giovedì, Ottobre 21

Lo Spazio che verrà … con il nuovo Governo Quale la posizione dei ‘candidati’ alla guida nel nuovo Governo su questi argomenti?

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Giancarlo Giorgetti, esprimendosi nel dibattito tra un mondo più europeo o meno americano, ha ribadito il favore della sua corrente verso la Nato, confermata senza ‘se’ e senza ‘ma’ proprio da Matteo Salvini durante la campagna elettorale: «Un’alleanza da mantenere».

Dunque, il pieno sostegno al comparto strategico manifestato dalla Lega a particolari valenze di fornitura è saldato dalle parole del vice segretario federale: «L’industria della Difesa è il vero presidio tecnologico avanzato in Italia e necessita di una politica estera intelligente e virile, senza la quale non può sopravvivere».
Il solo dubbio a parole così rassicuranti è sul significato di virilità che l’illustre vice capo propone: un eufemismo poco aperto al gentil sesso o un richiamo ai proclami mascolini e celoduristi del vecchio (e riconfermato) Senatur?

Non è credibile fare previsioni perché mancano ancora dati chiari su cui saranno le persone a comporre le prossime compagini di governo, né si riesce ad avere evidenza di cognizioni così specifiche dei futuri attori. Va però loro sottolineato che l’industria spaziale globale è cresciuta costantemente negli ultimi anni e oltre il 60% dell’attività economica legata allo spazio proviene da beni e servizi commerciali per cui l’uso di risorse destinate alla sua gestione e al suo utilizzo, oltre a generare comprensione e indubbio prestigio, crea valore e benefici per gli esseri umani.

Bisogna augurarsi a questo punto che la macchina politica riparta perché alcuni programmi sono in essere e già un pianeta come Mercurio, prossimo obiettivo di una sonda che porta il nome di uno scienziato italiano, non può aspettare soluzioni delle crisi di governo nelle sue opposizioni, né rassegnarsi alle ostentazioni di tante primedonne in cerca di poltrone in platea. E così anche Marte, la Luna e tanti altri progetti non devono restare solo un archivio morto da rispolverare con decenni di ritardo.

L’Agenzia Spaziale Europea valuta che per ogni euro investito nello spazio l’economia registri sette euro di ritorni economici: nel contesto della Space Economy, che vale globalmente 290 miliardi di euro c’è la consapevolezza di un cambio di paradigma della vita dei cittadini? Può darsi se è vero –come è vero- che il solo business dell’osservazione della Terra si rappresenta con una crescita significativa di 8-10% annuo. E parliamo di un segmento –di cui l’Italia è leader- ancora distante dallo stretto consumo popolare.

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