mercoledì, Settembre 22

L’oscuro triangolo diplomatico Nepal-India-Cina sulla sommità dell’Everest Il Nepal si nega ad una collaborazione con l’India nel misurare la vetta dell’Everest congiuntamente. C’è dietro la Cina?

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Un mistero diplomatico o una presa di posizione basata su orgoglio nazionalista? Il Nepal spiazza tutti e rifiuta la proposta delle Autorità scientifiche indiane di ricalcolare congiuntamente la attuale altezza del Monte Everest. Come mai il Nepal si nega ad una collaborazione con l’India in questa misurazione così rilevante a livello mondiale e non solo nella comunità scientifica globale?

Poiché nel contesto diplomatico ogni gesto ha un suo proprio significato e risvolto, gli osservatori di cose d’Asia hanno cominciato a meditare sulla cosa ed a fare le proprie riflessioni. L’ipotesi è che non si tratti di casualità: quindi, si è alla ricerca del nesso. Il che indurrebbe a cercare motivazioni e tracce relative agli assetti nelle relazioni tra i colossi asiatici, quali India e Cina in primis. Nella fattispecie, l’ombra che si staglia dietro la decisione nepalese si ritiene possa essere proprio quella di Pechino.

La necessità di verificare lo stato delle cose relative alla attuale altezza finale del Monte Everest è dettata dal fatto che, dopo il terremoto del 2015, tra gli scienziati si ritenga che le misurazioni vadano riviste a causa di modifiche fisiche alle rocce ed all’ambiente. L’approccio degli scienziati, però, scevro dalle implicazioni politiche e diplomatiche, spesso si scontra con il contesto reale in entrambi i due settori ultimi citati, oppure – al contrario – li utilizza proprio per sanare le divisioni, come accade nelle operazioni spaziali congiunte, con scambio di informazioni, astronauti e scienziati di varia entità e specializzazione e così via, tutte cose che potrebbero essere prodrome per future alleanze o forme di risanamento di relazioni che nel tempo potrebbero essersi deteriorate.

Il Dipartimento Nazionale Nepalese per le Ricerche, però, attraverso le parole del suo Direttore Generale Ganesh Bhatta, conferma di continuare ad accettare l’appoggio sia di Cina sia di India per quel che riguarda i dati connessi con le ricerche scientifiche in questo specifico ambito ed obiettivo. Ma non si può fare a meno di notare che – oggetto della necessità ventilata dai ricercatori di ri-misurare l’altezza reale attuale del Monte Everest – è il versante sino-nepalese che corre lungo il confine tra i due Paesi.

Secondo un documento ufficiale del Ministero della Scienza e della Tecnologia Indiano, dopo il Terremoto Gorkha del 2015 che colpì duramente il Nepal, sono stati sollevati numerosi dubbi da parte della Comunità Scientifica internazionale proprio sull’altezza del Monte Everest. Il terremoto del 2015 di magnitudo 7.8 dell’aprile 2015 ha devastato la Nazione himalayana, uccidendo più di 8.000 persone e conducendo alla mobilitazione forzosa di altre diverse migliaia di persone, costrette a spostarsi in località più sicure o attrezzate.

Il Survey of India, un Istituto di ricerca vecchio 250 anni alle dipendenze del Dipartimento di Scienza e Tecnologia, aveva proposto la ri-misurazione del picco del Monte Everest proponendola come una ‘Esercitazione Scientifica Indo-Nepalese Congiunta’ da condurre quindi con il Dipartimento di Ricerca del Nepal«Ma non hanno risposto alla nostra richiesta. Ora però loro devono confermare che non sono coinvolti a favore dell’India né della Cina. Così, dovranno ri-misurare l’altezza del Monte Everest per proprio conto», ha aggiunto il General maggiore Girish KumarIstituto Generale di Sorveglianza Indiano SGI.

Kumar ha anche riferito ai media locali che una rappresentanza indiana ha partecipato ad una riunione con base a Kathmandu, dove erano presenti ricercatori e scienziati di differenti Nazioni, comprese India e Cina. Bhatta, sollecitato dai media, ha confermato che effettivamente c’era una proposta indiana di procedere alla ri-misurazione del Monte Everest «ma preferiamo fare per conto nostro», ha chiosato Bhatta. Nel momento in cui gli è stato chiesto se una proposta similare sia stata presentata anche da parte cinese, ha affermato che non ve n’è stata alcuna. Ha anche fatto notare che la Cina ha proceduto alle sue misurazioni nel 1975 e nel 2005 mentre i ricercatori indiani hanno condotto missioni scientifiche similari nel 1956.

L’Istituto Generale di Sorveglianza Indiano ha svolto misurazioni del Monte Everest anche nell’era della dominazione britannica. Il Dipartimento di Scienza e Tecnologia attraverso il suo sito web fa sapere e conferma che: «L’India è stato il primo Paese – durante il periodo della guida di George Everest dell’Istituto – ad aver ufficializzato la reale altezza ufficiale dell’Everest, cioé il picco più alto del Mondo, nel 1855», come peraltro conferma lo stesso Dipartimento di Scienza e Tecnologia sempre nel proprio sito web ufficiale. Bhatta poi conferma anche che tutti i dati relativi alla ricerca ed alla ri-misurazione del Monte Everest sono pronti e che tutto è sul punto di essere avviato, in fase di studio e ricerca, per conto proprio. Il che consentirebbe, una volta raggiunto lo scopo con successo, di dimostrare che il Nepal può farcela da solo e che la tecnologia attualmente a sua disposizione, così come quanto stanziato finora da fonte governativa è sufficiente e certamente alzerebbe la stima del Mondo nei confronti della Scienza nepalese.

Quindi, il Nepal ufficialmente la butta sul personale e ne fa una questione di stima. A livello internazionale, soprattutto nel contesto diplomatico, invece, s’avanza il dubbio relativo al ruolo cinese nell’ombra per sostenere il Nepal nell’aver preso la decisione di scostarsi dall’offerta indiana, sia per evitare dispersione di dati scientifici che – in itinere – potrebbero essere raccolti parallelamente rispetto allo scopo ufficiale. Ma anche perché la Cina preferirebbe vedere un Nepal tecnicamente e scientificamente indipendente – nella questione – piuttosto che assistere ad una ‘scelta di campo’ pro-India che potrebbe risultare uno smacco diplomatico cinese in questo frangente (le misurazioni sono lungo il confine sino-nepalese, ribadiamolo). Si ritiene che i tempi a venire (anche nel medio e breve periodo) potrebbero essere sufficienti per effettuare una valutazione migliore in questo triangolo diplomatico Cina-India-Nepal.

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