lunedì, Settembre 20

L'Ucraina e la nuova Commissione Europea Interviste a Sergiy Sydorenko, Olga Tokariuk e Willy Fautré sulla nuova commissione europea

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Bruxelles – Tra la popolazione ucraina l’arrivo della nuova Commissione Europea, presieduta da Jean-Claude Juncker, che si insedia il 1 novembre prossimo, suscita speranze ma anche timori.

Abbiamo registrato a questo proposito l’opinione di due giornalisti ucraini, Sergiy Sydorenko e Olga Tokariuk, in viaggio di lavoro nel Graducato del Lussemburgo, e intervistato Willy Fautré, direttore dell’organizzazione belga Diritti umani senza frontiere, nata in Belgio nel 1989 e diventata dal 2001 ente di diritto internazionale.

Sia Sergiy Sydorenko che Olga Tokariuk, si erano detti sicuri della vittoria dei governativi alle elezioni in Ucraina (il colloquio è avvenuto tre giorni prima delle elezioni ndr), mentre a scrutinio concluso è l’analista belga Willy Fautré, a farci un ragionamento sul dopo elezioni.

 

 Willi Fautré, come giudica i risultati delle elezioni del 26 ottobre in Ucraina?

Il risultato è stato certamente positivo e riflette la realtà del Paese molto più di prima sotto Yanukovich. Bisogna rendersi conto che c’è ora una nuova generazione che chiede volti nuovi, che è stanca degli oligarchi corrotti del passato. E questo è l’aspetto positivo. Ma i media sono stati troppo enfatici nel commentare i risultati delle elezioni. Quando si annuncia che il partito di Petro Poroshenko ha avuto il 21% dei voti e quello del Fronte Popolare guidato dal primo ministro Arseniy Yatsenyuk ha avuto circa il 21% bisogna tener presente che in effetti la percentuale è inferiore dato che milioni di persone in Crimea e nelle regioni orientali del paese non hanno potuto votare. E li’ il voto non sarebbe certo andato ai partiti pro-europei. Se avessero votato anche in quelle regioni la percentuale dei pro-europei sarebbe stata più bassa di quanto è emerso dal voto di domenica, forse il 15% non di più. Credo che i partiti pro-europei hanno programmi diversi e per la popolazione di quelle regioni non sarebbe stato facile seguirli e giungere a riforme comuni per tutti. Specialmente con riforme troppo drastiche si rischiano resistenze.

Quale potrebbe essere ora il ruolo dell’Europa in Ucraina?
Spero proprio che l’Europa possa ora avere un ruolo! Sono due decenni che l’Europa non fa nulla di concreto per l’Ucraina, solo parole, dichiarazioni ai media mentre una delle misure concrete che dovrebbe prendere l’Europa ad esempio è quella di adottare un regime di visti da concedere ai cittadini specie alle nuove generazioni che potranno cosi’ viaggiare liberamente in Europa e vedere di persona cos’è la democrazia, come funziona, e che, anche se l’Europa sta attraversando una crisi, lì si vive meglio che in Ucraina.

E cosa accadrà ora al Partito Comunista e al Partito delle Regioni ?
Il Partito Comunista è scomparso perché non ha raggiunto la soglia necessaria del 5% , il Partito delle Regioni si è ridotto fino all’ 8-9% meno del 10% e credo che questo sia stato a causa o grazie a Putin che ha impedito agli abitanti della Crimea di andare a votare. E comunque quelle popolazioni avrebbero difficilmente votato per i partiti pro-europei. Se le popolazioni di quelle zone avessero potuto votare, il Partito delle Regioni avrebbe avuto più consensi.

Quale potrebbe essere il risultato degli incontri per le questioni energetiche?
 Gli incontri tra Russia, Ucraina e Ue sono ancora in corso a Bruxelles. Ma una cosa è certa: siamo quasi a novembre e il freddo è già arrivato ma non c’è ancora riscaldamento in Ucraina negli edifici pubblici e nelle scuole. Mi auguro che ci possa essere presto un accordo sulle questioni energetiche con l’aiuto dell’ Ue, ma non basta la fornitura di gas, sono necessarie riforme drastiche per ripensare tutto il sistema, ammodernare gli edifici e le infrastrutture oramai vetuste. Questa è purtroppo la situazione ora dell’Ucraina.

