domenica, Ottobre 24

Lo sguardo di Gesu' su Papa Francesco Una grande folla acclama e saluta il Papa Bergoglio

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Papa Francesco fa fermare la jeep, si mette ad abbracciare le persone che fanno festa, si ferma e poi va incontro a un ragazzo che vuole donargli una papalina, la prende e gli offre la sua, bianca. E’ il secondo giorno del viaggio a Cuba.

Il monito di papa Francesco durante la messa celebrata nella festa dell’apostolo ed evangelista a Holguin, terza città di Cuba per numero di abitanti, uno dei primi centri cristiani del Paese: “I concittadini non sono quelli di cui si approfitta, si usa e si abusaLo sguardo di Gesù genera un’attività missionaria, di servizio, di dedizione” ha detto di fronte ai fedeli.

Raul Castro è in prima fila come presidente insieme a Fidel, originari della provincia di Holguin, della cittadina di Biran, sono nati rispettivamente nel 1931 e il secondo nel 1926. L’amore di Gesù guarisce le nostre miopie e ci stimola a guardare oltre, a non fermarci alle apparenze o al politicamente corretto” ha detto il Papa.

Francesco ha lasciato l’Avana alle otto (le 14 in Italia), è salito su un aereo che alle 9:20 (15:20) lo ha portato a Holguincon l’accoglienza da parte del primo vice-presidente, Miguel Diaz-Canel del governo cubano,  presentato a Bergoglio da Raul ieri nel palazzo della rivoluzione dell’Avana. Bandiere e saluti per tutti i 19 chilometri che Francesco ha percorso in “papamobile” aperta fino a Plaza de la Revolucion, dove ha celebrato la messa. Nel pomeriggio, alle 16 ora locale (le 22 italiane), Francesco è risalito sull’aereo e si è trasferito a Santiago di Cuba, terza e ultima tappa del viaggio nell’isola caraibica, dove sono i vescovi cubani.

L’omelia insiste sullo sguardo di Gesù che “ci cambia” così come fatto con l'”esattore delle tasse”, Matteo, ha detto Francesco. “Matteo era un pubblicano, cioè riscuoteva le tasse dagli ebrei per darle ai romani. I pubblicani erano malvisti e inoltre considerati peccatori, per questo vivevano isolati e disprezzati dagli altri. Con loro non si poteva mangiare, né parlare e né pregare. Per il popolo erano dei traditori, che prendevano dalla loro gente per dare ad altri. I pubblicani appartenevano a questa categoria sociale“, ha continuato il Santo Padre. Invece, “Gesù […] aprì il suo cuore, lo rese libero, lo guarì, gli diede una speranza, una nuova vita“. Per Bergoglio “è la nostra storia personale; come tanti altri, ognuno di noi può dire: anch’io sono un peccatore su cui Gesù pone il suo sguardocon invito ad un momento di silenzio per ricordare con gratitudine e gioia quella circostanza, per “lo sguardo misericordioso di Dio si è posato sulla nostra vita“.”Per Matteo e per tutti coloro che lo hanno percepito lo sguardo di Gesù genera un’attività missionaria, di servizio e di dedizione“, ha rilevato Bergoglio elencando gli ultimi con i quali dobbiamo condividere “la sua tenerezza e la sua misericordia: i malati, i carcerati, gli anziani e le famiglie in difficoltà. […] Il suo sguardo trasforma il nostro sguardo, il suo cuore trasforma il nostro cuore. Dio è Padre che vuole la salvezza di tutti i suoi figli. […] So con quale sforzo e sacrificio la Chiesa a Cuba sta lavorando per portare a tutti, anche nei luoghi più remoti, la parola e la presenza di Cristo” ha detto il Papa durante l’omelia.  Papa Francesco lo afferma durante l’omelia della messa celebrata a Cuba nella plaza de la Revolucion di Holguin.

La città di Holguin si trova nel sud-est dell’isola, come anche Santiago, non lontano da Guantanamo, zona dove gli Stati Uniti hanno installato da anni un campo di detenzione per terroristi internazionali che le autorità cubane, sostenute dalla Santa Sede, chiedono da tempo di chiudere. Obama si è detto disponibile, ma è frenato dalla maggioranza repubblicana al congresso. Il Pontefice poi benedirà la città sulla Loma de la Crux, la collinetta della croce che si trova su un’altura della città. Infine domani sera, volerà a Washington, dove sarà accolto all’aeroporto dal presidente americano.

(tratto dal canale Youtube della CBS)

 

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