giovedì, Ottobre 21

Luca Morisi: chi di ‘merda’ ferisce, di ‘merda’ perisce È giusto che l’’inventore’ della ‘bestia’, che ha sparso dal 2014 letame, offese, violenze, omofobia, razzismi in rete, oggi non riceva alcuna comprensione né solidarietà e sia oggetto della stessa dose di attacchi

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Non crediamo mai abbastanza

a ciò in cui non crediamo

(M. Conte S. 2004)

Mi sottraggo alla scrittura ed a riflessioni di indubbia rilevanza sulle elezioni tedesche o sulla nuova strategia degli Stati Uniti (poco) d’America nell’attuale mondo globale pluripolare, dall’Europa lasciata a non giocarsi le sue burocratiche carte politiche per disporsi nel solito modo muscolare in Asia dinanzi alla Cina, perché diciamo così ‘ingolosito’ dal casotto del giorno che qualche commento merita.

La vicenda coinvolge l’esecrabile ‘inventore’ della bestia’, ovvero il bestione, ma viste dimensioni faccia ed allure del tizio, una bestiolina, informatico social che ha sparso dal 2014 letame, merda, offese, violenze, omofobia, razzismi in rete. Il gran ‘genietto’, tal Luca Morisi della Lega, strutturato per far fare una indecorosa carriera (?) politica al suo ‘capitone’, il fascio leghista Matteo Salvini. Non sarebbe neanche il caso di soffermarcisi più di tanto avendo cose più serie di cui occuparmi, ma certo sentire che il tizio maneggia droga che ha venduto, pare occasionalmente, a tre giovini e forse anche protagonista di festini in possesso di una droga denominata dello ‘stupro’ che ha già stordito vittime femminili, dinanzi a cotanta notizia un poco prudono le mani. Che è meglio utilizzare per scrivere…

Pensando e ripensando con attenzione alla macchina violenta che ha dato un contributo formidabile in questo Paese ad alzare l’asticella dell’odio verso tutti, cominciando dai negri, per finire ad uno stato poliziesco del farsi giustizia da sé tutti armi in mano, fino ad assolvere, coprire, giustificare, provocare, eccitare animi semplici e popolo comune a scopo strumentale di consenso politico. Aiutata la Lega dall’ottima camerata di strada Giorgia ‘nera’ che mai ha detto parole chiare ed inequivoche riguardo al fascismo e soprattutto alla diffusione ed esplosione di odio di nostalgici giovini e meno, neo fascisti alla ricerca ed alla riaffermazione di un tempo tragico come quello del ventennio fascista. Ed allora cominciano le incursioni concentriche per dire che vabbè che sarà mai, può capitare a chiunque, certo ma non ad individui che si dicono seri, i leghisti…, no è grave, sì ma a pochi giorni da elezioni amministrative è la solita giustizia ad orologeria (Sallusti, il fedele servitore, in senso buono, lo scribano del berluscache per lui è un dio, magari minorato viste le ricadute mediche ad ogni seduta processuale del Ruby-ter, quello del 7×5, sette giorni in televisione per 5 programmi diversi, o giù di lì).

Sia come sia, pensare ad un aggregato politico come la Lega che dalla sua formazione in Lega Nord dapprima con il secessionismo bossiano che voleva distruggere il paese, oggi giubilato per suoi anni, fino alla lega nazionalpopulista non lontana dalle idee nazionalsocialiste tedesche, che perde colpi da parecchio tempo, abbia sparso odio verso tutti per ritrovarsi la droga in ‘casa’, dà da pensare. Verrebbero su diverse metafore, da chi la fa l’aspetti, alla costruzione dei ‘mostri’ altrui da offendere per ritrovarsi mostriciattoli in casa, al chi è senza peccato scagli la prima pietra che funziona sempre. Insomma la questione è grossa per il contesto sub culturale nazionale che ha sparso un movimento politico di odiatori di tutti, da parte prima di montanari e poi di valligiani per inquinare un dibattito e le idee di una politica che ha ricevuto contraccolpi sempre più pesanti da un modo di agire finalizzato all’individuazione del nemico su cui costruire battaglie di inciviltà, di oscurantismo, prevaricazione. E che oggi difende gli evasori fiscali, i no vax (inventandosi il troglodita i free vax, demente!), i ricchi, ché non si tocchi il catasto per cui si contano ancora i vani e non i metri quadri con imposte vecchie di 40 anni, uno scandalo tra gli altri. Insomma rappresenta una buona fetta di Paese quello che oltre al ceto produttivo leghista del nord che infatti non lo sopporta perché le sue sparate danneggiano i portatori di sghei, ingloba tutto il peggio possibile di un Paese, qualcuno per necessità ma molti per uno Stato che non riesce a perseguire chi dovrebbe.

