domenica, Luglio 25

L’ombra lunga dell’ISIS Il fatto

0

Bangkok – Tracce della presenza ISIS s’iniziano a rinvenire anche a Bannu, città della Provincia Khyber Pakhtunkhwa, alcuni giorni dopo riscontro similare del gruppo terrorista in differenti zone del Paese. Lo Stato islamico di Iraq e Siria oltre che a Bannu ha fatto rilevare la sua presenza pure nelle aree urbane periferiche. I confini di Bannu con il Nord Waziristan e la sua zona territoriale tribale, si tratta di una zona nota anche per essere una parte di territorio nevralgica e rilevante per i talebani pachistani dove l’Esercito regolare pachistano da tempo sta conducendo la sua operazione denominata Zarb-i-Azb per scacciarli da quella fetta di territorio e dal Paese.

«Salutiamo i capi del Gruppo Daish Siriano Abu Bakkar Al Bagdadi e gli porgiamo il nostro tributo» campeggia la scritta in lingua urdu in varie parti del Distretto di Bannu. Il messaggio del piccolo gruppo noto come Awami Baghi Gruppo del Bannu Waziristan sembra confermare una segnalazione circa la minaccia con conseguente allerta del Dipartimento degli Interni del Belucistan secondo il quale il gruppo avrebbe reclutato circa 10.000 combattenti provenienti dall’agenzia tribale Kurram e dal Distretto Hangu del Khyber Pakhtunkhawa. Scritte sui muri sono state riscontrate anche nella Strada Cittadina, la Strada Cantt, lungo la Strada Dera Ismail Khan e la Strada Miran Shah a Bannu.

Tempo fa, alcune pubblicazioni ritenute essere appartenenti all’ISIS, sono state distribuite in varie zone del Peshawar e nei campi profughi afghani ma successivamente sono state rintracciate e ritirate. Il gruppo denominato Stato Islamico inizialmente ha avviato la creazione del suo network all’interno del Pakistan e dell’Afghanistan nel mese di Settembre di quest’anno attraverso l’ex detenuto a Guantanamo, Abdul Raheem Muslim Dost, il quale era stato nominato Capo del suo capitolo Khorasan (l’antico nome dell’Afghanistan, dei territori del Pakistan, dell’Iran e dell’Asia Centrale), poi ha avviato la creazione di una rete di supporto con ex jihaidisti.

Il pamphlet distribuito nella sua versione in bianco e nero nelle zone a cavallo tra Afghanistan e Pakistan ma anche in alcuni campi profughi nel Peshawar, ha funzioni di propaganda e veicola il messaggio principale della richiesta di supporto e sostegno per lo Stato Islamico affermando che il califfato ha dichiarato in parti dell’Iraq e della Siria di volersi espandere verso il Khorasan, compreso tra Pakistan, Iran, Afghanistan e Nazioni dell’Asia Centrale. Alcune fonti affermano che il volumetto sia stato distribuito dallo stesso Abdul Raheem Muslim Dost in persona. Il testo, di 12 pagine, intitolato “Fateh”(che significa “vittoria” in lingua Pashto e Dari) si afferma sia stato distribuito nei campi profughi in presso l’Afghan a Board Bazaar e nel Mercato Kharkhano di Peshawar, così come in altre parti d’Afghanistan compresa la Provincia di Herat.

Un ex detenuto presso la sede di Guantanamo e comandante chiave dei talebani afghani operative soprattutto nelle Provincie del Nuristan e Kunar, Abdul Rahim Muslim Dost, e altri comandanti militari avevano in precedenza la loro affiliazione ad Abu Bakr al-Baghdadi, il Califfo dello Stato Islamico.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->