domenica, Ottobre 24

Lituania, un Paese fondato sul cibo

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L’Expo è finalmente iniziato e con oggi si lascia alle spalle la sua prima settimana. In questi sette giorni ci sono state scosse di assestamento e abbiamo assistito sui media alla litania delle magagne quotidiane, con padiglioni non ancora ultimati (dalle nostre prime visite stimiamo che circa il 20% degli spazi espositivi non sia ancora ultimato o addirittura ancora chiuso), lamentele per disfunzioni organizzative (la Sicilia ha addirittura minacciato di lasciare il coordinamento del cluster “Bio-Mediterraneo”) e polemiche sui prezzi delle degustazioni e sull’accessibilità al sito.

Il Commissario Giuseppe Sala ha promesso che entro dieci giorni tutti gli spazi saranno a regime e che su alcune problematiche il tiro sarà corretto in corso d’opera, e non resta che credergli; ad ogni modo è arrivato il momento di riconoscere che l’organizzazione italiana è solo uno dei tanti aspetti dell’Esposizione e cominciare di conseguenza a parlare di contenuti, di cibo, agricoltura, cultura ed eccellenze delle tante Nazioni che ad Expo oggi già ci sono e che per i prossimi sei mesi vogliono far parlare di sè.

Così ci siamo incamminati lungo il Decumano, il gigantesco viale lungo 1,5 chilometri che attraversa le due file di padiglioni. Molti Paesi hanno un proprio padiglione, ma la novità rispetto alle Expo passate sono i nove cluster collettivi, ovvero sia aree tematiche dentro cui alcuni Paesi sono rappresentati seguendo un filo comune. Si va dal riso, al cacao, caffè, isole, zone aride e altro ancora. Naturalmente i Paesi che hanno portato all’Expo i progetti architettonici più ambiziosi occupano spazi più ampi al di fuori dei cluster, proponendo solitamente una zona dedicata alle degustazioni e una per l’esposizione dei contenuti, con installazioni video, architettoniche o pannelli informativi.

Lituania expo 2015 1

Quello che subito balza all’occhio è lo sforzo prodotto da alcuni Paesi in via di sviluppo e dall’economia galoppante per rappresentare anche nello spazio fisico il proprio crescente peso mondiale. E così i padiglioni di Brasile, Angola, Thailandia e Malesia sono sicuramente tra i più appariscenti e riusciti. Tra gli Stati europei l’attenzione è stata invece catturata dal bel padiglione della Lituania, dall’architettura minimale e con temi futuristici e hi-tech all’interno.

La Lituania, con poco meno di tre milioni di abitanti e un Pil di circa 67 miliardi di dollari, è l’ultima entrata nel club dell’Euro, avendo adottato la moneta comunitaria dal 1° gennaio del 2015. Partendo da un Pil pro capite che a parità di potere d’acquisto colloca i cittadini lituani sullo stesso piano di quelli portoghesi o greci, in questi anni il Pil di Vilnius è cresciuto a tassi non europei, costantemente sopra il 3%. L’adozione dell’Euro dovrebbe stabilizzare ulteriormente i parametri finanziari, soprattutto per quanto riguarda il costo del debito, ma alcune voci pessimiste si sono levate in questi mesi, sostenendo che una moneta forte come l’euro potrebbe mettere a repentaglio un’economia fortemente basata sulle esportazioni come quella della Repubblica baltica.

E parlando con una delle responsabili del padiglione lituano, Rimute Kekstiene, funzionaria del Ministero dell’Agricoltura e Capo del dipartimento per la promozione dell’export, abbiamo scoperto che proprio il settore agricolo e alimentare rappresenta ancora oggi una fetta importante dell’economia locale, con ben il 5% della popolazione impiegata nel settore primario. La Lituania insomma pare trovarsi perfettamente a suo agio in questa Expo basata sull’alimentazione. Rimute Kekstiene ci spiega il perché.

 

Quali sono i settori agricoli o alimentari più sviluppati nel vostro Paese? E dei vostri prodotti quali sono i più richiesti per il commercio estero? Potrebbe indicarmi i prodotti che oggi rappresentano l’eccellenza del food lituano?

Il settore agricolo più sviluppato nel nostro Paese è quello del latte e dei suoi derivati. I prodotti più popolari sono formaggi e latte in polvere, mentre per l’export vanno per la maggiore formaggi stagionati.

