martedì, Luglio 27

Lo spazio europeo deve cooperare, non farsi le scarpe Qualunque forma di autarchia è del tutto fuori luogo. L'Europa necessita di una politica spaziale efficace che consenta all'UE di assumere un ruolo leader

0

I sistemi spaziali sono attività strategiche, realizzati per evidenziare indipendenza e capacità a un Paese nell’assumersi responsabilità globali nei più complessi modelli operativi. Per massimizzarne i vantaggi e le opportunità è importante possedere una strategia attiva e coordinata e una politica spaziale ad ampio raggio.
Come è noto, si tratta di
modalità e applicazioni molto costose che in passato sono state dominio oligarchico di poche regioni del mondo, essenzialmente Stati Uniti e Unione Sovietica di qualche decennio fa, che, in un’esibizione muscolare quanto di vanità, hanno tenuto a sostenere una corsa alla parte più affascinante del settore, l’esplorazione planetaria, mascherando sotto la coperta di una spesa superiore a ogni aspettativa, tutta una serie di obiettivi strategici ancora oggi attivi nell’ambiente utilizzato, tra i 160 e i 2.000 km., in cui muovono satelliti da osservazione, telecomunicazione e quant’altro serve a dominare il mondo.
Per farci un’idea, i satelliti in funzione oggi nell’orbita bassa superano le 3.000 unità e rappresentano un quarto di una flotta dismessa e abbandonata a se stessa.

Da quando i costi di lancio e di produzione si sono ridimensionati, si sono abbattute diverse barriere tecnologiche e sono molti i Paesi ad ambire ad una posizione in cui sistemare un proprio satellite, possibilmente con quanto più tecnologia fatta in casa.
È chiaro, però, che qualunque forma di autarchia è del tutto fuori luogo. In un tempo infinito anche un analfabeta sarebbe in grado di costruire un satellite, ma gli spazi temporali sono molto limitati, ed è necessario realizzare in fretta il proprio manufatto. Per evitare che diventi obsoleto prima del lancio. Dunque molti componenti vanno reperiti all’esterno.

Abbiamo spesso visto l’Europa come un’alternativa alla tecnologia dell’altra sponda dell’oceano. Difficile competere con la Russia che, se pur si sta aprendo, pone sempre blocchi insormontabili alla condivisione dei propri segreti industriali e militari. Ancor più complesso il rapporto con la Cina, che al momento ha molti divieti da parte degli Stati Uniti, principale competitor.

Or dunque, l’Europa deve essere un attore in questa difficile partita. L’Europa, però, necessita di una politica spaziale efficace che consenta all’UE di assumere un ruolo leader in determinate aree strategiche a livello internazionale.

Il settore spaziale può fornire i mezzi per affrontare molte delle sfide globali che si pongono di fronte alla società del ventunesimo secolo: sfide verso le quali il Continente deve assumere un ruolo di guida, se smette di lasciar liberi i singoli Stati nello schiacciarsi l’un con l’altro, sotto un’etichetta di falsa collaborazione, che alla fine non fa altro che sfruttare il costo del lavoro dei singoli territori, l’incapacità e la corruttela che facilita i negoziati e anche una presunzione che sovrasta antiche mentalità.

Secondo l’opinione generale, la collaborazione tra istituzioni e ricerca scientifica rappresenta una sfida per lo sfruttamento del potenziale tecnico spaziale. Se l’obiettivo è garantire a tutti i cittadini europei l’accesso alle tecnologie e ai servizi avanzati, sono stati messi molti soldi e facciamoli fruttare.

I sistemi spaziali e le tecnologie basate sullo spazio sono un elemento importante della vita di tutti i giorni per le aziende e i cittadini europei. Dalle telecomunicazioni alla televisione, dalle previsioni meteorologiche ai sistemi finanziari globali, gran parte dei servizi chiave che ognuno di noi considera come scontati nel mondo moderno dipendono, per un corretto funzionamento, dallo spazio.

Le attività di ricerca e sviluppo coordinate nell’ambito della politica spaziale europea si sommano agli sforzi dei Paesi membri e di altri attori chiave.
I Paesi non vanno lasciati soli, ma governati in modo che non vi sia nessuna spinta di sopraffazione.

In futuro lo spazio assumerà un ruolo ancora più importante e offrirà nuove opportunità per le aziende, nonché servizi per i cittadini. Un miglior posizionamento e sistemi tempestivi, uniti a un monitoraggio ambientale globale, daranno la possibilità a società innovative di svilupparsi offrendo nuovi servizi.
Lo spazio è importante anche in termini di ambiente, sicurezza e questioni relative al cambiamento climatico. Cooperare alla fine è meglio che prevaricare.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->