lunedì, Giugno 14

‘L’Occidente è responsabile del terrorismo in Africa’

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Kampala – Dal 2010 vari Paesi africani sono sconvolti dalla minaccia terroristica internazionale di matrice islamica. Prima Al-Qaeda e ora ISIL-DAESH. L’estremismo islamico è un concetto alieno alle culture del Continente, comprese quelle del Nord Africa eppure si sta sviluppando a macchia d’olio creando tragedie, guerre civili e causando migliaia di vittime tra i civili. Le potenze occidentali, in prima fila Stati Uniti e Francia, affermano di essere al fianco dei governi africani nella lotta contro il terrorismo. Forniscono armi, sostegno politico, finanziario, esperti militari e truppe per rendere efficaci gli interventi contro questa minaccia planetaria. Eppure la lista dei Paesi africani sconvolti dal terrorismo aumenta: Egitto, Libia, Mali, Kenya, Nigeria, Somalia. Ad essa si aggiungono altri Paesi minacciati e future tragedie: Burkina Faso, Ciad, Camerun. Anche in Paesi completamente estranei alla cultura islamica come il Rwanda si scoprono cellule terroristiche affiliate al ISISL DAESH. I gruppi terroristici proliferano e prosperano. Da Al-Qaeda Magreb a Boko Haram. Da Al-Shabaab al DAESH Libia. Un universo di gruppi islamici combattenti prolifera nel devastato Mali rendendo spesso difficile riconoscerne identità e obiettivi.

Contemporaneamente al proliferare del terrorismo si stanno facendo strada dubbi che il fenomeno non sia del tutto casuale ma appartenente ad una precisa strategia di destabilizzazione portata avanti da potenze occidentali per mantenere il controllo delle materie prime ed impedire l’indipendenza politica economica che il Continente sta tentando di realizzare assieme al aiuto di potenze emergenti quali Russia e Cina. Questa politica del caos trova conferma in vari episodi apparentemente isolati ma collegati da un orribile quanto occulto filo logico. Armi francesi finite in mano a Boko Haram, sostegno di ribellioni islamiche in Centrafrica, tentativi di destabilizzazione in Burkina Faso, Ciad, Camerun e Niger attuati tramite il sostegno di formazioni estremistiche islamiche da parte di potenze occidentali o delle logiche imperialistiche delle monarchie feudali che regnano nella penisola arabica, annoverate tra i principali sponsor del terrore planetario.

Indizi e accuse che stanno emergendo con forza nonostante il complice e sistematico silenzio adottato dai principali media internazionali che continuano a dipingere il terrorismo islamico come una diretta e logica conseguenza della religione musulmana e le potenze occidentali come baluardi della civiltà, democrazia e sviluppo umano minacciati dal Islam nonostante che i principali teatri di guerra del terrorismo siano nei paesi arabi e la maggioranza delle vittime dei musulmani. Le prove a disposizione e i riscontri pratici sul terreno di teorie (frettolosamente liquidate come teorie del complotto) stanno prendendo forza tra l’opinione pubblica anche in Paesi storicamente assoggettati dal controllo della propaganda di Stato, quali gli Stati Uniti.

Nel silenzio totale dei media occidentali il 27 gennaio scorso il Congresso Americano ha ascoltato Padre Stan Chu Ilo, professore presso il Centro Mondiale del Cattolicesimo e della Cultura Teologica presso l’Università di DePaul a Chicago. Padre Chu llo, fondatore della congregazione Samaritani Canadesi per l’Africa ed editore di vari saggi religiosi, politici, giustizia sociale e tematiche africane presso il Centro Africano di Studi Cristiani, ha esposto al Congresso una accurata denuncia delle interferenze occidentali nel fenomeno islamico terrorista in Africa. Padre Chu llo non usa metafore ma un linguaggio diretto e accusatorio: ‘L’occidente è responsabile della diffusione del terrorismo in Africa’. Una denuncia che non è stata considerata frutto di estremismo politico ma presa in considerazione all’interno degli spazi democratici di una potenza occidentale che, agonizzante sul piano economico, tenta di mantenere la sua egemonia mondiale tramite guerre e strategie eversive. Il suo intervento: ‘West to blame for terrorism in Africa’ è stato pubblicato sul Blog ufficiale del Congresso Americano The Hill, segno evidente che la parte sana e democratica degli Stati Uniti sta prendendo coscienza delle azioni del suo proprio governo sempre più discutibili e sempre più vicine ad atti criminali.

Il discorso al Congress di Padre Chu llo rappresenta una forte presa di posizione rientrante nelle dinamiche che stanno avvenendo all’interno della Chiesa Cattolica e del Vaticano che puntano ad una seria riflessione sul ruolo giocato fino ad ora dalla gerarchia cattolica in Africa. Un ruolo spesso tristemente abbinato a dittatori e tragedie collettive, tra le quali l’Olocausto in Rwanda del 1994. Una riflessione che tende a sostituire vecchie ideologie e convinzioni proprie dell’opera missionaria al sevizio del colonialismo con una chiesa vicina al popolo e degna rappresentante del messaggio evangelico originario, di cui il nuovo corso di Papa Francesco è la rappresentazione più mediatica e forse meno genuina.  Riportiamo di seguito il testo integrale del intervento di Padre Stan Chu llo teso a sensibilizzare i Congressmen, i padri della democrazia americana, anch’essa bisognosa di ripristinare il valori morali che diedero vita alla primo esperimento democratico multi razziale e multi etnico del mondo moderno.

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