sabato, Luglio 24

Lunga pacificazione col Moro L’Ambasciatore inglese, esperto in materia, prevede tempi lunghi soprattutto per il disarmo

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Bangsamoro

Bangkok – «La parte più complessa e difficile nel processo di pacificazione nel Mindanao sarà la fase del disarmo del Fronte Islamico di Liberazione Moro in sigla MILF e dei suoi combattenti» ha affermato l’Ambasciatore britannico presso le Filippine.
L’Ambasciatore Asif Anwar Ahmad ha riferito ai giornalisti filippini che il disarmo è stata la fase più lunga nel processo di pace, paragonabile solo alla complessità della chiusura del conflitto tra Gran Bretagna e Irlanda del Nord.

«La fase che in sigla è DDR, disarmo, ritiro e reintegrazione ha richiesto un periodo di almeno 25 anni; tutto dipende da come si effettuano i conteggi, per alcuni ciò ebbe inizio già negli Anni Venti», ha riferito Asif Anwar Ahmad, menzionando l’esperienza della sua Nazione.

L’Ambasciatore, inoltre, afferma di aver visto lo ‘sviluppo progressivo’ nel processo di pace attraverso la Legge Basilare su Bangsamoro già depositata presso il Congresso. Ma ha anche notato che il processo nella sua interezza sarà probabilmente condotto su tre assi: cessione cerimoniale delle armi da fuoco,  consegna da parte del Fronte Islamico di Liberazione Moro, trasformazione della organizzazione separatista attraverso la reintegrazione dei suoi componenti e la conversione di essi nel ruolo di ufficiali, operatori governativi e membri delle forze di Sicurezza Bangsamoro, la Polizia regionale.

Secondo il punto di vista dell’Ambasciatore, vi sono molti parallelismi tra quanto accaduto nella sua Nazione e la specifica esperienza nella risoluzione delle tematiche connesse alla gestione dell’Irlanda del Nord e la creazione di un processo di pace nelle Filippine attraverso la formazione di un Governo Bangsamoro nel Mindanao islamico. «Le due parti dovrebbero aderire ai trattati di pace con sincera fiducia ed attraverso la costante verifica dei fatti man mano che il processo di disarmo, la cessione delle armi e la trasformazione della organizzazione separatista procedono lungo il suo processo di pacificazione», ha aggiunto.

Una volta disarmato, il Fronte Islamico di Liberazione Moro si evolverà in un partito politico la cui organizzazione è parte stessa del processo evolutivo verso il disarmo del Fronte Moro.

«La richiesta contenuta nella Legge è quella di organizzare un partito che riporti alla luce  l’Accordo del Venerdi Santo, che  forniva un patto multipartitico per la gran parte degli schieramenti politici dell’Irlanda del Nord» ha ricordato l’Ambasciatore Asif Anwar Ahmad.

L’Accordo del Venerdì Santo siglato a Belfast il 10 Aprile del 1998, creò anche un meccanismo di pace, dove erano compresi i legami tra istituzioni dell’Irlanda del Nord e la Repubblica d’Irlanda e tra la Repubblica d’Irlanda ed il Regno Unito.

In  qualità di ex inviato presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Ahmad ritiene che la Legge Basilare Bangsamoro si è rivelata una «buona formula per potenziare il bilanciamento dei poteri in un contesto politico dove si sono concretizzate entrambi i fattori, sia l’ evoluzione dei poteri sia l’estrema centralizzazione dei poteri nel Governo locale e nel Governo nazionale».

La governance con scopo di coordinamento come descritto nella Legge Basilare Bangsamoro potrebbe richiedere la messa in campo di legami tra Bangsamoro ed il Governo centrale pur garantendo i poteri derivanti da una piena autonomia politica ed amministrativa.

L’Ambasciatore inglese non è persona improvvisata in questo campo, il suo operato presso il Consiglio di Sicurezza ONU lo ha messo in luce varie volte tanto da ricevere vari incarichi su temi riguardanti la pace e la sicurezza anche in altre zone del Mondo.

«Non vi è alcuna parte nel Mondo che possiamo definire poco importante. Il nostro ruolo qui è quello di assicurarci che le tensioni non si sollevino nuovamente e che si possa porre in atto una buona capacità in termini di difesa. Tutto ciò è importante nell’aiutare la popolazione quando essa ne ha bisogno.  Necessitiamo di trasporto aereo, marittimo e terrestre che possano rapidamente aiutare le persone a muoversi da un luogo ad un altro», ha chiosato l’Ambasciatore inglese.

Accompagnato da Thomas Phipps, il secondo Segretario per la politica e gli Affari correlati alla Sicurezza, Ahmad ha affermato che aveva già pianificato di incontrare leader sia del Fronte Islamico di Liberazione Moro sia leader governativi, compreso il Capo del Fronte stesso Murad Ebrahim e ufficiali militari locali della Sesta Divisione Fanteria guidata dal Generale di Brigata Edmundo Pangilinan, e tenere così un briefing di dialogo con alcuni membri dei media locali.

Nelle parole dell’Ambasciatore inglese nelle Filippine, vi è quindi non solo l’esperienza dell’uomo che racconta la sua carriera di diplomatico e di esperto di dialogo, pacificazione e sicurezza ma vi è anche una saggia indicazione sui processi di pacificazione da intraprendere nelle Filippine che solo fino a tempo fa avevano ingaggiato una guerra che sembrava senza sbocchi col Fronte Islamico di Liberazione Moro. Se si volesse parametrare quel che è accaduto –nella direzione della pacificazione- nelle Filippine con la sanguinosa fine della guerra ingaggiata dal Governo centrale e dall’apparato militare dello Sri Lanka contro le cosiddette Tigri Tamil, una guerra conclusasi con un bagno di sangue che ha lasciato tracce profonde nei sentimenti della popolazione cingalese, si potrebbe avere un quadro più chiaro delle profonde differenze che al mondo si possono riscontrare circa la fine dei conflitti interni con le componenti separatiste e spesso anche terroristiche. Un altro esempio, in tal senso, è un’altra lotta che dura da svariati anni tra il Governo centrale e l’Esercito da una parte e le frange separatiste o autonomiste di ispirazione islamica che agiscono al confine tra Thailandia del Sud e Malaysia e che finora ha lasciato sul terreno molte vittime, senza esclusione di colpi persino nella popolazione civile e tra i bambini, con racconti raccapriccianti e dettati da altissimi livelli di violenza.

 

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