venerdì, Maggio 7

Londra, una città per ricchi Affitti e prezzi di vendita alle stelle. Poche possibilità per i cittadini con salari più bassi

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Londra – La capitale inglese è, notoriamente, tra le città più care al mondo. Il costo della vita nella capitale è decisamente più alto rispetto al resto del Regno Unito. Non a caso il living wage, il calcolo teorico del salario che i lavoratori dovrebbero percepire per avere una vita dignitosa, a Londra è 6.50 sterline. In realtà, però, questi sono solamente dei calcoli teorici e non molti datori di lavori e organizzazioni hanno seguito questi suggerimenti. Anche a Londra in molti lavorano con il minimal wage di 6.31 sterline all’ora. Nel frattempo gli affitti e i prezzi delle case continuano a crescere, e la carenza di abitazioni comporta che l’acquisto stia diventando sempre più difficile per la maggior parte della popolazione.

Secondo un recente studio, pubblicato dal Centre for London, un not‑for-profit think tank che si occupa di analizzare le sfide e i problemi della città, Londra con il suo caro vivere, sta creando una situazione insostenibile per una cospicua parte della sua popolazione. Lo studio, ‘How London fails people on modest incomes and what should be done about it, analizza la situazione di coloro che guadagnano meno della media, ma non così poco per poter avere accesso al sistema dei ‘benefit’, i sussidi che lo Stato fornisce alle fasce più bisognose. Secondo lo studio, una famiglia su cinque, ha di questi problemi e trova Londra un posto difficile dove vivere. Persone che solitamente fanno dei lavori duri ed essenziali per portare avanti la città, che si ritrovano in una spirale di privazioni, una ‘vicious trap‘ come viene definita nello studio. Con stipendi limitati e costi alle stelle, sono impossibilitati nel comprare una casa o allargare la propria famiglia. Secondo lo studio di Centre for London, ci sono solamente tre ‘boroughs’, quartieri, di Londra dove le case sono ancora potenzialmente abbordabili e questi sono Tower Hamlets, Newham and Barking and Dagenham.

Per molti è impossibile riuscire a vivere nella capitale riuscendo a mettere da parte i soldi del deposito per acquistare una casa. Il programma Help to Buy offre la possibilità ai first time buyers di mettere anche solo un deposito del 5% del valore dell’immobile. Un 5% che per chi riesce a malapena ad arrivare a fine mese a Londra sembra comunque una missione impossibile.

Shelter, una charity che si occupa di abitazioni e senzatetto, ha diffuso la notizia che i genitori nel Regno Unito, danno in media 23mila sterline per aiutare i propri figli con un deposito. Secondo la ricerca di Shelter, il 60% dei genitori del Regno Unito sono impossibilitati oggi a mettere da parte soldi per il futuro dei propri figli. «Il fatto che i genitori debbano dare così considerevoli somme di denaro per aiutare i loro figli che non possono permettersi di comprare una casa, è un altro segno che il mercato immobiliare sta andando fuori controllo», ha commentato Campbell Robb, direttore di Shelter. «Un’intera generazione di giovani lavora e risparmia duramente, ma la disperata mancanza di case abbordabili continua a lasciarli fuori dal mercato. Lo ‘sborsare’ della Banca di Mamma e Papà non può essere l’unica possibilità per la prossima generazione di comprare casa. I politici devono ridare speranze a coloro che sono rimasti fuori, costruendo le case a buon prezzo che chiedono disperatamente».

Passeggiando per le strade di Londra è facile osservare le offerte nelle vetrine di una qualsiasi agenzia immobiliare per rendersi conto che i prezzi sono alle stelle.  Poi, ovviamente, ci sono le anomalie tutte londinesi di alcuni ‘postcode’ dove i prezzi sono decisamente al di fuori della portata della stragrande maggioranza della popolazione londinese e inglese. Qualche giorno fa, il quotidiano inglese ‘The Guardian’, riportava la notizia di un annuncio di una casa nel centro di Londra, di soli 31 metri quadrati, in vendita al prezzo di quasi un milione di sterline. 950 mila pounds, per l’esattezza, equivalenti, migliaio più, migliaio meno, a 1 milione e 200 mila euro, a cui andrebbero comunque aggiunte spese di ‘stamp duty’ per circa 50 mila euro. Un mini appartamento, con letto nel soggiorno, che l’agente immobiliare suggerisce per  «uno studente straniero o un qualche socialitè, che vuole avere un indirizzo nel prestigioso e centralissimo quartiere di Mayfair».

Il Sindaco di Londra, Boris Johnson, che confida di ottenere nuovamente un posto in Parlamento alle prossime elezioni, alla conferenza del suo partito, i Conservatori, nelle scorse settimane, si è fatto portavoce della necessità di «offrire le nuove costruzioni agli inglesi e non ad oligarchi stranieri». Ma non sono chiaramente della stessa idea i costruttori di edifici abitativi, che vedono nel mercato degli immobili di lusso maggiori possibilità di guadagno.

Negli ultimi giorni si è parlato molto dell’area di Mount Pleasant, nel quartiere di Islington, in East London, ovvero un’area di circa 3.5 ettari in cui molti speravano sarebbero state costruite case con prezzi accessibili per la popolazione. Il vero problema è che non solo a Londra le case costano molto, ma non ce ne sono comunque abbastanza. Il Sindaco Johnson, è finito nuovamente nell’occhio del ciclone proprio perché ha approvato un piano della Royal Mail, recentemente privatizzata, per la costruzione di oltre 600 appartamenti in quell’area. Peccato che gli appartamenti, anche quei 98 del progetto definiti ‘affordable’, ovvero abbordabili, non lo sono proprio, con gli affitti che secondo le stime arriverebbero fino a 2.800 sterline al mese.

Quello del mercato del lusso immobiliare sembra essere davvero l’unico interesse dei costruttori della capitale inglese. Secondo gli ultimi dati, con un incremento di oltre il 25% rispetto al 2013, il 2014 ha già stabilito un record, con proprietàluxurydel valore cumulativo di 60 bilioni sterline in programma o in  costruzione nella città. Questi dati, diffusi in uno studio nei giorni scorsi, da EC Harris, un’agenzia di consulenza per infrastrutture e design, sono accompagnati anche da un’analisi di come i costruttori sembra siano preoccupati dalla mancanza di manodopera di qualità che possa terminare i progetti nei tempi stabiliti. Queste costruzioni si rivolgono spesso ad un mercato straniero, investitori dalla Russia o dal Sud est asiatico che vogliono investire nel Regno Unito. Con le proprietà di lusso a farla da padrone nel boom immobiliare, sono sempre meno i costruttori che si dedicano a Londra a strutture abitative adatte al tenore di vita ed ai salari della popolazione. Non a caso ha destato molte critiche la notizia, recentemente riportata da ‘The Guardian’ riguardante uno dei più grandi costruttori del Paese. Galliard Homes,  ha deciso di mettere delle nuove proprietà  a Londra sul mercato asiatico di Hong Kong con una settimana d’anticipo. Proprio quel tipo di case che i ‘first time buyers’, ovvero coloro che per la prima volta si affacciano al mercato immobiliare come compratori potrebbero permettersi. Piccoli ‘studio’, ovvero monolocali, o appartamenti con una camera da letto al prezzo di 180 mila sterline situati in zona West London, a distanza di circa 30 minuti dal centro cittadini con la metro.

 

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