venerdì, Ottobre 22

Lo spettacolo della politica

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Esattamente un ‘effetto trainante’ che la politica italiana ha sperimentato per la prima volta all’inizio degli Anni ’50 del secolo scorso con lo slogan di un noto cantante dell’epoca che risuonava nelle vie di una piccola ma celebre cittadina laziale «Per un reale sviluppo economico di Ariccia, votate per Teddy Reno». La carriera del personaggio musicale prese poi un’altra strada, ma è importante notare che un cantante avesse avuto l’ardire di intraprendere i primi passi di una nuova professione in un momento storico in cui la politica assumeva un atteggiamento del tutto estraneo alle glitterate feste delle celebrità e faceva sfoggio, al contrario, di un rigore ineccepibile cercando di mantenersi su un piano culturale e valoriale estremamente diverso da quello degli show televisivi.

La vera contaminazione, che ha in seno i germogli di quello che sarà poi l’infotainment degli Anni ’90, si registra all’alba degli ultimi decenni del 1900 quando vengono a verificarsi due circostanze diverse ma perfettamente compatibili: la graduale perdita di credibilità dei partiti italiani, culminata con l’inchiesta ‘Mani Pulite’ e la conseguente nascita della II Repubblica, e la perdita del monopolio radiotelevisivo della Rai. L’arrivo di nuovi competitori sul mercato delle frequenze, quali Telemilano 58 e Telepiù, ha obbligato tutti gli attori ad aprirsi alle dinamiche della pubblicità con un impatto sulla società e sulla politica inedito. Le parole della Direttrice confermano l’importanza di questo passaggio storico: “Certamente, il fatto che in quegli anni non ci sia soltanto la televisione di Stato, ma arrivino anche le televisioni commerciali e quindi anche la Rai si apra ad un’abbondanza di pubblicità, spinge verso questo tipo di contaminazioni, perché naturalmente il prodotto va venduto in una sorta di gara fra emittenti, quindi ognuno, compresa la Rai, deve offrire al pubblico qualcosa di spettacolare a prescindere dai contenuti e dagli argomenti. In realtà questi ‘contatti’ avevano già fatto la loro comparsa qualche tempo prima, ma non erano contaminazioni di sistema bensì sporadici, occasionali; da quel momento possiamo invece dire che diventano sistemici. Questo è un aspetto da evidenziare, ed è vero che sono le televisioni commerciali che hanno portato la televisione di Stato a dover offrire un contenuto ibridato”. Inoltre, la crisi dell’autorevolezza che colpisce la politica in generale e i partiti in particolare dà il via ad una sfilata di ‘illustri candidati’ nel tentativo di ricongiungere i cittadini alle istituzioni pubbliche attraverso lo charme di cui godono i Vip: il risultato di questa manovra è consegnato alla storia. Appare doveroso rimembrare alcuni celeberrimi nomi che hanno prestato la loro persona alla causa di altrettanti partiti: Ettore Scola per il PCI, Tinto Brass per i Radicali, Renato Pozzetto nelle file del defunto Partito Repubblicano e come dimenticare Gerry Scotti o Cicciolina, al secolo Ilona Staller.

Tale contaminazione raggiunge l’apice dell’associazione simbiotica con la comparsa sulla scena politica di un personaggio che è l’emblema della combinazione fra l’uomo politico, l’imprenditore e l’uomo comunicatore, di spettacolo: Silvio Berlusconi. La sua ‘scesa in campo’ è stata coadiuvata soprattutto dalla pubblicità e dal potere mediatico di cui dispone(va) e la sua longevità politica è la dimostrazione che lo spettacolo e le dinamiche politiche sono già da tempo l’una la linfa vitale dell’altra, l’una il rifugio dell’altra.

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