domenica, Ottobre 24

Lo strano caso delle Malvinas

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Ovvio pensare come queste risorse siano ambite dal governo argentino che tuttavia intende avviare un nuovo ciclo nelle relazioni con Londra. Macri, presidente della Repubblica Argentina, intende porre fine all’atteggiamento aggressivo fino ad oggi sviluppato dalla Casa Rosada su tale tema. Se fino ad oggi la politica kirchnerista aveva agito di fatto con un vero e proprio isolamento dei territori malvinensi, Macrì è ben propenso a riallacciare rapporti amichevoli con gli abitanti delle isole: collegamenti aeroportuali, accesso alle strutture ospedaliere nazionali e alle strutture scolastiche senza dover fare affidamento solo e soltanto sul Regno Unito. Un’apertura che risolverebbe non pochi problemi ai kelpers (gli abitanti delle isole) e che riporterebbe Buenos Aires ad un dialogo più pacato con Londra. Tuttavia, al fronte di quanto oggi scoperto nei fondali dell’arcipelago, difficilmente la Gran Bretagna rinuncerà alla propria supremazia territoriale, ma nonostante ciò Macri non può privarsi nella sua diplomazia di tale argomentazione. Infatti, come espressamente detto da Susana Malcorra, cancelliera argentina, pur condividendo l’80% della politica del Regno Unito resta un disaccordo del 20% che è proprio contraddistinto dalla questione delle Malvinas. Ma ad abbassare i toni del contenzioso è lo stesso ambasciatore inglese in Argentina, John Freeman, che sottolinea come i rapporti tra i due paesi siano notevolmente cambiati con l’ascesa alla presidenza di Macri e pertanto si può parlare del ripristino di un dialogo collaborativo.

Sarà un nuovo corso fatto di una maggiore armonia sicuramente, ma Macri deve stare molto attento a non porgere troppo il fianco al nuovo alleato europeo. In gioco c’è la sua stessa popolarità e legittimità dato che la questione trattata a livello popolare va ben oltre il ragionamento economico-strategico e consolida le proprie radici nell’orgoglio nazionale. Le Malvinas sono l’immagine del colonialismo, dell’invasione territoriale e che quindi hanno la straordinaria capacità di far rivivere nell’immaginario collettivo l’orgoglio e l’unità nazionalista. Leva sociale e culturale che voleva essere al centro della strategia di legittimazione politica della dittatura di Galtieri e che proprio per la sua importanza ha finito con il rappresentare il punto di vera rottura con il popolo. Un tema che ha vissuto nuovo ardore con l’atteggiamento aggressivo di Cristina Kirchner e che perciò non può essere troppo ridimensionato dall’attuale governo. In gioco non vi sono solo importanti risorse energetiche per l’economia argentina, bensì il favore di un popolo che può si accettare, seppur mal volentieri, le politiche neoliberali e austere di Macri, ma non potrà mai permettere al suo governo di abbandonare il sogno di riappropriarsi delle isole che oggi si chiamano Falkland, ma che in realtà sono le Malvinas.

 

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