domenica, Maggio 9

Luca De Filippo, attore impegnato nel sociale Intervista a Francesco Somma, Direttore della Fondazione Eduardo De Filippo

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Il 27 novembre scorso è scomparso, a 67 anni, di Luca De Filippo, attore e regista di teatro, figlio di Eduardo, assimilato e paragonato al padre in maniera forse ossessiva e sbagliata. Luca De Filippo se ne è andato a causa di un male incurabile, diagnosticatogli di recente: una scomparsa ‘repentina’, un ‘vuoto enorme’ a livello umano, ma anche artistico (il giorno della sua scomparsa Rai5 ha mandato in onda una sua opera teatrale del 2013, ‘Padre Cicogna’). Un grande interprete della scena teatrale italiana, di cui ha diffuso il messaggio e dedicato la maggior parte del tempo. Ha ereditato su di sé la tradizione napoletana classica, come quella nuova e contemporanea, da lui mutata, a volte, con la «capacità di cimentarsi in varie espressioni artistiche, esplorando anche linguaggi televisivi e cinematografici» (senza sconvolgere però tale genere teatrale), come riporta una nota di commiato all’artista nel sito del MiBAC.

Dopo il suo giovanissimo debutto sul palcoscenico a vent’anni con ‘Il Figlio di Pulcinella, alla morte del padre Eduardo continuò l’attività con la compagnia teatrale che porta il suo nome; poco tempo prima della sua morte, creò l’istituzione ‘Scuola di Teatro dello Stabile, di cui era appassionato direttore, presso il Teatro Stabile di Napoli. Propose anche vari corsi di perfezionamento per attori professionisti nell’ultima sede teatrale partenopea, coinvolgendo nomi di spicco e di notorietà nota (Ferruccio Soleri, Mariano Rigillo). Il suo impegno e la sua sensibilità sono rimasti sicuramente nel cuore delle persone, non è stato soltanto importante per ‘colleghi-amici’ di teatro. A centinaia al suo funerale laico al Teatro Argentina di Roma, dove era posto il feretro, abbellito di una rosa rossa e una maschera nera di Pulcinella, e lutto cittadino istituito a Napoli da Luigi de Magistris, oltre al cordoglio dell’ex sindaco partenopeo Antonio Bassolino su Facebook.

Si è parlato poco invece della volontà di svolgere attività in campo sociale di Luca De Filippo, avendo continuato a conservare i rapporti con i ragazzi del carcere minorile di Filangeri e di Nisida (che ospita l’Istituto Penale Minorile di Napoli), anche riaprendo il Teatro San Ferdinando, da anni chiuso, e operando nel quartiere popoloso di Foria (oggi diventato anche multiculturale ed etnico) e in altri rioni partenopei. Creò una scuola d’arte, già impiantata in passato dal padre a Firenze, dove istruire al lavoro ‘duro e selettivo’ dell’attore quei ragazzi ‘disadattati’, come venivano chiamati tali adolescenti allora in Campania. L’Istituzione teatrale, nata anche per combattere lo sfruttamento degli adolescenti dalla camorra e sottrarli preventivamente al rischio carcere, continua anche oggi tramite l’opera sociale della Fondazione Eduardo De Filippo e anche con futuri e possibili sviluppi di coinvolgimento delle istituzioni locali.

Adesso si pone il quesito, ancora irrisolto, su chi erediterà a livello di nominativo la sua gestione e la sua attività, come ci fa presente Francesco Somma, Direttore della Fondazione Eduardo De Filippo, nell’intervista rilasciata a ‘L’Indro‘, che fa il punto su tale attore e sulla sua eredita teatrale a livello culturale e sociale.

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