venerdì, dicembre 14

Luigi Di Maio: vergognati! Non avrei mai permesso (chiesto?) a mio padre di fare una simile umiliante dichiarazione pubblica

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Lo dico con tutta la spassionatezza che posso, dopo averci a lungo pensato e riflettuto: francamente la dichiarazione via Facebook (ancora!) del padre di Luigi Di Maio è la peggiore delle possibili risposte a quanto accade ed è accaduto.

Non entro nel merito, non accetto e non credo che sia onesto valutare ciò che si vede senza averne la funzione e la capacità. Il signor Di Maio padre, ha forse fatto ciò che purtroppo, colpevolmente come altri, magari io stesso, ha fatto quale che ne sia il motivo. Le scorrettezze non si valutano nella dimensione, ma nel contenuto. Rubare un fazzoletto è grave come rubare un autotreno.

Ma vedere quell’uomo, palesemente emozionato e avvilito, parlare su Facebook (con il quale lui stesso dice di non avere familiarità), vederlo lì a scusarsi a discolparsi faticosamente e invocando le ragioni familiari e la pochezza del danno, mi ha spezzato il cuore.

È solo uno dei tanti casi di piccola elusione, pasticcioneria, superficialità. Uno delle miriadi di casi simili, spesso causati dalla necessità, spesso causati dalla insofferenza alle regole, sempre dall’assenza dello Stato e della coscienza civile.

Io dico solo una cosa, una sola, che non è un giudizio: io non avrei mai, dico mai, permesso (chiesto?) a mio padre di fare una simile umiliante dichiarazione pubblica; mi auguro che se e quando dovesse anche a me capitare, i miei figli mi impediscano di farlo a mia volta.

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