mercoledì, Aprile 14

Lo spionaggio economico delle superpotenze

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Da sempre il vantaggio informativo e quello economico permettono alle Nazioni in guerra di avere un potere tale da imporsi sugli altri. I paesi economicamente più forti, come America e Cina, spesso non percorrono una via legale per ottenere questa superiorità. Lo spionaggio industriale, e di conseguenza quello economico, è una pratica diffusa e molto temuta che può portare gravi danni all’economia dei Paesi avversari.

Nel 1999, per esempio, la creazione, da parte della CIA, di un fondo d’investimento per le nuove tecnologie In-Q-Tel permette all’agenzia e ai servizi segreti americani di conservare un certo vantaggio economico sui concorrenti stranieri. La CIA, però, non è l’unica agenzia di sicurezza americana a occuparsi di questioni economiche. Nel dicembre 2000 gli Stati Uniti hanno creato il National Counter-intelligence Executive (NCIE), la cui missione è di sostenere tutte le infrastrutture di controspionaggio statunitensi e di sensibilizzare le imprese nei confronti delle nuove minacce derivate dallo spionaggio economico. L’NCIE pubblica regolarmente dei rapporti sullo stato di queste minacce, in cui descrive le principali tecniche utilizzate per sottrarre le informazioni a un’impresa e mette in guardia gli attori privati sui Paesi che potrebbero voler recuperare tali informazioni.

Nel rapporto del 2007 sono elencati numerosi casi di spionaggio economico condotti in particolare dalla Cina e dall’Iran, nemici giurati, al tempo, degli Stati Uniti. Questi due attori internazionali sono ben consapevoli che ottenendo informazioni altamente riservate sull’economia americana o sul suo stato di salute, farebbero guadagnare ai rispettivi Paesi cifre considerevoli.

Naturalmente il settore militare è quello maggiormente toccato dallo spionaggio economico, seguito dal settore delle tecnologie laser e ottiche, dall’aeronautica e dai materiali.
I nuovi metodi per raccogliere informazioni sensibili si sono evoluti con l’avvento di internet e del suo sempre maggior coinvolgimento nella gestione aziendale, i grandi server delle aziende sono la parte più vulnerabile. Uno dei rapporti più importanti e discussi dell’NCIE è quello dove si espone la stretta dipendenza degli Stati Uniti dai software fabbricati all’estero, una minaccia che rischia di mettere in ginocchio la loro economia. Gli stessi telefoni cellulari, che all’apparenza sembrano innocui, sono un veicolo importante di informazioni. Le fotocamere, potrebbero essere usate per catturare informazioni durante le visite nelle aziende o nei grandi meeting professionali o scientifici. Con il sempre pià largo utilizzo di smartphone avanzatissimi nessuno potrebbe destare sospetti se sorpreso a giocare con il cellulare o a scattare una foto a qualche collega.

Joel F. Brenner, ex direttore dell’NCIE, si dichiara cosciente dei limiti della protezione dell’informazione nell’attuale era digitale, la vera sfida, infatti, non è più quella di proteggere eternamente l’informazione, ma di anticiparne la diffusione.

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