L’economia agricola riveste ancora un ruolo molto forte nel Paese e circa il 5% della popolazione è impegnato nel settore primario. Una percentuale non da poco. Pensa che con la naturale crescita del Paese il settore dell’industria e quello dei servizi continueranno a guadagnare spazio, rubando spazio all’agricoltura, oppure vede la volontà politica di continuare a investire e agevolare questo tipo di sviluppo?

La Lituania punta molto sull’agricoltura, uno dei settori più importanti per la nostra economia. Il Governo vi dedica dunque attenzioni e investimenti importanti, anche considerando il fatto che un quinto di tutto l’export lituano è concentrato in prodotti alimentari e agricoli.

La popolazione lituana è oggi di circa 3 milioni di abitanti, in costante diminuzione da anni. Sono infatti molti i giovani che emigrano. L’agricoltura, che nel vostro Paese ha radici antiche, non potrebbe essere il punto da cui ripartire per creare occupazione di qualità, magari unendo le idee innovative e tecnologiche delle nuove generazioni con le tecniche tradizionali di produzione dei vostri prodotti tipici?

Il nostro Paese sta facendo grandi sforzi per coinvolgere I giovani e fermare l’aumento della disoccupazione giovanile. Abbiamo implementato un programma di supporto finanziario rivolto alle nuove generazioni, che dovrebbe porre un freno a fenomeni migratori e aiutare I giovani a programmare il loro futuro. Inoltre abbiamo intenzione di recuperare le tecniche di produzione tradizionali del cibo e rendere attrattivo questo ritorno alle nostre radici non solo per il consumatore lituano ma anche per il pubblico straniero.

La Lituania è l’ultimo Paese ad avere adottato come moneta l’Euro. Che cambiamenti ha comportato negli equilibri del commercio interno? E invece, l’export dei vostri prodotti agricoli ha subìto danneggiamenti a causa di una moneta più forte rispetto alla vecchia moneta litas? 

Da quando siamo entrati nell’Euro abbiamo esportato il 50% delle nostre merci in Paesi del Terzo Mondo, mentre l’altra metà è andata in Paesi dell’Unione europea. In definitiva possiamo dire che l’ingresso nell’Eurozona non ha comportato impatti negativi sul nostro stock di esportazioni, anche perché oggi sono ben 19 I Paesi che adottano l’euro come moneta ufficiale.

Oggi che l’economia è globalizzata i prodotti possono viaggiare ovunque nel mondo, ma il passato di dominazione russa ha ancora il suo peso. Come sono i rapporti di export con la Russia? Le recenti sanzioni europee hanno avuto un peso?

La Russia ha dichiarato l’embargo dei nostri prodotti e la misura ha in effetti comportato pesanti ripercussioni per le aziende nostrane votate all’export. Oggi però possiamo dire che ci sono state anche conseguenze positive, come l’avvenuta diversificazione dei canali di sbocco per le nostre merci.

Lituania expo 2015 2

E invece al di là dei Paesi confinanti, ci sono dei mercati magari anche lontani con cui avete stabilito flussi commerciali importanti?

Abbiamo ottimi e consolidati rapporti commerciali con il Giappone e la Cina.

Qual è la situazione con l’Italia? A quanto ammontano i flussi di import/export con il nostro Paese? Come si muoverà la Lituania in questi sei mesi di Expo per farsi conoscere? Avete programmato iniziative commerciali istituzionali in questi sei mesi per stringere accordi di distribuzione?

Oggi già esportiamo nel vostro Paese formaggi e caglio, oltre a carne fresca e surgelata. E sono questi I prodotti che abbiamo portato qui all’Expo milanese in quanto eccellenze. Inoltre ogni settimana presenteremo tramite degustazioni e conferenze altri settori del ‘food’ lituano per cercare di stringere ulteriori accordi di distribuzione.

A novembre 2014 si è tenuta a Vilnius la Baf, la Baltic Food & Beverage, una delle fiere più importanti dei Paesi Baltici. La Camera di Commercio italo-lituana era presente e pare che lo stand italiano sia stato tra i più apprezzati. Il made in Italy affascina il popolo lituano? Esistono marchi particolarmente presenti nel vostro Paese o addirittura aziende che hanno spostato la produzione in Lituania?

Oltre alla Baf, ogni due anni organizziamo anche l’Agrobalt, la più grande fiera agricola dei Balcani. La prossima si terrà nel 2016, a Kaunas dal 31 maggio al 2 aprile e posso già anticipare che saranno presenti anche aziende agricole e alimentari italiane.

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