giovedì, Ottobre 21

Lo chiameremo Italicum field_506ffb1d3dbe2

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Berlusconi-e-Renzi

La bozza renziana di riforma della legge elettorale, attualmente al vaglio della Commissione Affari Costituzionali della Camera, aggiunge un altro tassello alla già lunga storia del latinorum dei nomi attribuiti alle riforme precedenti e al sistema di voto vigente. Artefice di quella che sarebbe poi divenuta una comune prassi nomenclatoria, più di vent’anni fa, Giovanni Sartori, che dalle pagine del ‘Corriere della Sera’ chiamò allora Mattarellum la legge elettorale, basata sul maggioritario misto, inventata da Sergio Mattarella (Partito Popolare Italiano). “Habemus Mattarellum”, scrisse l’illustre politologo (19 giugno 2013) con la riforma ancora da approvare.

Sarebbero quindi venuti il Tatarellum di Giuseppe Tatarella – rimasto allo stadio di semplice proposta – e il Porcellum (o Calderolum) di Roberto Calderoli: una porcata, per ammissione del suo stesso inventore, a cui è subentrato un porcello. E poi il florilegio di tante riforme o riformine elettorali, quasi tutte abortite o frutto spiritoso di qualche buontempone: il Mastellum (da Clemente Mastella) e il Fisichellum (< Domenico Fisichella); il Manzellum (< Andrea Manzella) e il Provincellum, il sistema di voto adottato per le elezioni provinciali; il Vassallum (< Salvatore Vassallo) e il Veltronellum, in compagnia di Veltronum e Walterellum (< Walter Veltroni); il Fassinellum e il Berlusconellum (o Berlusconum); il Dalemum (< Massimo D’Alema) e lo Spinellum, pronunziato nell’aula di Montecitorio dall’allora presidente della Camera, Luciano Violante (22 gennaio 1997): «Se l’on. Valdo Spini fosse stato relatore di una proposta di riforma istituzionale sarebbe stato un disastro: la riforma Spini sarebbe diventata un disastro: la riforma Spini sarebbe diventata… Spinellum» (Duetto sullo Spinellum, ‘Corriere della Sera’, 23 gennaio 1997). La replica dell’interessato: «Sono contento che si crei un dialogo diretto con la presidenza» (ibid.).

L’Italicum ricorda un tragico attentato terroristico (quello al treno Italicus) e, al contempo, suggerisce l’idea dell’ennesima anomalia italiana, di un Paese bisognoso di un sistema elettorale ad hoc per risolvere l’ormai cronica ingovernabilità. Comunque meglio dei paventati porcinellum e inciucellum, che si deve all’inventiva del costituzionalista e democratico Stefano Ceccanti (Riforme. Da ‘inciucellum’ a ‘porcinellum’, cercasi nickname, 23 maggio).

C’è intanto chi ha ribattezzato Pregiudicatellum (Beppe Grillo) o Pastrocchium la proposta del sindaco di Firenze. Melius abundare quam deficere.

 

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