giovedì, Ottobre 21

L’odio dei cretini e la rinascita degli intraprendenti Stiamo vivendo i giorni della 'cancellazione' che corre parallela all’odio per i ricchi. Per la 'rinascita' servirà avere idee, capacità, competenze, volontà di rischiare i propri soldi

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Si parla molto, e troppo anche, in questi giorni, delle ricchezze di alcuni nababbi per lo più americani. Premetto che fa un po’ impressione che si dimentichino quelli che fino a qualche tempo fa erano indicati da tutti come i veri nababbi: gli sceicchi del petrolio in particolare.
Non voglio certamente dire che sia merito delle attività di lobby di Matteo Renzi, ma certo la cosa mi sorprende, da un lato, dall’altro mi fa piacere. Mi sorprende perché gli sceicchi del petrolio (uso il termine in senso molto lato) sono, almeno da certi punti di vista, la quintessenza della ricchezza enorme e enormemente immeritata. Gente che sta seduta, non per suo merito, su pozzi di petrolio immensi, e che in certi momenti ha tenuto per la gola il mondo intero, e ora vive dei soldi ‘guadagnati’ pompando petrolio, anzi, facendosi pagare dalle aziende capaci di farlo per pomparlo. Se dovessi dire il perché, francamente non saprei dirlo, ma forse è il fatto che sentiamo ancora quei satrapi lontani da noi, in un altro mondo, in un mondo che in qualche modo sogniamo e che, perciò, ci sembra annebbiato, sognante e molto fantastico … chi non sogna Sherazade? Non è così, anzi. Il mondo di quei satrapi, è un mondo di violenze estreme ed estremizzate. Basterebbe pensare alla lordura della ‘guerra’ di Israele contro il popolo palestinese, ma poi ai massacri in Yemen, alla guerra selvaggia in Siria e ai confini con la Turchia della Siria e dell’Iraq ad opera di Recep Tayyip Erdogan e compagni contro i curdi, dopo avere massacrato gli armeni (che schifo, a proposito, la ridicola dichiarazione di Joe Biden in merito, mentre intanto i turchi continuano a massacrare i curdi che hanno sconfitto l’ISIS!), ma anche, perché non dirlo, alla povertà di tanti di fronte alla straordinaria ricchezza dei satrapi, e al modo, per esempio, in cui sono trattate le donne.
Ma tant’è, lascio ai sociologi un approfondimento. Io dico solo che mi fa però piacere perché ora glistralidegli anti-ricchi sono rivolti ad altrisatrapi‘: Jeff Bezos, Bill Gates, George Soros e via via i molti altri.

Mi fa piacere, dico, perché al di là della superficialità bambinesca con cui si trattano quei temi e quelle persone, specie negli ambienti stellini, si parla di gente che -mi dispiace per gli stellini- sono ricchi, non satrapi, e sono odiati proprio per questo, perché sono ricchi e non satrapi. E infatti vengono attaccati quotidianamente: è di questi giorni la ‘notizia’ (ovviamente ridicola) che Bill Gates avrebbe lasciato la Microsoft perché aveva fatto proposte osè o altro ad una segretaria.
La mia impressione, infatti, è che costoro che oggi sono sempre più odiati, lo sono in maniera analoga a come sono odiati Wolfgang Amadeus Mozart o Biancaneve o Cristoforo Colombo, ecc. Questa moda dellacancellazione‘ (Cancel Culture), a me sembra corra parallela a quella dell’odio per i ricchi. Intanto perché è odio.

Scusate, ma se non è odio, cosa è mai l’odio per un genio come Mozart? morto povero in canna, dimenticato da tutti. Se non è odio, cosa è mai l’odio verso una fiaba dolce, forse allusiva, ma leggera, perfinoeducativacome, che so, Biancaneve o La principessa sul pisello? Vogliamo dire che ‘rappresentano’ una mentalità? Ma certo!, sarebbe meglio dire cultura (che è ben altra cosa, ma cosa ne sanno i cancellatori di cultura), ma è la cultura dell’epoca in cui sono state create quelle cose, che, nel bene o nel male, hanno fatto progredire l’umanità e che ci permettono di esistere come siamo oggi. Certo, oggi nessuno si sognerebbe di dire (beh, diciamo non troppi si sognerebbero di dire) che lo schiavismo è una bella cosa, ma ben pochi sarebbero così cretini da cancellare la cultura e la tradizione sociale greca o romana (beh, sì, forse qualche anglo-americano sì … e non solo come insegna ‘Zoro’), che sullo schiavismo sono state fondate e grazie allo schiavismo sono cresciute, e quindi grazie allo schiavismo ci siamo noi oggi, con quello che abbiamo noi oggi.
Bisognerebbe -voglio dire e so di dire una cosa quasi incomprensibile- imparare a distinguere tra odio e critica. La critica è un esercizio utile e produttivo, l’odio è da cretini … certo i cretini abbondano.

