mercoledì, Dicembre 8

‘Lo spionaggio aziendale’: il pericolo del post – coronavirus IESE Business School e Società Italiana di Intelligence insieme per realizzare quello che appare come un manuale di sopravvivenza aziendale, per avere consapevolezza di un problema “troppo spesso ignorato dalla classe dirigente italiana”

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Tra i rischi che il post – coronavirus Covid-19 riserva vi è lo spionaggio aziendale. La Società Italiana di Intelligence, diretta da professor Mario Caligiuri, che tanto lavoro di analisi e di studio predittivo sta conducendo (molti lavori pubblicati anche da noi di ‘L’Indro’, e altri ne seguiranno a partire da domani) su la ‘normalità’ nuova che ci attende, anche in questo caso ci ha visto lungo, e si è messa al lavoro con il prestigioso IESE Business School (la prima business school al mondo nel ranking del ‘Financial Times’ per la formazione di alti dirigenti d’azienda), e con il professor Antonino Vaccaro, alla guida del Center for Business in Society di IESE, ha realizzato quello che è il primo sforzo collaborativo tra le due centrali: il volume ‘Lo spionaggio aziendale’, a firma di Antonino Vaccaro, pubblicato per i tipi di Rubbettino Editore.

Un tema, quello dello spionaggio aziendale, che, secondo Vaccaro e Caligiuri, è “troppo spesso ignorato dalla classe dirigente italiana”. Un raro libro che combina la puntualità ed il rigore scientifico alla praticità di chi ha toccato con mano, in contesti giudiziari ed investigativi, questa variegata e complessa realtà del sistema economico-sociale.

La tesi di fondo, ben corroborata da solida evidenza empirica, è che tale attività sia ben più pervasiva nel sistema socio-economico di quanto pensi la gente comune e gran parte della comunità manageriale italiana.

All’interno di un contesto globale sempre più complesso e turbolento, l’Italia risulta essere, dati statistici alla mano, un Paese fortemente esposto allo spionaggio aziendale, sebbene le informazioni condivise con il pubblico, provenienti dal settore privato e governativo, sono sempre limitate, frammentarie e spesso fuorvianti.

Citando un estratto dell’introduzione: «Scopriremo che la minaccia dello spionaggio aziendale è asimmetrica, che molto spesso il nemico non indossa uniformi, che l’ideologia dominante segue obiettivi più o meno specifici di benessere e potere, che le dimensioni del rischio circolano attraverso spazi immateriali difficili da interpretare e che, paradossalmente, persino un ragazzino di 13 anni, con un po’ d’ingegno informatico e intraprendenza, può diventare una pericolosa minaccia per una grande multinazionale, od un intero settore industriale».

L’evidenza empirica del libro è basata sull’attività scientifica e forense dell’autore, che si occupa di tali questioni da oltre 20 anni, il quale ha creato, nel corso del tempo, un imponente archivio che include sentenze, interviste a funzionari di organismi di intelligence governativa, esperti di sicurezza aziendale, individui ed organizzazioni vittime di attività di spionaggio, investigatori privati, etc.

Il libro presenta anche indicazioni statistico-quantitative sui principali trend dello spionaggio industriale in Italia, Europa e nel resto del mondo, documentazione forzatamente declassificata a seguito degli scandali di ‘WikiLeaks’, estratti di sentenze su casi considerati rilevanti dagli addetti ai lavori, ma sconosciuti al largo pubblico, etc.

Gli elementi di novità di questo lavoro sono molteplici.
Il primo riguarda la prospettiva proposta dall’Autore, che è chiaramente di impostazione aziendale-organizzativa, di grande interesse, quindi, per dirigenti d’azienda, membri di consigli di amministrazione, responsabili della sicurezza e compliance di medie e grandi imprese. Il volume presenta e discute dettagliatamente una cinquantina di casi, evidenziando fattori culturali, organizzativi, tecnologici, socio-economici che possono favorire l’acquisizione illegittima ed illegale di informazioni privilegiate.

Un secondo punto di novità riguarda la metodologia di ricerca che combina approfondite analisi di casi di studio, con metodologie perfezionate dall’Autore in contesti scientifici(per esempio i metodi abduttivi di analisi dei dati per analisi forensi), con analisi statistico-quantitative dei fenomeni.
Il risultato è una solida e discorsiva analisi del fenomeno che affianca continuamente la puntuale quantificazione dei fenomeni a livello nazionale, europeo e mondiale, con la caratterizzazione dettagliata di micro-fenomeni di natura psicologica, organizzativa e socioculturale.

Non sono pochi gli elementi assolutamente innovativi della trattazione del professor Vaccaro in questo contesto. Val la pena citare almeno, la meticolosa attenzione ai fenomeni di distorsione cognitiva, sconosciuti da gran parte della comunità manageriale italiana, la puntuale analisi dell’impatto delle nuove tecnologie sulla condivisione incontrollata di informazioni personali e organizzative, il ruolo sempre crescente degli Governi Nazionali nella competizione industriale globale, etc.

Il terzo punto di novità che val la pena menzionare riguarda le fonti. Il libro va ben oltre l’analisi e la citazione di documenti di disponibilità al grande pubblico. Il lettore troverà invece decine di casi sconosciuti, assai interessanti per chi vuole approfondire questi temi, che includono attività illecite condotte da professionisti dell’intelligence, manager infedeli, segretarie sbadate, imprese concorrenti, agenzie di intelligence private e governative, etc.

248 pagine che escono in libreria al momento giusto, quasi un manuale di sopravvivenza aziendale per gli anni che ci attendono, anni durante i quali le crisi si mischieranno alle opportunità, anche molto grandi, ma che per orientarsi servirà, rubando il titolo all’introduzione del professor Caligiuri, ‘consapevolezza’ dei rischi, l’arma, l’unica di difesa.

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