sabato, Maggio 8

L’Olanda frena (per ora?) i populisti europei

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Quello di ieri non è stato il mercoledì della vittoria dei populisti europei, come in molti temevano. L’Olanda, con una fortissima affluenza alle urne, li ha arginati, per il momento.  E l’Europa, da Bruxelles a Parigi a Berlino a Roma, tira un sospiro di sollievo.
Il VVD (Volkspartij voor Vrijheid en Democratie, Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia), guidato dal Primo Ministro Mark Rutte, ha perso un buon numero di seggi, ma rimane il primo partito in Olanda e potrà proseguire la sua azione di governo. Il grande vincitore è GroenLinks (Gl), il partito dei Verdi; il grande perdente il partito laburista PvdA (Partij van de Arbeid, Partito del Lavoro) . Non sfonda il partito populista di estrema destra PVV (Partij voor de Vrijheid, Partito della Libertà),  del leader anti-islam e anti-Ue Geert Wilders, pur aumentando i seggi. Ottima performance del CDA (Christen-Democratisch Appèl, Appello Cristiano Democratico) e dei liberali di sinistra del D66 (Democraten 66, Democratici 66).
Forte l’affluenza alle urne con la partecipazione dell’81% degli aventi diritto  -cinque anni fa, alle ultime elezioni politiche, l’affluenza era stata del 74,6%.
I negoziati per la formazione del nuovo Governo potrebbero iniziare già oggi. Sarà un Governo di coalizione, ma partner principale del VVD non saranno più i laburisti del PvdA. La prossima coalizione avrà bisogno di quattro o più partiti, si guarda a una soluzione che veda VVD, CDA e D66, ma da soli non basteranno. Rutte alla vigilia non aveva escluso, anzi, di poter portare in coalizione i Verdi del giovane leader Jesse Klaver, grande vero vincitore del voto di ieri come ampiamente previsto dai sondaggi. Altra ipotesi è che al posto dei Verdi di GroenLinks la coalizione VVD, CDA e D66 sia completata dai piccoli partiti cristiani, la ChristenUnie (CU, Unione Cristiana) e Partito politico riformato (Staatkundig Gereformeerde Partij, SGP), definiti dagli analisti ‘tolleranti’, ‘costruttivi’, ragionevoli’.

«L’Olanda ha detto no al populismo dopo la Brexit e Trump», ha affermato il Premier Mark Rutte, che comunque ha perso un grande numero di seggi, segno che il rigore si paga caro, commentano gli analisti locali. «Grazie per questa vittoria che avete dato all’Olanda, ma anche all’Europa», ha detto Rutte ai suoi sostenitori, «adesso siamo impegnati per mantenere il Paese stabile, sicuro e caratterizzato dal benessere». Rutte ha affermato di aver ricevuto congratulazioni da vari leader europei per l’importanza del risultato a livello continentale.
«Un risultato molto deludente per il mio PvdA. Ma la grande maggioranza degli elettori ha rigettato i populisti estremisti, cosa che da speranza per il futuro», ha detto il Ministro delle Finanze e Presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem.
Soddisfatto si dice il leader populista Wilders, il suo PVV è cresciuto rispetto al 2012 e al suo rivale Rutte dice: «Non si è ancora sbarazzato di me», e: «Grazie elettori del Pvv! Abbiamo guadagnato altri seggi, primo obiettivo raggiunto!». Il suo partito è risultato primo a Maastricht, la città che ha dato il suo nome al Trattato dell’Unione europea.
Nel pieno della tempesta diplomatica tra L’Aia e Ankara per il divieto di ingresso in Olanda ai ministri turchi, sembra entrerà per la prima volta con il proprio simbolo nel Parlamento dei Paesi Bassi il partito antirazzista DENK, fondato da due turchi olandesi, Tunahan Kuzu e Selcuk Ozturk.
Forte soddisfazione in Europa. Il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, su Twitter scrive: «No #Nexit. La destra anti UE ha perso le elezioni in Olanda. Impegno comune per cambiare e rilanciare l’Unione». Il Presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, ha parlato al telefono con Rutte per congratularsi per la sua «chiara vittoria». Per Juncker è stato «un voto per l’Europa», «un voto contro gli estremisti». Con un messaggio diretto su twitter il Presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, si è congratulato con il Primo Ministro olandese per i risultati delle elezioni. «Congratulazioni!», ha scritto Tajani.

E le congratulazioni sono arrivate subito anche dagli altri due Paesi dove l’ondata populista minaccia incombere sul voto dei prossimi mesi, la Francia -il Paese dove si terrà per davvero la grande prova dei populisti europei- e la Germania.
«Congratulazioni agli olandesi per aver arginato l’ascesa dell’estrema destra. Volontà di lavorare a un’Europa più forte», ha scritto su Twitter Jean-Marc Ayrault, Ministro degli Esteri francese.
«Geert Wilders non poteva vincere le elezioni in Olanda. Sono sollevato. Ma dobbiamo continuare a combattere per un’Europa aperta e libera», ha scritto su Twitter Martin Schulz, ex Presidente del Parlamento europeo e candidato alla cancelleria tedesca per il partito socialdemocratico (Spd), come sfidante della cancelliera Angela Merkel che il 24 settembre prossimo cercherà il rinnovo dopo 12 anni in carica. Gli ha fatto eco il capo di gabinetto della cancelleria, Peter Altmeier, fedele di Merkel, che ha scritto sul social network: «Olanda, Olanda, sei un campione!», «congratulazioni per questo fantastico risultato».

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