Ma questo odio è cretino perché non tiene conto della realtà, ma nemmeno degli interessi. Certo Bezos e Gates sono diventati ricchi anche perché hanno accarezzato (magari solo con un complimento, perché ormai a questo stiamo!) un paio di segretarie, ma principalmente -leggete bene, principalmente- perché hanno lavorato come diavoli e con intelligenza e fantasia. Hanno costruito qualcosa … Ma poi, mi pare di sentire dire, hanno cercato di impedire ad altri di fare lo stesso. E certo! e che ci si aspettava? Se altri non ci sono riusciti lacolpaè la loro, degli sconfitti quasi.

Quasi. Vediamo di capirci.
Intanto perché se loro l’hanno pensata, una cosa, e l’hanno fatta, altri che l’hanno anche loro pensata (o l’hanno copiata) non ci sono riusciti come loro. E questo è ‘colpa’ di Gates o Bezos o è colpa (senza virgolette) di chi non ci è riuscito? Amazon è un gigante impressionante, ma perché eBay no? Sono imbattibili? No! Prova ne sia che in questo momento i colossi come Netflix, Sky, ecc., sono di fronte ad un attacco frontale di Discovery Channel. Quindi, voglio dire, opporsi si può, e talvolta si può anche vincere. Vedremo. Questo è il bello della vita: trovare sempre la mamma a casa con gli spaghetti pronti e già avvoltolati sulla forchetta … che palle!
Ma, appunto, quel quasi va spiegato ancora. Perché quando si fanno certi discorsi, l’unica cosa che non si può mai dimenticare è che l’interesse generale non è che non vi siano Bezos e Gates, ma che costoro, lavorando, paghino le tasse, tutte le tasse, dovunque dovute, e paghino giustamente il lavoro, tutto il lavoro, dovunque prestato.
Ora, per carità, se Amazon appartenesse a San Francesco, il problema non si porrebbe, ma visto che non è così, che ci stanno a fare i governi? Sono stati inventati apposta. Ma, mi pare di sentire, sono veduti i governi, ma siamo noi singoli cittadini che li eleggiamo. Se andiamo a vedere bene, molte cose non si fanno perché qualcuno, nel suo piccolo squallido interesse personale, non fa nulla per mettere la situazione sotto controllo. Se Amazon non paga le tasse in Italia è perché riesce a trovare un Paese come l’Olanda che gli permette di pagare di meno. Solo per dire, certo con molta superficialità, che non è colpa di Bezos se in Olanda cercano di scippare un po’ di soldi agli altri: se l’UE potesse fare l’UE, le tasse sarebbero uguali ovunque e Bezos, per dirla da osteria, ‘si attaccherebbe’.

Ma poi c’è un altro problema. Nessuno riesce a battere Bezos o gli altri suoi simili. Ebbene, anche qui, i governi ci sono proprio per quello. Ma i governi non bastano, qui non bastano più. Lo scaricabarile è finito, siamo al fondo.
Qui si tratta di noi, noi tutti: si tratta di avere idee, capacità, competenze, volontà di rischiare i propri soldi, non quelli della collettività. E poi, certo, una mano dai governi, ma una mano! Lo dico perché molto mi preoccupa il piano che io non per caso chiamo sempre dirinascita‘. Perchè quella parola incomprensibile messa lì da un burocrate scemo che l’ha trovata su Google (Gates, però!) è, se me lo permettete, una sorta di rimozione inconscia di sé stessi. Cos’è il burocrate? Si dice spesso sia un muro di gomma, che assorbe tutto. E resilienza vuol dire questo e, però, anche la conseguenza: la parete di gomma, assorbe e poi … respinge, insomma reagisce, insomma agisce.
E qui, come dico, ma mi fermo non essendo né un economista né un sociologo, ma se il piano sarà solo finanziamento dello Stato per fare lavori, assumendo perciò qualcuno, avrà qualche successo, ma lascerà (e questa volta definitivamente) l’Europa in un angolo, l’angolo della serie B. Se invece stimolerà l’iniziativa, la fantasia, l’innovazione vera, cioè la cultura, potrà essere non la salvezza, ma la rivincita dell’Europa, larinascita‘, lo ripeto ancora.
Ma la domanda è dolente: abbiamo noi un ceto imprenditoriale capace di farlo? Carlo Bonomi vi sembra il tipo? Abbiamo noi giovani e vecchi cittadini pronti a lottare e a combattere per la cultura e nella cultura del progresso e della rinascita?
Vi confesso, con dolore bruciante: temo di no. Forse di Biancaneve ci preoccuperemo, ma di rinascita …

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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