mercoledì, Luglio 28

L'Italia si ferma per la tragedia in Spagna

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«Il cuore spezzato per le vittime italiane e per le altre giovani vite distrutte nell’incidente in Spagna», queste le parole racchiuse nel tweet rilasciato nella serata di ieri dal Premier Matteo Renzi in merito alla tragedia dell’incidente stradale che ha coinvolto un bus in Spagna con a bordo un gruppo di studentesse in Erasmus di rientro a Valencia alla Notte dei Fuochi (Fiesta de Las Fallas) verso Barcellona. Tredici le vittime tra cui sette italiane ragazze italiane: Valentina Gallo, 22 anni, Elena Maestrini, 21 anni, Serena Saracino, 23 anni, Francesca Bonello, 24 anni, Elisa Valent, 25 anni, Lucrezia Borghi e Elisa Scarascia Mugnozza. Il tragico epilogo della vicenda ha dato una forte battuta d’arresto al mondo politico italiano, con la partenza nel primo pomeriggio del Presiedente del Consiglio per la Spagna ed il rinvio per il prossimo 4 Aprile  riunione della Direzione nazionale del Pd, che era in programma per oggi alle ore 18:00.

Rinviata anche la conferenza stampa di Fratelli d’Italia a eLega Nord prevista per quest’oggi a Roma, dove permane un clima di forte tensione tra il binomio Giorgia MeloniMatteo Salvini e l’ex cavaliere Silvio Berlusconi. Il patron di ‘Mediaset’ è intervenuto durante la mattinata ai microfoni ‘Rtl102.5‘: «A Roma c’è un errore di valutazione sul candidato Bertolaso, che invece è quello che ha più possibilità per essere riconosciuto come la chiave contro il degrado della città» commenta Berlusconi in merito al suo candidato per la capitale, Guido Bertolaso, definendolo ‘il numero uno al mondo in fatto di emergenze‘. Secca la replica della leader di Fdi (Fratelli d’Italia) che è intervenuta in diretta su ‘Canale 5‘: «Il modo migliore per perdere è scegliere di candidare persone che non possono giocarsi una partita e questo è il motivo che mi ha spinta a fare un gesto di responsabilità» ha affermato la Meloni. «I sondaggi dicono che la mia è la candidatura più competitiva ma io guardo al futuro e voglio vincere». E sul rivale di Forza Italia dichiara: «Guido Bertolaso è una persona sulla quale abbiamo avuto un errore di giudizio: ha un curriculum straordinario ma non scalda il cuore dei romani».

Intanto il Consiglio d’Amministrazione della vecchia gestione di Banca Etruria è finito sotto inchiesta per banca rotta fraudolenta e nel registro degli indagati ecco spuntare il nome di Pier Luigi Boschi, padre del Ministro per le riforme Maria Elena Boschi. La vicenda aveva già scosso l’opinione pubblica e politica dove più volte da parte dell’opposizione erano state chieste le dimissioni della rappresentante del Pd al Governo, senza alcun risultato effettivo. Oggi dopo l’indagine aperta nei confronti dei  quindici componenti dell’ultimo consiglio di amministrazione di Banca Etruria, tra cui vi è appunto anche il padre della Boschi arriva il nuovo monito da parte del Movimento cinque Stelle i cui rappresentanti chiedono a gran voce una mozione di sfiducia: «A dicembre avevamo visto giusto ed ora dopo la notizia che il padre del ministro Boschi è indagato per bancarotta fraudolenta per il crac Banca Etruria, reiteriamo la nostra richiesta di dimissioni della stessa dal Governo e chiediamo l’immediata discussione al Senato della mozione di sfiducia nei suoi confronti». A parlare è Nunzia Catalfo, capogruppo dei pentastellati al Senato.

Dalla Camera arrivano i primi commenti sulla legge riguardante i partiti di attuazione dell’articolo 49 della Costituzione, discussa nelle prossime sedute di questi giorni durante la Commissione Affari Costituzionali della Camera, dove il primo ad esprimere il proprio giudizio è il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini: «E’ una legge di sistema e giustamente deve essere la più condivisa possibile» ha annunciato e rispondendo a chi gli chiedesse come verranno gestiti i rapporti con le altre compagini politiche ha risposto: «Dialoghiamo con tutti quanti sono favorevoli a prevedere dei requisiti minimi di trasparenza e democrazia interna nella vita dei partiti». Ed ai cronisti che gli ribadivano di un possibile accordo sulla questione anche con il M5S ha ribadito: «Certo, cerchiamo il dialogo con tutti quelli che condividono questi obiettivi minimi di trasparenza».

Si celebrava oggi  la giornata in memoria delle vittime delle mafie organizzata da Libera, l’associazione guidata da Don Luigi Ciotti, manifestazione che raggiunge il ventunesimo anniversario dalla sua istituzione, ed a commentare l’evento vi era il Presidente delle Senato Pietro Grasso, che dal suo profilo di Facebook scrive: «Un numero enorme, che fa rabbrividire: questo è l’elenco dei nomi delle vittime delle mafie. Ogni 21 marzo Libera Contro le Mafie organizza una giornata per ricordarle, quest’anno è stata la ventunesima volta, con migliaia di persone in piazza». Lo scrive su Facebook il presidente del Senato Pietro Grasso allegando l’elenco dei nomi di tutte le vittime delle mafie. «Un numero enorme, che fa rabbrividire: questo è l’elenco dei nomi delle vittime delle mafie. Ogni 21 marzo Libera Contro le Mafie organizza una giornata per ricordarle, quest’anno è stata la ventunesima volta, con migliaia di persone in piazza» che di seguito ha elencato i nomi delle vittime, concludendo: «Spero che presto il Parlamento completi l’iter di approvazione del ddl che istituirà il 21 marzo come Giornata della memoria delle vittime di mafia. Lo dobbiamo a tutte le persone che sono in questo elenco, ai loro familiari, agli amici. Lo dobbiamo a tutti noi».

Si aggravano le condizioni di salute del leader dei radicali Marco Pannella che durante i week end ha ricevuto la visita di diversi esponenti politici tra cui il premier Matteo Renzi, il candidato alla carica di sindaco di Roma Roberto Giacchetti, l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed anche questo pomeriggio del musicista Antonello Venditti e la presenza costante dei più cari amici come il giornalista e direttore del ‘TG5Clemente Mimun. Molte anche le telefonate ricevute sia dall’attuale Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e sia dall’ex rappresentante dello Stato Giorgio Napolitano, accompagnate da una lettera del Dalai Lama, che gli scrive «prego per te e per la tua famiglia».

 

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