sabato, Maggio 8

L'ombra di George Soros sulle elezioni Usa

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Nelle scorse settimane, la struttura organizzativa della campagna elettorale di Donald Trump ha dovuto gestire alcuni strani incidenti accaduti alla vigilia dei comizi che il magnate si apprestava a tenere. Verso l’inizio di marzo, una nutrito gruppo di contestatori raggiunse infatti la struttura sportiva dell’Università dell’Illinois stracolma in cui il tycoon newyorkese si apprestava a pronunciare il suo discorso. Dopo alcuni minuti di tensione, Trump decise di annullare l’evento. Lo stesso schema si è poi ripetuto nei giorni successivi a Dayton, in Ohio, dove i responsabili della sicurezza si sono visti costretti ad intervenire per bloccare un contestatore che si accingeva a salire sul palco per impedire a Trump di parlare. Le principali reti televisive statunitensi accesero immediatamente i riflettori sulla gazzarra scaturita dal contestatore, prestando particolare attenzione alle maniere rudi impiegate dal servizio d’ordine per bloccarlo.

Omisero, tuttavia, di rivelare l’identità del contestatore. Si tratta di Iliya Sheyman, ex candidato al Congresso tra le fila dei democratici che attualmente svolge l’incarico di direttore esecutivo di MoveOn.org, un’organizzazione molto attiva nel sostenere i diritti civili i cui membri hanno fieramente rivendicato l’opera di contestazione che ha determinato la cancellazione del comizio di Trump dalla pagina principale del loro sito internet. «Trump e i repubblicani che supportano lui e la sua retorica piena d’odio dovrebbero trarre le debite conclusioni da quanto è accaduto. Mi rivolgo a tutti quelli che sono scesi in strada a Chicago, ringraziandovi per esservi ribellati a questo oltraggio ai valori americani. A Donald Trump e ai repubblicani, invece, dico benvenuti alle elezioni generali», ha scritto Sheyman, avvisando in maniera non troppo indiretta Trump di aspettarsi analoghe azioni di contestazione ad ogni comizio elettorale del futuro. «Erano degli agitatori professionisti legati a Bernie Sanders», ha tuonato Trump dopo esser stato messo al corrente del fatto che da una consultazione interna a MoveOn.org era emerso che il 79% dei membri si era espresso a favore del senatore del Vermont.

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