 

 

Sergiy Sydorenko, è editor del portale ucraino ‘European Pravda

Sergiy, cosa pensi della nuova Commissione europea che si insedia il 1 Novembre?
In generale la gente in Ucraina non pare entusiasta del cambiamento. In particolare, la scelta di Federica Mogherini alla carica di Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’Ue lascia perplessi. Non è una questione personale ma riguarda la politica italiana nei confronti dell’Ucraina. L’Italia non viene vista come un paese vicino all’Ucraina e la dimostrazione è la politica dei visti d’ingresso multiplo e di lunga durata praticata dall’Italia.

In cosa consiste questa politica?
Dai dati statistici della Commissione europea relativi allo scorso anno risulta che ai cittadini russi richiedenti visti multipli d’ingresso e di lunga durata l’Italia ha concesso il 98,1% dei visti richiesti, mentre la percentuale di quelli concessi ai russi da altri paesi del mondo è del 73%. Agli ucraini che richiedevano simili visti di ingresso multiplo e di lunga durata, le domande esaudite dall’Italia sono state solo il 18%. Perfino ai cittadini bielorussi sono stati concessi dall’Italia in percentuale più visti che agli ucraini.

Le decisioni vanno prese a livello europeo o nazionale?
Le decisioni nei confronti dei paesi del vicinato vanno prese a livello collegiale non individuale. L’Alta rappresentante uscente Cathy Ashton non è stata troppo amica dell’Ucraina mentre il commissario responsabile per la politica di allargamento dell’Ue Stefan Füle ha spinto l’Ucraina ad attivarsi per cercare di progredire.
Noi ucraini abbiamo bisogno di qualcuno che ci stimoli di più, come il nuovo Presidente del Consiglio europeo, il polacco Donald Tusk. Noi speriamo in lui, anche se non tutti sono d’accordo sulla sua competenza politica negli ambienti di alto livello.

E cosa pensi del Presidente Jean-Claude Juncker?
Come esponente politico di lungo corso potrà senza dubbio dare un suo contributo all’avanzamento dell’Europa anche se è chiaro che non spingerà per proseguire il processo di allargamento dell’Ue almeno per un pò.

 

 Olga Tokariuk, è giornalista della tv ucraina ‘Hromadske TV‘ e collaboratrice dell’Agenzia ‘Ansa

Olga, come vedi la nuova Commissione europea guidata da Jean-Claude Juncker?
C’è stata una certa delusione perché Juncker non viene visto come riformatore e anche per la sua scelta dell’Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune. Sarebbe stato meglio affidare tale incarico a un politico come lo svedese Carl Bildt o al polacco Robert Sikorski che l’Ucraina considera più vicini ai loro interessi. Da Federica Mogherini l’Ucraina non si aspetta molto. Ma si augura che, pur essendo una candidata di compromesso, Mogherini possa fare le riforme necessarie per ristrutturare il sistema di servizio di azione esterna dell’Ue.
Ha lasciato perplessi anche la scelta del commissario Johannes Hahn, responsabile delle politiche regionali nella Commissione uscente e ora incaricato delle politiche di allargamento. Nessuno conosce la sua posizione nei confronti dell’allargamento dell’Ue.

Ma in concreto cosa pensi dell’atteggiamento dell’Ue verso l’Ucraina?
L’Unione europea ha sempre reagito in ritardo. Quindi ora dall’Unione europea l’Ucraina non si aspetta passi piú decisivi o piú coraggiosi di prima. Gli ucraini si considerano abbandonati dall’Ue, e molti Paesi europei non hanno capito il significato di Maidan, una protesta per la modernizzazione e le riforme in Ucraina. L’Europa lì non era altro che una metafora, un simbolo della modernizzazione che poteva diventare una realtà concreta se ci fosse stato l’appoggio dell’Europa: per gli ucraini l’Ue rappresenta la libertà, mentre la Russia rappresenta il controllo e il blocco della situazione, la stagnazione e lo stallo. Ma questo la gente dell’Ue non l’ha capito. Da tempo Cathy Ashton è sparita dall’Ucraina una volta liberata Julia Tymoschenko. Purtroppo la politica dell’Ue si era concentrato su questo punto, poi non c’è stato più nulla…..

 

 

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