lunedì, Ottobre 25

Londra e l'affollatissimo summit anticorruzione field_506ffbaa4a8d4

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Si è svolto a Londra il summit anticorruzione, accolto dal Premier inglese David Cameron, che ha visto riuniti i rappresentanti di 40 Paesi, della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, oltre 300 economisti di 30 paesi, per lanciare un appello ai leader mondiali affinché si metta la parola fine alla segretezza delle operazioni finanziarie, contro l’assurdità dei paradisi fiscali, per cui non vi è alcuna ragione economica che possa giustificarne l’esistenza.  L’obbiettivo principale dell’appello è quello di chiedere nuove regole globali per portare i grandi leader a fare pubblicamente resoconto delle loro attività in ciascun Paese in cui operano.

Tra i firmatari della lettere rivolta ai leader mondiali, vi sono molti economisti italiani provenienti da La Sapienza, la Bocconi, Tor Vergata all’Università di Bologna e molte altre ancora. Non sono mancati alcuni degli economisti più influenti degli ultimi anni: Angus Deaton (Premio Nobel per l’Economia nel 2015), Jeffrey Sachs, (direttore dell’’Earth Institute’ presso la Columbia University e consigliere del Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon). Tra i partecipanti al summit, anche molti docenti delle più prestigiose università del mondo come Harvard, Oxford, Sorbona. Tutti accomunati dal medesimo obbiettivo: i paradisi fiscali compromettono il corretto funzionamento dell’economia mondiale e le capacità degli Stati di raccogliere gettito fiscale. A rimetterci sono soprattutto i Paesi poveri.

Leonardo Becchetti, Professore Ordinario di Economia Politica all’Università Tor Vergata di Roma, tra i firmatari della lettera, dichiara: «Abbiamo grande fiducia che il cambiamento atteso accadrà perché i cittadini hanno detto basta a questa continua erosione di risorse che altera persino le statistiche sulla produzione, portandole verso i paradisi e riduce la torta a disposizione per salute, istruzione ed altri beni pubblici».

Roberto Barbieri, Direttore Generale di Oxfam Italia, aggiunge: «L’autorevolezza di questo appello rafforza l’operato di Oxfam, che ne ha coordinato l’azione, nell’ambito della campagna Sfida l’Ingiustizia in cui si chiede ai leader mondiali di porre fine all’era dei paradisi fiscali a livello globale. L’attuale sistema fiscale permette ai più ricchi e potenti di nascondere tesori offshore, privando i Paesi di risorse essenziali per servizi pubblici di base come sanità e istruzione. Finché i paradisi fiscali continueranno ad esistere milioni di persone sono destinate a restare povere».

(Video tratto dal canale Youtube: euronews)

 

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