mercoledì, Giugno 23

Lo spettro della corruzione preoccupa gli spagnoli il dilagare del fenomeno delude gli elettori

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 I continui sospetti e indizi di corruzione diffusi dai media ogni giorno, se da una parte creano una sorta di assuefazione nella popolazione, dall’altra, invece, hanno innescato una serie di conseguenze più o meno visibili. Fra le principali c’è il distanziamento della cittadinanza dalle istituzioni. Nelle ultime elezioni, infatti, le percentuali di voti dei principali partiti, PP e PSOE, hanno subito un brusco calo a favore di nuove formazioni politiche. “La Spagna sta vivendo una situazione economica molto dura in cui la gente viene sfrattata dalla propria casa perché non può pagare l’ipoteca, ci sono persone che non hanno i mezzi sufficienti per poter vivere degnamente e il tasso di disoccupazione è molto alto. In un contesto così grave, i casi di corruzione hanno portato la gente a non sentirsi rappresentata dalle istituzioni”, spiega Bosch.

 A livello economico, invece, i danni alle risorse del paese sono incalcolabili secondo Bosch: “La corruzione sottrae moltissimo denaro pubblico alla società. Il budget che si dovrebbe destinare alla contrattazione di servizi pubblici viene incrementato in maniera artificiale, con una serie di sovrapprezzi. La differenza fra il prezzo reale e il prezzo accordato è la differenza che resta ai corrotti. Tutto ciò sta danneggiando enormemente i servizi pubblici, sta lasciando la società con meno risorse e, inoltre, i partiti politici che si beneficiano della corruzione, deteriorando l’uguaglianza di opportunità di presentarsi alle elezioni perché hanno maggiori risorse economiche”.

 Molti partiti, durante la campagna elettorale, hanno espresso la loro intenzione di lottare contro la corruzione. In attesa dell’eventuale adempimento delle promesse elettorali, i cittadini e molte associazioni richiedono a gran voce soluzioni rapide. “La Spagna è il fanalino di coda in quanto a numero di giudici per abitante. I corrotti hanno più mezzi a disposizione per evitare l’azione della Giustizia rispetto a quelli che hanno i tribunali per perseguirli. Hanno molte risorse e strumenti per far sparire il denaro e inviarlo a paradisi fiscali e si circondano di esperti in ingegneria finanziaria e in materia di contabilità. Nonostante in Spagna ci siano condanne e ingressi in prigione, i processi sono lunghi e dovrebbero essere più corti per far sì che la corruzione possa essere giudicata in tempi ragionevoli. Tuttavia, le decisioni politiche non hanno voluto dotare i tribunali di risorse sufficienti”, spiega Bosch, “In Spagna è stato molto facile essere corrotti o corrompere. Per questo, noi chiediamo di riformare la legge per prevenire i delitti di corruzione e garantire l’indipendenza dei controlli interni ed esterni. Ai corrotti ciò che fa più paura è che possano essere condannati e andare in prigione. Se ciò non avviene, aumenta sempre più la sensazione di impunità. Le pene, inoltre, dovrebbero essere proporzionali alla gravità del danno che si causa alla società. In generale, in Spagna tutti i delitti legati alla povertà e alla piccola delinquenza hanno pene molto elevate mentre quelle per corruzione sono molto lievi”.

Se da una parte è necessario dare gli strumenti adeguati ai tribunali per perseguire la corruzione, dall’altra è di fondamentale importanza la prevenzione. “Mi sembra molto importante la fase della prevenzione, che è quella dell’educazione. La soluzione non è solamente quella dei processi, che spesso durano molto tempo. L’educazione nelle scuole è fondamentale. La maggior parte dei cittadini che stanno criticando il corrotto di turno se possono, evitano ad esempio di pagare l’IVA. Non credo che la corruzione sia una prerogativa dei paesi mediterranei, credo piuttosto che sia legata al sistema educativo. Nel caso dei paesi nordici, ad esempio, la corruzione è mal vista, mentre qui alcuna gente si vanta di questi inganni. È necessario quindi esigere, soprattutto alle persone che occupano posti di responsabilità, un comportamento onorabile ed esemplare. È inutile, infatti, avere un buon sistema di controllo se poi le persone che controllano non sono quelle adeguate. È una questione di volontà”, afferma Elena Vicente.

 

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