sabato, Ottobre 16

Lo scontro con i sindacati Boschi vs Sindacati. Con Landini, Civati & Co che provano a rilanciare

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Tra i tanti caduti, o sul punto di cadere ai piedi di ‘madonna’ Elena Boschi, Ministro delle Riforme Istituzionali ed i Rapporti con il Parlamento, vanno annoverati anche i sindacati? Ché l’ultima uscita della ‘donna ideale’ del renzismo, è stato l’attacco appena sferrato alla Festa dell’Unità di Firenze: ‘I sindacati hanno contribuito a bloccato il Paese‘. Passando poi all’auspicio che finalmente si rimettano in discussione: “Se i sindacati si fossero occupati più dei precari e non delle pensioni da trecentomila euro…  Come noi ci mettiamo in discussione anche il sindacato deve farlo, magari sulle regole di rappresentanza, se sono attuali o se devono essere cambiate”. Affermazione, affermazioni, che significano tutto e niente, ma nella fattispecie e nel contesto moltissimo significano.

Dunque. Certamente il sindacato in generale, e quello italiano in particolare, hanno notevoli limiti. In primo luogo la burocratizzazione, la difesa di interessi anche corporativi, la tutela più dei già interni al mercato del lavoro che dei ‘non garantiti’ che tentano, con sempre minori speranze, di farcela, di entrarvi. Ma da qui a scaricare sulle loro spalle la responsabilità, o almeno la responsabilità prevalente, di un ‘blocco’ che riguarda tutto il Paese…

Un blocco, occorre riconoscere, rispetto al quale Matteo Renzi ha dato il proprio meglio. La capacità, cioè, di sbloccare situazioni ‘chiuse’ ed incancrenite, dimostrare che anche da noi fare le cose, non rimanere impantanati nella palude tra veti e controveti, è possibile. Bene, ma l’altra faccia del renzismo è scaricare le proprie responsabilità su altri. E quello, ennesimo, della Boschi, è un attacco che mira a scaricarsi da oneri, un metodo evidentemente ritenuto pagante.

Sul fronte interno del sindacato, e dintorni, si segnala il primo (meglio: il più recente) ‘tirare le somme’ dell’iniziativa della Coalizione Sociale di Maurizio Landini. Obiettivo organizzare la mobilitazione sociale per “opporsi a chi attacca e critica i diritti e la dignità, per proporre e conquistare un’alternativa, per praticarla dal basso, ogni giorno, sul territorio”. Ora appuntamento Sabato 17 Ottobre a Roma,  organizzato insieme a ‘Libera’: ‘Miseria ladra’, per dignità, uguaglianza, diritti.

Questa iniziativa si incrocia con la stretta finale di Giuseppe Pippo Civati, ed i suoi, per la raccolta complessiva di quasi cinque milioni di firme per gli Otto Referendum. Che ricordiamo. A. DEMOCRAZIA _ Legge Elettorale. 1. Eliminare i capilista bloccati e le candidature plurime. 2. Eliminare l’intera Legge varata a Maggio 2015. B.  AMBIENTE _ Trivellazioni. 3. Fermare le trivellazioni in mare. 4. Revocare il ‘carattere strategico‘ delle trivellazioni. C. LAVORO _ Jobs Act e dintorni. 5. Abrogare il Decreto ‘Sblocca Italia‘, superando la politica delle Grandi Opere. 6. Abrogare la previsione del demansionamento. 7. Tutelare il lavoratore dai licenziamenti collettivi. D. SCUOLA _ ‘Buona scuola’. 8. Eliminare il potere di chiamata del ‘Preside manager‘ previsto dalla Riforma

Servono cinquecentomila ciascuno, più almeno un altro dieci per cento di sicurezza. Il tutto per concludere e consegnare entro fine settembre. Due partite che corrono parallele, e vedremo se e come si incroceranno. E vedremo pure se serviranno ad interloquire effettivamente con Renzi, Boschi egli altri del ‘giglio magico’ fiorentino. In ogni caso ‘sbloccare l’Italia’ è una priorità. Il come questo sia possibile ed oggettivamente praticabile non è però indifferente, come a volte ritiene chi crede che l’importante sia fare le cose in fretta e ”come viene viene”. E’ anche su questo che si gioca la partita sul Sindacato: dall’esterno da parte del renzismo, dall’interno da parte di chi vuole dargli nuova forma senza distruggerlo.

 

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