Qui nel merito fa senso leggere del Salvini che si produce in un afflato amicale che neanche il De Amicitia di Cicerone verso l’amico caduto per ‘fragilità esistenziali’ ed a cui tenderà la pargoletta mano. Quella che ha ritratto dando del drogato al povero Stefano Cucchi, probabilmente anch’egli vittima di sue fragilità ed ucciso dall’Arma dei Carabinieri, che proprio sto Morisi prese ad attaccare con violenza in modo disgustoso sui social. Dunque è giusto che oggi sia quest’individuo a non ricevere alcuna comprensione né solidarietà ed a pagare e ad essere oggetto di attacchi non dico violenti ma certo si deve prendere la sua dovuta dose di merda in faccia. Si chiama principio di reciprocità, se io mi apro a te e tu mi sbatti la porta in faccia allora io sarò conseguente nella mia mossa seguente e risponderò allo stesso modo. non è un giochetto, è la Teoria dei Giochi che simulano in laboratorio la dinamica empirica delle relazioni nella realtà sociale. Pensateci bene e forse vi verrà in mente qualche vicenda in cui avete o chiuso o aperto all’altro ed avete ricevuto risposte divergenti dal vostro modo di porsi. Sono teorizzazioni frutto di ciò che mettiamo in opera nei nostri scambi sociali, al lavoro, negli affetti, in affari, nelle manifestazioni strumentali, affettive, espressive. Si chiama Tit for Tat, Colpo su Colpo. Dunque perché con un individuo simile dovremmo essere pure comprensivi dopo aver dovuto subire, anche noi, di tutto? Ciascuno risponda con responsabilità di ciò che ha detto fatto fomentato nella vita. Il resto sono fesserie, del mojito man e del suo tirapiedi. Naturalmente lunga vita eh… mica facciamo come i loro sodali, camerati fasci estremisti, che meniamo ed uccidiamo quelli che pero loro sono nemici, per noi avversari.

Ma c’è un limite oltre il quale bisogna dover usare maniere forti.. va bene democratici, ma qui siamo alla debolezza costitutiva. Così quell’aiuto che il fascio leghista ha negato a tutti, da individuo che specula su ogni disastro umano, al suo manutengolo viene elargito con tale dolcezza…. Aiuto che avrebbero avuto bisogno di riceverediversi neri, ragazzi che hanno sbroccato dando di matto ed impugnando un martello o un machete per colpire sconosciuti, certo purtroppo ammazzandoli, come a Milano o da altre parti. Senza una parola di almeno comprensione dei motivi, per cui i motivi di fragilità di questo tizio non ci importano proprio. Quelli erano esseri umani alla deriva, in cerca di una mano, magari quella del Salvini o della Meloni, dopo anni di tribolazioni, paure, fatiche, clandestinità, senza dimora, dignità, distrutti e che sono stati al contrario “uccisi” dalla piazza vociante perché homines sacri, persone non-persone prive di identità status e dunque uccidibili dalla proterva comunità sociale. Ah già, perché dovevano tornare a casa loro. Chiuso, il resto che ci importa. Cioè coloro i quali sono esclusi dalla triade individuo, diritto ed umanità che non riesce a stare insieme per soggetti esclusi dal diritto per esservi re-integrati solo per esserne ancor meglio esclusi (si pensi solo ai termini di detenzione in campi di concentramento come i Cie, Centri identificazione ed espulsione, per persone prive di reati ma trattati come responsabili di non si sa che cosa). Insomma una nuda vita priva di diritto umano. Ed allora facciamo un esercizio di memoria, non guasta mai, ripensando alle violente manifestazioni del fascio leghista in Emilia Romagna con codazzo di giornalisti e diversi carabinieri resisi complici dell’individuo non sanzionandolo come avrebbero fatto con modi bruschi con ognuno di noi, con codazzo di stampa famelica alla ricerca dell’ennesimo scoop, a speculare su qualsiasi indegnità possa ingolosire miriadi di guardoni televisivi beati di sventrare vite altrui. E quindi il fascio leghista va bussare a citofoni di cittadini, ma quelli erano stranieri e dunque sicuramente spacciatori, in favore di telecamera con il suo osceno show che da parti serie sarebbe finito, sarebbe dovuto finire, con una mazziata salutare per far capire che superati certi confini del rispetto e della dignità vi è solo un mare sconfinato di barbarie che fomenta solo odio. Quello ad esempio del Traini, incolto fascio ovviamente in area Lega a scorrazzare in quel di Macerata in auto con pistola a sparare ai negher, colpevoli di spacciare droga.

