all’ultimo congresso di RI di cui del caso ci si occuperà a tempo e luogo, ma magari anche no. Verte su ‘Stato di emergenza? Stato di diritto!’  con la presenza e il contributo, oltre che di Pannnella, di Giulio Maria Terzi, Matteo Angioli, Marco Beltrandi, Rita Bernardini, Deborah Cianfanelli, Sergio D’Elia, Maurizio Turco, Elisabetta Zamparutti. Parallela al ‘digiuno di dialogo’ di Pannella e di altri esponenti radicali.

 

A seguito dei tragici fatti di Parigi e delle risposte che stanno venendo, a partire dalla Francia e dalla Russia, in termini di stato di emergenza e lotta al terrorismo con le richieste addirittura di pena di morte, viene indicato un possibile percorso alternativo. In particolare ‘strumenti’ e obiettivi sono: 1. Azione nonviolenta in corso, di dialogo e sostegno alle massime autorità dello Stato italiano, perché sia annunciato ufficialmente l’impegno a rientrare, in un tempo determinato, nella legalità costituzionale, nazionale, europea ed internazionale, a partire dalla cessazione delle violazioni alla Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo e al Diritto comunitario, e dal completamento del plenum della Corte Costituzionale. 2. Campagna in corso del Partito Radicale perché lo Stato italiano si ponga alla guida, a livello ONU e non solo, del processo e del progetto per la transizione verso lo Stato di Diritto ed il Diritto alla Conoscenza, come alternativa concreta e durevole alle logiche emergenzialiste e securitarie, su cui fondare anche la sua candidatura a membro non permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, che il PR sostiene. 3. Rispetto dello Stato di Diritto anche nell’informazione con la richiesta volta a ottenere dal servizio pubblico e privato radiotelevisivo un adeguato spazio informativo e di conoscenza per il popolo italiano anche dell’iniziativa politica radicale. E perché vi sia un dibattito tra diverse opzioni politiche sulle grandi questioni di attualità della pace e della sicurezza internazionali e dello stato della Giustizia e del Diritto nel nostro Paese.

 

Questa è l’ultima, per ora, dell’uomo che poteva essere Pannella, cioè di uno dei tanti Pannella possibili. Che, in ogni caso, ha tante cose ancor da raccontare, ed ancor più da fare, per chi vuole ascoltarlo, e, soprattutto, accompagnarlo nel suo cammino.

 

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