mercoledì, Luglio 28

L’Unità: precisazioni su chi è Pessina

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Ieri mattina ho firmato ‘La nuova ‘l’Unità’ dei Pessina’. Nel pomeriggio la Redazione ha ricevuto una richiesta di rettifica ai sensi della legge sulla stampa inoltrata dall’Ufficio stampa Pessina, la quale è stata, doverosamente, immediatamente pubblicata, eccola: ‘Richiesta di rettifica da Ufficio stampa Pessina’. Altrettanto doverosamente devo delle precisazioni, ai Lettori, prima ancora che all’Ufficio stampa Pessina.

Ringrazio la Pessina Costruzioni per l’attenzione che ha riservato al mio articolo sul ritorno in edicola de ‘l’Unità‘ che la vedrà protagonista come nuovo socio di maggioranza della società editrice.
Della «azienda storica italiana che fin dal 1954 è impegnata nelle costruzioni e non solo, divenendo tra le prime aziende del panorama edilizio nazionale, con opere che sono sinonimo di eccellenza e qualità», come scrive l’Ufficio Stampa, non ho dato alcuna «descrizione sommaria, al limite dell’ingiuria», come scrive l’Ufficio. Ho soltanto scritto, testualmente, che era stata «inserita nell’elenco delle imprese chiacchierate (ma non è indagata) per gli appalti di Expo e per la sua presenza tra i presunti evasori della ‘lista Falciani’», come è stato riportato ampiamente da diversi autorevoli media negli anni e nei mesi scorsi, a quanto mi risulta, senza che queste notizie siano poi state pubblicamente smentite  -.se così non fosse, ovviamente, l’Ufficio stampa Pessina potrà chiedere ulteriore rettifica e noi provvederemo informare i Lettori.

Eccone alcune, non tutte:
La Stampa‘ del 28 marzo 2011: ‘Ecco la lista dei contimilionari di Vaduz‘, qui si legge: «I titolari del Gruppo Pessina (costruzioni) sono invece indicati con conti per 32 milioni di euro».

L’Espresso‘ del 25 novembre 2014:  ‘Una scuola fa litigare i renziani tra loro e a rischiare sono 9 milioni di finanziamenti‘, qui si legge: «A vincere il bando indetto dalla vecchia giunta è la Pessina Costruzioni, impresa citata ma non indagata nell’inchiesta sugli appalti Expo».

Il Fatto quotidiano‘ del 9 maggio 2014: ‘Expo 2015, l’altra preda: conquistare la Città della salute (con copertura rossa)‘, qui si legge: «Per esempio, nelle carte dell’inchiesta milanese sugli appalti dell’Expo all’interno del capitolo dedicato alla Città della Salute, si legge che il 14 dicembre 2012 Frigerio riferisce a Guido Stefanelli ad della Pessina Costruzioni che “la cosa che gli ha proposto sta andando meglio del previsto. Perché ne ha parlato a lungo con Rognoni, dicendogli che la sua idea prevede il coinvolgimento di Palladio per copertura con i rossi e in contrapposizione, alla fine gli ha detto di mettere Pessina».

Scenari Economici‘ del 13 giugno 2014: ‘Paese che vai, usanze che trovi‘, qui si legge: «Secondo quanto risulta ailfattoquotidiano.it, si tratta della lombarda Pessina Costruzioni, società guidata da Massimo Pessina il cui nome compare sia nelle carte dell’inchiesta milanese sugli appalti Expo sia nell’elenco degli italiani (i cosiddetti “furbetti di San Marino“) che hanno portato i propri soldi nella banche del monte Titano come la Smi Bank».

Newsportasl24‘ del 23 maggio 2015: ‘L’Unità, Veneziani indagato passa la palla a Pessina habituè dei conti all’estero‘, qui si legge: «[…] visto il curriculum del nuovo azionista di maggioranza del giornale, Massimo Pessina, che già aveva tentato l’impresa un anno fa senza però riuscirci. […] il patron dell’omonima società di costruzioni che si è fatto avanti, abbia di suo da tempo una lunga lista di cose su cui fare trasparenza. Ultima in ordine cronologico la sua presenza nell’elenco dei clienti italiani di Filippo Dollfus, il barone del riciclaggio internazionale arrestato a Milano all’alba del 26 aprile scorso. Il nome di Pessina, infatti, compare nella lista di coloro che si erano affidati al finanziere svizzero e ai suoi associati per “trasferire all’estero ed occultare denaro o utilità nella gran parte dei casi provenienti da delitti di appropriazione indebita, evasione fiscale, corruzione o riciclaggio”, come si legge nell’ordinanza depositata il 29 aprile scorso. Sempre per restare in tema di evasione, il costruttore figura anche tra i clienti della Hsbc di Ginevra svelati dalla lista Falciani: secondo quanto riportato dall’Espresso il 18 febbraio scorso, è stato titolare di un conto chiuso nel 2003, quando il deposito ammontava a circa 9mila dollari. Una scoperta che non stupisce, visto che prima ancora Pessina, citato anche nelle carte dell’inchiesta sugli appalti Expo insieme a Stefanelli e salito agli onori delle cronache per essere stato tra i finanziatori dell’ex presidente della Provincia di Milano Filippo Penati con 15mila euro, era comparso nell’elenco dei “furbetti di San Marino“. Ovvero la lista degli italiani che avevano portato i loro soldi nella Smi Bank del Titano venuta a galla nel 2010. E, giusto per non farsi mancare niente, due anni prima il nome di Pessina e dei suoi familiari era spuntato anche tra quelli degli italiani titolari di conti a Vaduz, in Liechtenstein, con depositi complessivi per oltre 30 milioni di euro».

In ogni caso ho precisato, e lo ribadisco, che l’impresa non risulta indagata. Non mi pare proprio che questo possa essere considerato un atteggiamento, come sostiene e scrive l’Ufficio stampa Pessina «superficiale e offensivo»,  io lo definirei, invece, un elementare dovere di completezza dell’informazione, come lo è questa tediosa ricostruzione di parte delle fonti che evidentemente non sono in possesso dell’Ufficio stampa Pessina.
Detto questo prendiamo, comunque, atto della precisazione dell’Ufficio quando, riferendosi alle «voci sulla nostra partecipazione ai lavori dell’Expo, così come alla presenza del nome in delle liste di soggetti», scrive che la Pessina Costruzioni «non risulta  aver commesso la pur minima infrazione».

 

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