mercoledì, Dicembre 1

Lo Spazio? Una questione economica field_506ffbaa4a8d4

0
1 2


Kennedy nella sua breve vita politica non disse “I have a dream”. Lui non faceva promesse ma individuava gli obiettivi e chiedeva agli americani di metterci il loro per ottenerli. Il presidente degli Stati Uniti cercò un progetto che catturasse l’immaginazione collettiva e il Programma Apollo raggiungeva molti di questi obiettivi e riuscì a sconfiggere le argomentazioni dei politici di sinistra che erano favorevoli ai programmi sociali e di destra che invece preferivano un progetto più militare.

Dopo Luna, fu la volta di Saturno, il sesto pianeta del sistema solare in ordine di distanza dal Sole ed il secondo pianeta più massiccio dopo Giove. La sua attrattiva furono quegli anelli che gli ruotano attorno, milioni di piccoli oggetti, della grandezza che varia dal micrometro al metro, orbitanti attorno al suo piano equatoriale e organizzati in un anello piatto a circa 6.600 km. Su Saturno la Nasa inviò la sonda Cassini-Huygens, la missione robotica interplanetaria composta dall’orbiter dell’ente americano e un lander dell’Esa con una grossa antenna realizzata dall’industria italiana per conto dell’Agenzia Spaziale Italiana. Fu una missione di successo che consolidò la strada della collaborazione intercontinentale e della condivisione di molte tecnologie industriali e scientifiche. Un’operazione importante, necessaria a tener caldi i motori e a ribadire che l’unica possibilità di esplorare lo spazio è quella della collaborazione.

E sulla condivisione delle attività spaziali merita una riflessione la missione europea ExoMars, che porta l’Europa su Marte a caccia di vita: il razzo Proton che trasporta la sonda e il modulo di atterraggio è stato lanciato dalla base russa di Bajkonur ne Kazakhstan. Quella appena partita è la prima fase della missione ExoMars, mentre la seconda fase è prevista nella prossima opposizione astrale –e quando saranno disponibili tutti i fondi necessari!- e dovrà portare sulla superficie marziana un rover equipaggiato con un trapano di tecnologia italiana che perforerà il suolo fino a due metri di profondità.

Si tratta indubbiamente di programmi di estrema ambizione che necessitano di forti investimenti e di una coesione quanto più alta. Probabilmente Marte non sarà il prossimo mondo su cui trasferire un po’ della razza umana: le condizioni di vita del nostro pianeta sono irriproducibili nel sistema solare in cui orbita la Terra e gli altri pianeti. Tuttavia una discesa umana su Marte – estremamente lontana al momento – può servire per studiare meglio la conformazione dell’universo e potrà essere una importante piattaforma per missioni verso spazi più lontani. Ma anche,l’uomo o il robot su Marte e sugli asteroidi poco lontani potrebbero rappresentare una risorsa inesauribile di nuovi materiali per una Terra sempre più affamata di materie prime e più che mai ansiosa di poter espandersi oltre se stessa. E dunque, anche in questo caso l’esplorazione rappresenterà la parcellizzazione di sforzi economici e industriali delle nazioni più evolute e lungimiranti. Non semplicemente una voglia di conoscenze ma anche un più importante settore di sfruttamento energetico e di materiali.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->