martedì, Maggio 18

L’Italia sbarca a Rio 2016: il sistema oltre lo sport field_506ffb1d3dbe2

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L’Italia si prepara a partecipare alle Olimpiadi di Rio de Janeiro non solo con l’eccellenza dello sport italiano ma anche attraverso una serie di iniziative coordinate dalla Farnesina per presentare il meglio del Made in Italy in un Paese, il Brasile, che rappresenta un mercato sempre più appetibile per le nostre aziende. Le Olimpiadi saranno «un’occasione dal nostro punto di vista per lanciare un messaggio di amicizia e di fiducia verso il Brasile». Così ha affermato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, nel suo intervento alla presentazione di ‘l’Italia a Rio 2016’: le iniziative del Sistema Paese in occasione dei trentunesimi Giochi Olimpici. L’obiettivo è quello sfruttare il grande risalto che una manifestazione globale, come le Olimpiadi, possono dare al nostro Paese, presentando i suoi punti di forza e la sua reputazione, oltre allo sport. A questo proposito ha parlato anche il Vice Ministro degli Esteri, Mario Giro, che nel, suo intervento alla presentazione ha spiegato che «per la prima volta l’Italia si propone con una programmazione integrata nella storia della sua partecipazione ai Giochi Olimpici. Archeologia, arte contemporanea, promozione commerciale, sport, cucina, Casa d’Italia».  Tutto insieme con lo sforzo di farci vedere come un Paese integrato. Dal punto di vista dell’imprenditoria la parte del leone la farà l’industria agroalimentare che come sempre si rivela essere la carta vincente per l’Italia all’estero. In particolar modo il vino, grazie ad un accordo fra l’Unione Italiana Vini e Casa Italia che accoglierà gli atleti italiani durante tutto il periodo delle competizioni e che avrà sede nel Costa Brava Clube, Club storico di Rio de Janeiro progettato negli anni ’60 dall’architetto Ricardo Menescal. In quel prestigioso edificio, sarà possibile degustare numerosi vini di pregio provenienti dalle principali regioni italiane e offerti da un nutrito gruppo di aziende associate a Unione Italiana Vini, rappresentative del miglior export italiano. Per il comparto vinicolo italiano infatti il Brasile, così come quasi tutta l’America Latina, è una terra ancora di conquista vista la crescente domanda di vini di qualità ma è anche un Paese nel quale deve confrontarsi con la scarsa capacità penetrativa delle aziende italiane del settore e la concorrenza di molti vini americani, soprattutto californiani e cileni. In generale, Casa Italia sarà una vera e propria ‘vetrina’ per le aziende italiane anche di altri settori, come ad esempio la Pirelli che ha promesso di illuminare con il tricolore il Cristo redentore del Corcovado il 3 agosto, quando il premier Matteo Renzi la inaugurerà. L’occasione sarà anche quella di promuovere la candidatura italiana alle Olimpiadi del 2024 nonostante le mille polemiche che tuttora ruotano attorno alla questione ma che allo stesso tempo comportano interessi economici da milioni e milioni di Euro per molte imprese italiane. L’iniziativa vuole inoltre sfruttare i grandi legame a livello storico che legano il Belpaese con il Brasile che ospita una delle più grandi comunità italiane nel mondo e dove una larghissima percentuale della popolazione ha origini italiane.  Al discorso si lega infatti l’altro settore che l’iniziativa mira a promuovere e che rende il nostro Paese famoso in tutto il mondo: il turismo. Il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, ha spiegato che «nel mondo c’è una voglia incredibile di vivere all’italiana, i numeri del turismo sono in crescita costante, anche in tempo della crisi». In effetti ogni anno entrano nel mercato turistico globale milioni di persone in più, soprattutto da Paesi che hanno vissuto un recente boom economico, come il Brasile, che vedono l’Italia come una delle mete preferite. In tal merito sono diverse le iniziative culturali, fra cui è d’obbligo citare la mostra a cura di Annalisa Lo Monaco e Eugenio La Rocca, dal titolo ‘I Giochi in Grecia e a Roma’, che si terrà al Museo delle Belle Arti di Rio de Janeiro a partire dal 26 luglio, con l’esposizione di una selezione di 60 opere di altissimo pregio storico artistico provenienti dai principali musei italiani e greci. Il MAXXI di Roma porta invece, con la mostra ‘Art on Stage: Opere della Collezione del MAXXI’, curata da Anna Mattirolo, le opere di 19 artisti e architetti al MAM il Museo di Arte Moderna di Rio de Janeiro. Le mostre fanno infatti parte delle iniziative per l’Anno dell’Italia in America Latina, un progetto promosso dalla Farnesina con la collaborazione dei ministeri dei Beni Culturali e del Turismo, dello Sviluppo Economico, dell’Istituto nazionale per il commercio estero (Ice), della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane e con il contributo di molte imprese. Il subcontinente infatti è oggetto di un interesse sempre maggiore da parte della nostra diplomazia, soprattutto economica, con il Brasile che rappresenta il maggior destinatario degli investimenti italiani verso il Sudamerica. Alcuni dati aiutano a spiegare meglio l’importanza del Paese come partner per le nostre imprese, sia in termini di investimenti che di interscambio commerciale, che è cresciuto di circa il 200% tra il 2003 e il 2013 (!) nonostante negli ultimi due anni si sono registrate delle flessioni in considerazione delle già citate crisi in corso nel Paese latinoamericano. La congiuntura economica attuale e il declassamento del rating da parte delle principali Agenzie (S&P, Moody’s e Fitch) potrebbe rendere il Brasile meno attrattivo per gli investitori internazionali. D’altra parte, la crisi in corso (con il forte deprezzamento del Real) e le vicende giudiziarie che stanno coinvolgendo molte importanti imprese locali potrebbero rappresentare anche un’opportunità per gli investitori italiani nel medio periodo, in termini di acquisizione di asset produttivi.

 

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