giovedì, Settembre 16

Ludopatie

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Un Paese sull’orlo di una crisi di gioco. E a giocare a certi giochi truccati, strutturalmente truccati quando al giocatore torna una così minima parte di quanto ha ‘investito’, e per di più spesso anche materialmente truccati, ci si ha solo da rimettere. Il riferimento è duplice. Di più: triplice.

In primo luogo al devastante fenomeno delle ludopatieazzardopatie in quanto tali, le cui dimensioni sociali e personali possono essere sempre più facilmente testate. Al portone accanto, quando non nello stesso nucleo familiare, per quanto riguarda l’impoverimento da gioco e giochi. Ché, come asseriva e dimostrava già dagli anni ’50 dello scorso secolo l’economista Milton Friedman, la principale potenzialità del gioco d’azzardo per fare business è sfruttare le persone più povere. «L’industria dell’azzardo può raggiungere grandi traguardi se fa affari sulla povertà, perché il più grande bacino cui può attingere è quello di chi ha poco reddito». Rivediamo una classica campagna pubblicitaria del Superenalotto. Quella del «Io sogno il parco per il mio bambino», «Voglio champagne ghiacciato a tutte le ore», «Con un sistema in ricevitoria si sistema la mia compagnia», sino all’apicale «Darò ai miei figli un futuro splendente». Messaggi che colpiscono soprattutto le persone che in quel momento della vita sono più fragili e meno difese. Quindi più facilmente portate a credere davvero che la ‘grande vincita’ sia a portata di mano e possa risolvere i propri problemi.

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