Eh già, prima gli italiani ad ingrassare un business miliardario. Insomma alla fin fine comunque la mettiamo, dinanzi a ciò che di serio accade in Europa e non parliamo del mondo che sta cambiando i suoi assetti per una geopolitica che nei prossimi anni riserverà sorprese, nell’angusto pianerottolo italiano, piccolo ed abitato da figurette politiche di livello infimo i cui cloni a destra stanno nelle città a far finta di saper fare gli amministratori, due su tutti macchiette commedianti, il tizio Cesaristico de’ Roma debilitante per la mente e quel faccione rubbizzo di Milano, il pediatra con la pistola, pronto a ritirarsi, a due settimane dal voto!, perché i partiti di destra che hanno fatto finta di appoggiarlo non gli hanno dato un centesimo per fare campagna elettorale!! Intanto ad una bestia di cocaina se ne aggiungeranno altre. Ricordo per inciso che tra le tante innumerevoli proibizioni di cui si nutre la destra, ma non sui vaccini e certificati verdi, lì diventano libertari per raccattar voti…., c’è quella di massacrare i drogati, tutti, dalla cannabis alle droghe pesanti, tutte uguali per lignorante squadrista Salvini. Dunque Morisi in galera? Va bene ci stiamo, trionfi la giustizia. Se reato sarà comprovato, e su questo ho motli dubbi. Ma se la caverà perché il fatto.. pur sussistendo non è proprio così serio come ciò che ci circonda, e poi perché sofferente per ‘fragilità esistenziali’, e poi perché c’è sempre l’amico che gli tende la manina pronto ad aiutarlo. Perché questo fu bel Paese è sempre comprensivo con chi può vantare tre quarti di amicizie che è meglio tenersi buone. Perché in Italia ognuno tiene famiglia.

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Sull'autore

PhD Sociologo, scrittore per elezione e ricercatore per vocazione, inquiete persone ancora senza eteronimi di Pessoa. Curioso migrante di mondi, tra cui Napoli, Vienna, New York. Ha percorso solo per breve tempo l’Università, così da preservarlo da mediocrità ed ipocrisie, in un agone dove fidarsi è pericoloso. Tra decine di pubblicazioni in italiano ed in lingua si segnala l’unica ricerca sociologica al mondo sull’impianto siderurgico di Bagnoli, Conte M. et alii, 1990, L’acciaio dei caschi gialli. Lavoro, conflitto, modelli culturali: il caso Italsider di Bagnoli, Franco Angeli, Milano, Pref. A. Touraine. Ha diretto con Unione Europea e Ministero Pari Opportunità le prime indagini sulle violenze contro le donne, Violenza contro le donne, (Napoli 2001); Oltre il silenzio. La voce delle donne (Caserta 2005). Ha pubblicato un’originale trilogia “Sociologia della fiducia. Il giuramento del legame sociale” (ESI, 2009); “Fiducia 2.0 Legami sociali nella modernità e postmodernità” (Giannini Editore, 2012); “Fiducia e Tradimento. In web we trust Traslochi di società dalla realtà diretta alla virtualità della network society”, (Armando Editore, 2014). Ha diretto ricerche su migrazioni globali, lavoro e diritti umani, tra cui 'Partirono bastimenti, ritornarono barconi. Napoli e la Campania tra emigrazione ed immigrazione' (Caritas Diocesana Napoli, 2013 con G. Trani), ed in particolare “Bodies That Democracy Expels. The Other and the Stranger to “Bridge and Door”. Theory of Sovereignty, Bio-Politics and Weak Areas of Global Bίos. Human or Subjective Rights?” (“Cambridge Scholar Publishing”, England 2013). Nella tragica desiderante società dello spettacolo scrive per non dubitare troppo di se stesso, fidarsi un poco più degli altri e confidare nelle sue virtuose imperfezioni. Sollecitato, ha pubblicato la raccolta di poesie Verba Mundi, Edizioni Divinafollia, Bergamo. È Vice Presidente e Direttore Scientifico dell’Associazione Onlus MUNI, Movimento Unione Nazionale Interetnica.

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