sabato, Maggio 8

L'ottimismo della volontà image

0

LettaNapoRenzi

Matteo Renzi è salito al Quirinale per riferire l’esito delle consultazioni con i partiti fatti in questi giorni. Dai colloqui non è emerso niente che Renzi e il suo staff non sapesse già. La peggiore delle notizie è che Silvio Berlusconi vuole procedere come un treno con la riforma della legge elettorale per poter così minacciare elezioni anticipate allorquando dovesse convenire a Forza Italia. È l’unica arma che può effettivamente cancellare il Ncd dalla cartina politica e per questo Angelino Alfano sta lottando con Renzi affinché non ceda ai desiderata di Berlusconi.

Come contromossa Alfano ha infarcito di paletti «irremovibili» l’agenda del nuovo governo (in modo che la legge elettorale trovi sempre ingolfato il calendario della Camera): «Il job act non ci piace», «sulla giustizia va fatta la riforma della custodia cautelare, mettere mano alle intercettazioni e varare la responsabilità civile dei magistrati». In sostanza pretende dal governo Renzi quelle riforme che lui non è stato in grado di attuare quando era segretario del Pdl e ministro della Giustizia (con una maggioranza schiacciante sia al Senato che alla Camera).

Le elezioni anticipate sono anche l’obiettivo mai dichiarato di Renzi ma per arrivarci deve prima far nascere il governo e far approvare provvedimenti di grande presa sull’opinione pubblica che servano anche da spot per le elezioni. In tarda mattinata il premier in pectore, parlando ai giornalisti, ha affermato che «ci sono le condizioni per un nuovo governo» stilando anche un cronoprogramma che prevede sabato la presentazione della lista dei ministri a Giorgio Napolitano e lunedì il voto di fiducia nelle aule parlamentari. 

«Il governo sarà composto dalla stessa maggioranza del governo Letta», ha aggiunto e questo, oltre a sottolineare che il problema del governo passato era proprio Enrico Letta, vuol dire sopratutto che il segretario del Pd non intenzione, per adesso, di chiedere soccorso al gruppo Gal (Grandi autonomie e libertà), il gruppo di senatori del centrodestra la cui entrata nella maggioranza farebbe perdere peso specifico al Ncd.

Sul programma Renzi ha profuso ottimismo a piene mani (tenendo presente che la composizione della squadra dei ministri è ancora in alto mare): «a marzo si affronteranno i temi legati la mondo del lavoro» mentre «ad aprile e maggio – ha aggiunto – toccherà a fisco e pubblica amministrazione e poi ai temi legati all’organizzazione e alla giustizia». Vasto programma.

Altrettanto attesa era oggi la conferenza stampa di Berlusconi. Il Cavaliere ha riferito di aver chiesto a Renzi che la riforma elettorale avvenga «il prima possibile» e «senza nessuna modifica». Nessuno sconto, quindi ad Alfano sulla soglia di sbarramento ma comunque un’apertura di credito a Renzi perché ha parlato di «opposizione responsabile» da valutare di «volta in volta, su programmi e contenuti». 

Naturalmente anche il Pd è stato ricevuto da Renzi. Scontate le parole del capogruppo alla Camera dei Deputati, Roberto Speranza: «abbiamo trovato Renzi molto impegnato e determinato al lavoro per provare a costruire il governo della svolta che l’Italia si aspetta». Il vero incontro col Pd, però, è avvenuto ieri, quando Renzi ha incontrato in segreto Massimo D’Alema, il cui unico obiettivo è rimettere le mani sul suo giocattolo, il Pd. E per farlo è disposto a tutto.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->